Riflessione pedagogica: “Tutela dei piu’ fragili ai tempi del covid 19”

Riflessione pedagogica: “Tutela dei piu’ fragili ai tempi del covid 19”

Questa emergenza epidemiologica in atto ha scosso la vita di tutti. Ci siamo trovati di fronte a un nemico terribile che ha provocato dolore e sofferenza, che ha messo in crisi intere comunita’, ogni essere umano. Siamo stati catapultati in una dimensione caratterizzata da cambiamenti improvvisi che hanno drasticamente cambiato le nostre abitudini, la nostra quotidianita’ ,riducendo ogni forma di relazione e socialita’.

Sonia Tropeano

E’ stata necessaria una limitazione della liberta’ e tutti indistintamente siamo stati costretti a fermarci, a vivere isolati nelle proprie case in un tempo che prima rendeva le nostre vite frenetiche in cui spesso non avevamo “tempo”. Questo tempo ha invece richiesto resilienza, riflessione, coraggio, forza, ha portato con se’ enormi disagi, preoccupazione, disperazione e paura.. Questo tempo ha unito tutti, ha  rinforzato certi valori come quelli familiari, l’importanza della vicinanza, della solidarieta’,della collaborazione, ha insegnato e riportato alla memoria la bellezza e la gratitudine racchiusa nelle piccole cose, ha smosso le coscienze, i sentimenti, il pensiero..

Tante sono state le persone che nel proprio piccolo hanno cercato di fare qualcosa per l’altro, tanti volontari, tanti professionisti, tante associazioni si sono messi a disposizione per aiutare il prossimo. Tante sono state le iniziative promosse a sostegno dell’emergenza e delle categorie piu’ fragili: bambini, disabili, anziani.. Tutto cio’ ha colpito ancor di piu’ quest’ultimi, pensiamo ai maltrattamenti sui minori, alle persone senza dimora, ai disabili che con la chiusura dei centri si sono ritrovati a dover fare i conti all’improvviso con enormi difficoltà dovute all’emergenza.

Pensiamo alle persone anziane sole che spesso in condizioni di salute critiche stanno vivendo momenti di angoscia e solitudine indescrivibile, alle donne vittime di violenza, che in questo momento di reclusione costrette in casa sono ancora più esposte al pericolo. Sono queste le categorie che vanno tutelate con tutte le misure e gli strumenti necessari, sono proprio loro che in questo momento e in futuro non vanno lasciati soli e necessitano di tutele ancora piu’ forti, di azioni concrete e sostegni corrispondenti alle loro esigenze a garanzia della tutela delle fragilità.

Tutto ciò ha avuto un impatto emotivo forte anche sui bambini e sui ragazzi. Dopo la chiusura delle scuole infatti a causa dell’isolamento sociale sono stati costretti a rimanere in casa e trascorre il proprio tempo tra giochi, videolezioni e tutte le attività possibili realizzate grazie all’impegno, la creatività, l’amore di fratelli e genitori, insegnanti ed educatori che hanno sostenuto con tutti gli strumenti possibili i ragazzi. Se questo da una parte ha rinforzato i legami tra genitori e figli dall’altra parte tutto ciò ha comportato grandi sacrifici per i genitori e rinunce importanti per i bimbi: quali l’esplorazione, la sperimentazione nella piena libertà, la conoscenza, la formazione in presenza, l’incontro con i propri compagni, la semplice relazione e semplici attività motorie come correre e giocare nei parchi, un apprendimento motivante e diretto sostituito al momento da una didattica tecnologica e digitale. Le innovazioni tecnologiche nonostante non possono compensare in alcun modo la qualita’ della relazione umana, lo scambio di uno sguardo, una carezza, un abbraccio, uno scambio comunicativo diretto ,elementi non sostituibili dal virtuale, ci hanno permesso allo stesso tempo di mantenere i legami affettivi con amici e parenti, restare vicini agli altri ,di parlarci, di condividere, di supportare moralmente o materialmente nonostante la distanza fisica soprattutto chi piu’ne aveva bisogno.

Questa epidemia ci sta insegnando che solo insieme si può costruire e ricostruire tramite la condivisione reciproca e la collaborazione coordinata, attiva, sinergica e continua. E’necessario potenziare le misure di tutela e le strategie attuali pensando al presente ma orientandosi al futuro creandone delle nuove in base alle esigenze che emergeranno nel corso del tempo e ai mutamenti in corso. Bisogna pensare e agire coinvolgendo tutte le professionalità necessarie, vari settori e tutelare tenendo conto delle situazioni critiche ed urgenti e chi ne ha diritto nel modo adeguato.

Lo stato di emergenza in cui ci troviamo ha messo in luce tante dinamiche e necessità accentuando lo stato di povertà, i disagi, le difficoltà soprattutto di alcune categorie e molte altre aspetti che devono porre al centro nel rispetto della dignità umana sempre chi è più fragile, i più deboli. Sperando presto di uscire da tutto ciò ringrazio tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito in questo stato di emergenza ad aiutare il prossimo,che sono accanto con amore ai più fragili e alle loro famiglie, coloro che in qualche modo hanno contribuito ad alleviare il dolore, la solitudine e la sofferenza e mossi dal dovere ma soprattutto dall’amore per il prossimo hanno contribuito a diffondere semi di solidarieta’, sensibilità e autentica umanita’.

Dottoressa Sonia Tropeano

Pedagogista –  Educatore Professionale Socio-pedagogico – Media Educator

Redazione Informa

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