Tra mille incertezze, soliti problemi strutturali e la crisi, parte la stagione turistica estiva 2022

Tra mille incertezze, soliti problemi strutturali e la crisi, parte la stagione turistica estiva 2022

Abbiamo intervistato alcuni dei principali operatori del settore

Siamo alle porte della stagione turistica 2022.

Veniamo da 2 anni di incertezze e cambiamenti del mercato turistico, della sua domanda e dell’offerta.

Tutto sommato guardiamo al futuro con ottimismo, pur tra le tante incertezze.

Sappiamo che la strada verso un cambiamento del mercato è intrapresa, accelerata anche dalla pandemia.

Sicuramente sono cambiati gli approcci alla vacanza ma non la voglia di leggerezza ed evasione insita nell’idea di vacanza.

In questi ultimi mesi, tutti gli operatori turistici si sono rimboccati le maniche e quest’anno ai nastri di partenza sono certamente pronti a recuperare il tempo perduto.

Abbiamo voluto dare la parola ad alcuni operatori turistici del nostro territorio, che in termini di flussi turistici possono darci una visione da un osservatorio più ampio.

2022, anno di quasi ritorno alla normalità… Che previsioni avete per questa nuova stagione? Le conseguenze economiche e psicologiche legate a covid e guerra che impatto avranno?

Bagnato – Siamo molto ambiziosi e ci siamo prefissati di raggiungere in tutte le nostre strutture ricettive fatturati in forte crescita rispetto ad anni pre-pandemia. Già il 2021 per il Capovaticano resort è stato il miglior anno in termini di performance finanziaria, siamo convinti che le politiche di posizionamento e distribuzione adottate porteranno ulteriori risultati, captando una domanda sempre presente per prodotti premium e upscale.

Siamo ragionevolmente ottimisti, nonostante uno scenario globale ancora con molte incertezze. Quest’anno per la prima volta abbiamo deciso di prolungare la stagione di apertura. Crediamo molto in questo progetto, soprattutto per Villa Paola e Capovaticano Resort Thalasso Spa. Apriremo a inizio aprile e chiuderemo a fine ottobre, quasi tre mesi in più di prima, e svilupperemo un ecosistema di attività ed eventi che daranno la ‘reason why’ ai turisti per venire in Calabria nella cosiddetta low season, in controtendenza con la nostra destinazione, tradizionalmente legata a un turismo balneare. Come gruppo stiamo attuando una strategia di riposizionamento da alcuni anni verso la fascia luxury, con un incremento del prezzo medio e del valore percepito dal cliente, grazie anche a una maggiore attenzione al servizio e alle proposte in fatto di ristorazione e wellbeing, inteso anche come offerta di esperienze trasformative e di riscoperta dell’armonia con la natura. Questa strategia viene supportata d’una attivazione dei canali di prenotazione diretti e il potenziamento del CRM, che permetteranno anche nel 2022 di migliorare i nostri risultati. Inoltre questo ci permetterà di assorbire in maniera meno impattante i costi derivanti dall’inflazione a causa dell’aumento dei costi energetici. In generale siamo maggiormente orientati a valutare le opportunità presenti sul mercato per non disperdere energie, valutando naturalmente sempre i rischi.

Lino Cangemi – Più che un ritorno alla normalità, parliamo di riinizio. Relativamente al COVID, non si cancellano due anni così, semplicemente il mercato si adatta agli eventi ed ai cambiamenti. Diverso il discorso relativo al conflitto in atto. Alcuni mercati hanno rallentato in maniera palpabile, e anche se il mercato russo in Calabria non è preponderante, i mercati dell’est Europa stanno vivendo un momento negativo che però auspichiamo non porti a grosse perdite in termini di presenze.

Claudio Giaffreda – Fa bene a sottolineare il “quasi”. La gestione della pandemia nel suo secondo anno ci ha giustamente portati a pensare ad un ritorno verso la normalità. L’intero sistema Italia sembrava in rampa di lancio, con numeri molto promettenti.

