Terme Luigiane: la sentenza del Tar contro i Comuni. La Sateca può tornare a gestire il parco

Terme Luigiane: la sentenza del Tar contro i Comuni. La Sateca può tornare a gestire il parco

Dopo la chiusura della scorsa stagione, la società cosentina potrà tornare a gestire il parco. Ancora valido l’accordo del 2019

Nella giornata odierna, “il TAR Calabria ha riconosciuto le nostre ragioni e dichiarato che avevamo diritto a restare aperti! Gli atti delle amministrazioni comunali in merito alla chiusura delle terme e all’appropriazione degli immobili sono illegittimi”. Così si apre il post scritto su Facebook dalle Terme Luigiane, il parco termale tra i più grandi d’Europa, che si colloca tra il territorio di Acquappesa e Guardia Piemontese, nella Cosenza tirrenica.

Le terme, infatti, sono rimasto chiuse al pubblico nella stagione 2021, dopo la battaglia dei sindaci Francesco Tripicchio e Vincenzo Rocchetti, contro la Sateca Spa, la società della famiglia Ferrari, che da 85 anni gestisce le attività del parco termale.

La sentenza del TAR

Oggi, arriva la sentenza 1949/21 del TAR Calabria, in merito ai ricorsi della Sateca contro i Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa (concessionari delle acque termali) e la Regione Calabria (proprietaria delle acque).

“Il Tribunale Amministrativo – si legge in una nota – pur riconoscendo la legittimità della posizione dei Comuni, ha accolto il ricorso della Sateca avverso l’acquisizione coattiva dei beni e delle sorgenti, condividendo in pieno le argomentazioni esposte dagli avvocati Ivan Incardona ed Enzo Paolini”.

In particolare, il TAR – continua la nota – ha valutato “elementi preponderanti che depongono nel senso della sussistenza del diritto della Sateca alla prosecuzione dell’attività fino all’effettivo subentro del nuovo sub-concessionario”.

Dunque, il TAR ha ritenuto che le attività offerte dalle Terme Luigiane debbano avere continuità non solo per avere una prosecuzione della gestione del servizio pubblico, ma anche in riferimento ai livelli occupazionali.

La sentenza, immediatamente esecutiva, può essere appellata al Consiglio di Stato, come è stato già fatto sapere dalle amministrazioni di Acquappesa e Guardia Piemontese.

Prima della sentenza

Ritornando indietro nel tempo, nel novembre del 2020, i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, appellandosi al principio della libera concorrenza, senza preavviso, avevano ridotto l’utilizzo delle acque termali non permettendo di proseguire con le attività, contrariamente a quanto stabilito dal Prefetto nel gennaio 2019, dopo la scadenza del contratto, che era in vigore dal 1936.

A questo punto, i comuni avevano deciso di indire un bando per poter individuare un nuovo sub-concessionario, chiedendo alla Sateca la restituzione dei beni non di proprietà e utilizzati fino a quel momento. Infine, il TAR, chiamato a decidere sul contenzioso nel mese di giugno, ha rinviato la sentenza in autunno, facendo saltare definitivamente la stagione 2021.

Dunque, oggi, secondo il TAR, i Comuni “hanno comunque impedito a Sateca l’esercizio del diritto previsto dalla clausola dell’accordo del 2019, che come già detto, prevedeva la prosecuzione dell’attività fino al subentro del nuovo sub-concessionario, che è riconosciuto proprio per l’eventuale periodo successivo al 31.12.2020, per il caso, verificatosi, di mancata conclusione delle procedure di selezione del nuovo sub-concessionario”.

In conclusione, la stagione termale è saltata, il servizio pubblico è stato interrotto e 250 dipendenti sono rimasti senza lavoro.

A questo punto, “emergono le responsabilità di tale disastro – continua la nota – in quanto i Sindaci avevano sostenuto che la restituzione dei beni, in particolare delle sorgenti, si sarebbe resa necessaria per redigere il bando”. Ma anche in questo caso il TAR ricorda che in assenza di un nuovo sub-concessionario la gestione debba rimanere in mano alla Sateca.

Infatti, il bando è stato emanato, ma nessuno ha manifestato la volontà di gestire il parco termale, neanche la Sateca stessa, che per via delle innumerevoli clausole contenute nel bando, non poteva avanzare la domanda.

“Ora, sarà necessario ritornare indietro, anche se i danni, enormi, si sono già prodotti e l’obbligo risarcitorio, imponente, ricadrà sulle amministrazioni responsabili”, conclude la nota.

In conclusione, il TAR riconosce alla Sateca il diritto di gestione del parco termale, che potrà riprendere le proprie attività pensando già alla nuova stagione, sempre fino al subentro di un nuovo gestore, con gli obbiettivi sopracitati, di garantirne la continuità di servizio pubblico e dei livelli occupazionali, a prescindere dai tempi e dai modi decisi dai Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese.

Redazione Informa

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