Vibo Marina ritorna allo storico nome “Porto Santa Venere”

Vibo Marina ritorna allo storico nome “Porto Santa Venere”

Una proposta che mette tutti d’accordo e che dopo il parere favorevole, proseguirà il suo iter fino all’approvazione finale da parte della giunta comunale

Vibo Marina riprenderà il suo antico nome di “Porto Santa Venere”.

La decisione è stata presa alcuni giorni fa, nella II commissione Urbanistica del Consiglio comunale di Vibo, presieduta da Carmen Corrado e che ha visto 8 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti.

L’iter per il cambio nome non si è ancora concluso, infatti, il ripristino del precedente nome non è ancora ufficiale, ma sarà necessario un ulteriore passaggio, formale, di approvazione di una delibera di Giunta.

«La manifestazione politica di oggi è una grande cosa, ha una valenza storica – afferma l’autore della mozione, il consigliere di Forza Italia Lorenzo Lombardo – è una proposta di cui si discute dal 2006 quando era stata approvata all’unanimità dalla Circoscrizione».

Non si tratta di un nuovo nome, ma di un ritorno

Intervenuto sulla vicenda anche l’artista e studioso, Antonio Montesanti, affermando in un post su Facebook che “non si tratta di un nome nuovo ma di un nome tolto senza un atto amministrativo, senza un referendum, senza una delibera di Giunta o di Consiglio. È la riparazione ad un torto illegittimo, del tutto estraneo ad ogni norma dello stato, dal 1934 in poi.

Come è ampiamente dimostrato dagli atti pubblici, gli stessi che proposero il cambio del nome di Monteleone in Vibo Valentia nel 1926/1928, pensarono bene di non modificare quello di Porto Santa Venere, che fino al 1934/35 aveva con tale nome il suo delegato del Podestà.

Vi sono delibere podestarili in cui il delegato è espressamente specificato delegato di Porto Santa Venere ed il Podestà fu uno dei più attivi nel dare il nome Vibo Valentia alla città.

Se dunque dal 1928 al 1935 non c’è un atto amministrativo consiliare del cambio del nome al borgo portuale (ed in archivio comunale un tale atto non c’è nemmeno alla data di odierna), basta un semplice atto deliberativo di giunta, che chiarisca l’errore e ripristini il nome originale”.

Lombardo d’altro canto afferma di ritenersi molto soddisfatto, “è un nome molto più attraente dal punto di vista turistico e si dà seguito a una volontà popolare” e anche lui ricorda che “si restituisce un nome che era stato tolto in maniera non del tutto regolare”, ricordando nel 1927, fu cambiato soltanto il nome di “Monteleone” che divenne l’attuale Vibo Valentia, ma le frazioni costiere avrebbero dovuto continuare a chiamarsi con il loro nome, come è successo ad esempio per Porto Salvo.

L’antico nome mette tutti d’accordo

Anche la Pro Loco di Vibo Marina, ha affermato in una nota di essere entusiasta: “Vi sono delle iniziative a costo zero che, se realizzate, hanno un valore grande e significativo per una comunità. Siamo molto felici della concreta ripresa di un iter amministrativo serio e perseverante che, ci auguriamo, potrà ristabilire per Vibo Marina il bel nome di Porto Santa Venere, per come del resto già deliberato in passato dalla IV Circoscrizione comunale e compreso nell’attuale programma dell’amministrazione locale.

I tempi sono ormai maturi, ed è quindi auspicabile in tal senso ogni atto della giunta o del consiglio comunale che dia ora l’annuncio di passi concreti; magari in concomitanza del prossimo arrivo in rada dello storico veliero Amerigo Vespucci della Marina Militare e del 156° anniversario della nascita del nostro porto, avvenuta il 4 dicembre del 1865.

Ridare il proprio nome a una persona o a luogo – prosegue la nota – vuol dire riconoscere la sua essenza, la sua singolarità, la sua rilevanza; significa ridare forma a un contenuto prezioso, ricongiungendo un passato glorioso con un futuro da costruire.

Porto Santa Venere è il nome che sentiamo più proprio e dignitoso per il nostro paese-porto, più vero e giusto, più bello ed emozionante per la nostra comunità; un nome mai dimenticato, da sempre noto a marinai e abitanti, a studiosi e viaggiatori, ai ragazzi delle nostre scuole, obiettivamente ben composto e accattivante che ci aiuterebbe molto a valorizzare e promuovere il luogo anche per uno sviluppo economico sostenibile e per un rilancio turistico”.

Inoltre, sempre la Pro Loco, ricorda che al nome “si ispira anche lo storico evento che la Pro Loco riproporrà in autunno, per partecipare e dare un proprio contributo alla vita della Comunità: la VIII edizione del Premio Porto Santa Venere 2021.

Si tratta di un evento molto importante per la nostra associazione e molto apprezzato nelle passate edizioni per lo spessore sociale e culturale, anche nel suo format di talk show singolare e semplice”.

Il premio, attualmente, era stato temporaneamente sospeso a causa dell’emergenza covid-19, ma nell’autunno 2021 ritornerà per diventare un appuntamento fisso.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, c’è anche la necessità di dare un riconoscimento alle varie realtà “di un territorio che è tra i più importanti in Calabria, ai suoi valori, alle sue attività, agli aspetti positivi e spesso poco noti di una Comunità laboriosa e dai tanti bisogni (specialmente in termini di servizi).

La nostra è una comunità che vuol essere più unita e solidale, che chiede più attenzione alla tutela dei beni comuni e alla dignità delle persone, alla salvaguardia della sua identità marittima e portuale per la quale è utile ridare prestigio con il più bello e antico nome di Porto Santa Venere, che ci auguriamo possa presto tornare, dopo quasi un secolo, al posto che gli spetta”.

Conclude poi la Pro Loco: “Nella definizione della nuova toponomastica, necessaria soprattutto a Vibo Marina (dove spesso è inesistente, creando notevoli disservizi), c’è spazio per dare un nome a vie e piazze, indicare i numeri civici, ma anche per salvaguardare e ridare un’identità storica dei luoghi, compresa la denominazione delle frazioni desunta dalle mappe storiche e ai riferimenti valoriali della popolazione”.

Dunque, una proposta che mette tutti d’accordo e che dopo il parere favorevole espresso in sede di commissione, proseguirà il suo iter amministrativo che prevede, per diventare esecutiva, l’approvazione finale da parte della giunta comunale.

Redazione Informa

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