Lo scoppio del conflitto ha drasticamente segnato, nell’immediato, un brusco stop alle prenotazioni. A distanza di quasi due mesi, notiamo che il flusso di prenotazioni ha ripreso ad avanzare ma dagli hotel del nostro gruppo già aperti ci dicono che le prenotazioni vengono effettuate sempre più a ridosso dell’effettiva data di soggiorno. A livello economico, gli strascichi del covid e le nuove situazioni legate alla guerra sicuramente influiranno, non siamo però ancora in grado di quantificare: gli aumenti dei costi di gestione familiare avranno un impatto. A livello psicologico, invece crediamo che la propensione ad andare in vacanza sia sempre molto forte: c’è voglia di sentirsi finalmente liberi dopo due anni di pandemia.

Paolo Manzoni – Dopo due anni sulle montagne russe ci auguriamo tutti che la stagione 2022 scorra senza imprevisti. Sarà un ritorno alla normalità, ma non un ritorno al passato: gli ospiti sono cambiati e hanno esigenze diverse rispetto a due anni fa. Il nostro compito sarà quello di rassicurarli, per es. continuando a mantenere alti gli standard di sicurezza e igiene. 

Danilo Parentela – Al momento è molto difficile prevedere il futuro, c’è tanta voglia di viaggiare e si riscontra un enorme potenziale di ipotetici viaggiatori in attesa di partire. Si assiste tuttavia a una fortissima tendenza al last minute e alla richiesta di “flessibilità”, l’estate è un periodo importantissimo dell’anno, in quanto tradizionalmente procura grandi  volumi di fatturato complessivo.

Attualmente si è già in ritardo di un paio di mesi sulla tabella di marcia delle prenotazioni e molto dipenderà dall’andamento del conflitto in Ucraina. Le prenotazioni sull’estate non sono completamente partite; si lavora tanto su richieste e preventivi, ma sulle riconferme pesa ancora un forte senso di “incertezza”.

Sarà necessaria la collaborazione, la flessibilità e il sostegno di tutti: Vettori, To, Adv, Hotel perché ancora manca il turismo vero, e quel che si perde non verrà più recuperato. La voglia di viaggiare è confermata dall’impennata di richieste di vacanza in particolare sul mare in Italia, la domanda è solida, ma emerge anche la consapevolezza di una situazione instabile, che induce a ricercare una proposta flessibile. Il prezzo non è più la variabile determinate: si è disposti a spendere qualcosa in più a patto che sia possibile modificare o cancellare liberamente la prenotazione, la domanda è cambiata e bisognerà attendere il ritorno alla piena normalità per definirla compiutamente, fin da ora però è necessario proporre un prodotto di qualità.

Massimo Vasinton – La guerra ha rallentato il processo di acquisto ma nelle ultime settimane si registrano incrementi di conferme con una finestra di prenotazioni sempre più corta. Di certo due anni di covid ed adesso la guerra non aiuta il comparto, che non dimentichiamoci porta con sé anche la ristorazione, i trasporti, agroalimentare e tanti altri. Le sanzioni economiche imposte, gli aumenti dei costi energetici e delle materie prime non incentivano sicuramente i flussi turistici ma quello che posso aggiungere e che il covid ha lasciato in tutti noi una grandissima voglia di viaggiare e molte statistiche lo confermano. Le previsioni del turismo per la stagione 2022 sono più che ottimistiche basti pensare che rispetto al 2020 abbiamo aperto 2 mesi e mezzo prima e rispetto al 2021 un mese e mezzo prima. I mercati europei di riferimento, Germania, Austria, Svizzera, Francia, sono ripartiti alla grande così come i mercati Extra EU, USA e Canada su tutti. Crescono le prenotazioni dirette, anche telefoniche, a discapito di agenzie e piattaforme di prenotazioni. Per questo ed altri motivi prevedo che molte strutture, quelle hanno un prodotto di qualità ed esprimono un’accoglienza molto accurata, attenta ai particolari e all’esigenza degli ospiti, chiuderanno il 2022 con un incremento di fatturato rispetto anche al 2019.

Roberto Villella – Oggi piu che mai è molto difficile fare delle previsioni su questa stagione. Purtroppo ormai entriamo nel terzo anno consecutivo colpito dal Covid-19 e da fine febbraio con la Guerra tra Russia e Ucraina. Nel mese di gennaio e inzio febbraio le prenotazioni sembravano aver scacciato via il covid ed le prenotazioni in merito al mercato straniero erano quasi ai livelli pre-covid.

Una volta inziata la guerra però lo scenario è stato stravolto con la cancellazione totale di tutte le prenotazioni in merito al Mercato Russo e Ucraino e poi una netta flessione o quasi congelamento degli altri clienti europei. Oggi a quasi 2 mesi dalla guerra vediamo che il mercato tedesco sta riprendendo con le vendite ma i paesi vicino all’ucraina ancora no e sicuramente non riusciranno a riprendere le vendite perdute e conseguentemente una flessione rispetto al passato. Purtroppo le conseguenze economiche cominceranno a vedersi già da questa stagione e penso che anche sul mercato italiano ci saranno una flessione rispetto alle ultime due stagioni. L’aumento dell’inflazione e della speculazioni purtroppo inciderà molto sull’andamento di questa e delle prossime stagioni. I costi erano già alti e con tutto quello che ne deriva covid/guerra i prezzi sono in costante aumentato e la perdita di competitività rispetto ad altre nazioni sarà sempre piu marcata.

Personalmente sono molto preoccupato sull’aspetto sociale che stiamo vivendo dove oggi piu di prima c e una carenza di personale specializzato e molte aziende nell’ambito turistico anche avendo la possibilità non potranno esprimere il proprio potenziale al 100%. Inoltre penso che l’italia dovrebbe fare chiarezza sulle restrizioni in merito al covid che in questo momento sono ancora presenti e rispetto ad altre nazioni europee ormai quasi tutte azzerate provocano un interesse minore sulla nostra nazione e quindi maggiore calo.

La nuova amministrazione regionale vuole imprimere un nuovo corso. In ambito turistico è da poco stato lanciato il brand Calabria Straordinaria. Nei fatti, notate un impatto, un cambio, una agevolazione nella vostra realtà lavorativa? Cosa vi servirebbe dalla Regione?

Bagnato – Siamo assolutamente convinti che ogni progetto di comunicazione strategica e di riposizionamento nazionale e internazionale dell’immagine complessiva della regione possa portare dei risultati estremamente positivi. Lavorare sugli elementi caratterizzanti della sua eredità naturalistica, storica, artistica, culturale, enogastronomica, che in maniera univoca e distintiva la rendono un unicum, fruibile e suggestivo in tutti i mesi dell’anno. Allo stesso tempo siamo ancor più convinti che ogni singolo imprenditore partecipi attivamente attraverso le sue politiche di crescita sostenibile territoriale, ricercando ogni giorno l’eccellenza in ogni processo, lavorando costantemente con passione e rispetto per l’ambiente che lo circonda.

Lino Cangemi – Troppo presto per capire se il nuovo brand darà i suoi frutti. Il nostro lavoro è fatto di programmazione a lungo termine e la nostra Regione deve competere con altre realtà che o incentivano economicamente gli attori esteri, oppure non ne hanno bisogno perchè sono mete così conosciute da non avere necessità di fare operazioni di marketing. Come operatori del settore abbiamo bisogno semplicemente che la nostra Regione incentivi il rafforzamento delle infrastrutture e dei servizi e che renda sempre più raggiungibile la Calabria dall’estero. 

Claudio Giaffreda – Colgo l’occasione per fare gli auguri di un ottimo lavoro alla nuova amministrazione regionale. La Calabria ha un potenziale turistico che probabilmente nemmeno i calabresi stessi hanno idea di quanto possa valere. Siamo felici di vedere che ci sono iniziative in campo da parte delle istituzioni e che il brand Calabria venga sempre spinto con tante iniziative. Occorre, però, far sì che alla promessa di una vacanza da sogno corrisponda poi una realtà adeguata. Occorre attuare una strategia che, oltre a comunicare il prodotto all’esterno, lo renda attraente e fruibile anche in loco. Mi spiego: piccoli passi che darebbero grandi risultati. Ad esempio: iniziare col garantire spiagge e acque pulite soprattutto nel mese di agosto, aiuterebbe l’intero settore ad evitare i reclami dei turisti e invoglierebbe gli stessi a ritornare. Sarebbe un grande inizio.

Paolo Manzoni – In Italia e in Europa ci sono molte regioni virtuose che hanno saputo promuovere bene la propria offerta turistica e dare così un impulso decisivo all’intero tessuto economico. La Calabria può prendere spunto da queste esperienze e adattarle alla propria realtà con misure concrete. Speriamo che questo sia l’intento della Regione con il nuovo piano di rilancio: dare al nostro settore l’importanza strategica e la priorità che gli spetta.

Danilo Parentela – Il Turismo è una sfida che dobbiamo e possiamo vincere tutti insieme, se vogliamo rendere attrattiva la Calabria, serve invertire la rotta e far percepire a tutti che la Calabria merita dì essere visitata e non evitata, le istituzioni ognuno per le proprie competenze, dovranno fare la loro parte in stretta sinergia con il mondo produttivo. Finalmente tanti giovani che si occupano dei propri  territori in chiave turistica, tanti progetti che finalmente hanno la dovuta attenzione e visibilità, tante reti, sinergie e opportunità, questa è la Calabria che mi piace vedere e ascoltare.

Massimo Vasinton – Il nuovo progetto di Calabria Straordinaria è stato presentato in luglio a Milano ed attraverso gli stati generali del turismo Calabria lo scorso 30 marzo agli operatori calabresi ha come scopo quello di promuovere la Calabria attraverso una comunicazione strategica ed integrata nei contesti nazionali ed internazionali. Per quello che ci riguarda siamo abituati a valutare le azioni con i numeri e non con le parole, ad oggi non abbiamo dati per poter valutare.

La nostra preoccupazione è che non vorremo che fosse la solita azione per spendere e non per promuovere. Noi ci aspettiamo che la Calabria venga raccontata per l’offerta variegata che offre, fatta di tante bellezze che vanno oltre il mare e nello stesso tempo andare ad eliminare le criticità, quali l’offerta sanitaria, i servizi di informazione per i turisti, il potenziamento infrastrutturale ed i servizi di trasporto che non ci consentono di poterci misurare con destinazioni più mature ma con meno appeal della nostra “Calabria Straordinaria”

Roberto Villella – Io mi auguro che questo nuovo brand venga portato avanti nel corso degli anni almeno per i prossimi 10 anni. Non possiamo ad ogni nuovo governo regionale avere una nuova strategia, un nuovo logo e un nuovo sito.  Nell’immediato non si può notare nulla ma auguro che questo nuovo brand possa portare visibilità alla nostra regione. Siamo sul nascere del Brand Calabria Straordinaria ma i passi sembrano quelli giusti e le promesse ci sono, io oggi mi auguro che nelle prossime settimane si riesca già a dare dei segnali reali per questa stagione portando l’attenzione alla cura del territorio, del mare e delle attività di marketing che diano risalto alla nostra terra. Suggerirei di cominciare con le cose basilari e poi muoversi sulla parte dello sviluppo dei progetti. Aumentare la comunicazione tra pubblico e privato condividere i vari punti su dove andare e come, pulizie e cura delle strade, dei siti storici, archeologici e naturalistici, ampliare i voli da e per l’estero ed infine formazione e regolamentazione per presenti e futuri soggetti turistici che ci permetteranno di essere pronti per le prossime stagioni a venire (Creare figure professionali nel comparto turistico).

Un desiderio, un auspicio, un sogno che vorreste vedere realizzato per un vero boom del nostro comparto turistico.

Bagnato – Pensiamo che la principale sfida che affronteremo (che stiamo in realtà già affrontando) nel nostro settore sarà la mancanza di personale. C’è un calo fra il 30 e il 50%. Sono lavoratori del settore dell’ospitalità, dai ristoranti agli alberghi, che non torneranno a lavorare nel settore perché la pandemia li ha portati a cercare altro. Il sogno più grade sarebbe quello di vedere realizzata nel nostro territorio un Accademy di valore internazionale che possa portare benefici trasversali a tutti i settori. La ricerca di una Calabria straordinaria passa anche dalle persone che in primis gestiscono e accolgono i nostri ospiti. Come gruppo abbiamo iniziato a strutturare nei periodi di chiusura delle strutture, in collaborazione con alcune eccellenze dell’hotellerie e della ristorazione italiana, dei percorsi di crescita dei nostri giovani talenti. Tra i nostri partner della ristorazione Carlo Cracco in Galleria e Giancarlo Morelli sempre a Milano, mentre tra le partnership dell’hotelleire collaboriamo con Villa Cora a Firenze.

Lino Cangemi – Noi operatori, aziende private, ci sforziamo da anni a raccontare la nostra terra ed a mostrarla al mondo come un posto fantastico. Siamo convinti che sia così. Non pensiamo ci sia la necessità di cose stretosferiche per rendere appetibile la Calabria come destinazione. Basterebbero le cose più scontate: strade in ordine; pulizia delle aree non private; controllo dei litorali per assicurare che il mare sia perfetto per i nostri turisti; aeroporti e stazioni funzionali; servizi accessibili e operativi non per 4 mesi all’anno ma per almeno 8/10 mesi.  

Claudio Giaffreda – Semplicemente, vorrei vedere una Calabria sempre più connessa all’Italia, all’Europa e al mondo. Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante, con un’autostrada che ora è percorribile in tempi accettabili rispetto al passato. Avere più collegamenti aerei e più collegamenti a livello di treni significa rendere il giusto omaggio a questa terra incredibilmente bella e ricca di bellezze in ogni dove, dalla montagna al mare.

Paolo Manzoni – Il capitale umano della Calabria ha un grandissimo potenziale, nel quale stiamo investendo molto, attraverso corsi di formazione a tutti i livelli, contratti di apprendistato, stage in collaborazione con gli istituti alberghieri e molto altro. Speriamo che un giorno la nostra regione diventi un modello di eccellenza per gli standard di servizio e accoglienza. 

Danilo Parentela – Mi piacerebbe che tutti insieme promuovessimo con forte unità d’intenti il racconto e la promozione delle bellezze della Calabria, con amore e dedizione incondizionata.

Massimo Vasinton – Abbiamo tanti sogni, ed i sogni ci aiutano a vivere meglio. Un sogno ricorrente a livello turistico è quello di vedere la Calabria posizionarsi ai vertici del turismo italiano e questo lo possiamo fare soltanto sei riusciamo ad attirare professionalità e competenze, lasciando da parte quello spirito individualista tipico calabrese e lavorando come squadra verso obiettivi concreti.

Roberto Villella – Programmare, programmare e programmare questo è il mio auspicio e sogno per la nostra regione. Senza un attenta programmazione non avremo mai uno sviluppo nel comparto turistico soprattutto verso i nostri compentitor regionali ed europei. Vendere il brand Italia/Calabria oggi non è più sufficiente e se non pensiamo già oggi al futuro domani è troppo tardi.

Fabio Muzzupappa

Fabio Muzzupappa

Specializzato in Comunicazione e Web Marketing Fabio è gli ideatori e fondatori di Informa.

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