Ricadi, tutela dell’area marina al centro dell’evento “Fondali di Capo Vaticano”

Ricadi, tutela dell’area marina al centro dell’evento “Fondali di Capo Vaticano”

Ma non solo. Oggetto di dibattito nell’evento dell’associazione “Amici del Mare” anche il segnalamento, la salvaguardia e l’opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio

Con sfondo il mare e parte della Capo Vaticano si è tenuta questa mattina l’evento organizzato e promosso dall’associazione Amici del Mare dal titolo “Fondali di Capo Vaticano”.

Oggetto del convegno, la presentazione chiusura del progetto “Posa boe di segnalamento marittimo area ZSC PuliAmo il mare”, un progetto su cui si stava lavorando da circa 2 anni.

La ZSC (Zone Speciali di Conservazione) in questione è la IT9340093 ossia il Parco Marino Regionale “Fondali di Capocozzo – S. Irene, Vibo Marina -Pizzo, Capo Vaticano – Tropea”.

Gli interventi

Dopo una breve introduzione della dott.ssa Mara Grazia Arena nel ruolo di moderatrice, si è alzato il sipario sull’evento con i saluti del Presidente dell’associazione ricadese, Antonio Giuliano.

«È stata una bella sfida per la nostra associazione che da sempre ha a cuore il nostro territorio – ha dichiarato il Presidente – una sfida che inizialmente credevamo impossibile, un progetto complesso eppure meraviglioso e necessario».

«Ma l’unione fa la forza e l’unione dei membri dell’associazione con il supporto anche della Regione Calabria, che ha finanziato, è andata più che bene».

È seguito l’intervento del Sindaco di Ricadi Nicola Tripodi che nel ringraziare l’invito ed elogiando il lavoro dell’associazione promotrice, ricorda le difficoltà del territorio tra cui l’erosione costiera, di cuise ne è discusso più e più volte.

Ha anche ricordato che la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e dei mari parte dai più piccoli e dalle scuole.

Segnalare, studiare e identificare la situazione

L’evento è proseguito con l’intervento dell’Ing. Franco Dario Giuliano Coordinatore Tecnico Esecuzione, nel quale ha spiegato un po’ il bando a cui l’associazione partecipò e del progetto delle boe.

La Regione Calabria stanziava a fondo perduto 120mila euro, ma «segnalare l’area ZSC non bastava – ha affermato Giuliano – bisognava coinvolgere, studiare e identificare la sua situazione tramite sub e strumenti subacquei».

Il Coordinatore poi ha fatto presente che non si sono fermati solo a questo, ma perlustrando i fondali si sono dedicati anche alla pulizia di questi, fortunatamente trovati in buone condizioni.

«Il primo passo probabilmente è stato quello più difficile, tra autorizzazioni e certificazioni» poi riprende il discorso del Sindaco Tripodi «L’erosione è un problema ma potrebbe essere arrestata purché siano attuati interventi che non vadano ad intaccare l’ecosistema» e prosegue «Parte del progetto in atto sarà dedicato anche alle scuole e alla divulgazione verso i più giovani, il nostro futuro».

I Parchi Marini calabresi

Si è discusso poi con l’intervento del Commissario Ente Parchi Marini Calabria, l’Arch. Ilario Treccosti sui Parchi Marini, un luogo di conservazione di flora e fauna.

Il Commissario Treccosti ha ha raccontato un po’ la storia della creazione di questo ente, sottolineando che «La Calabria è l’unica regione che ha i parchi Marini in Italia.

La Calabria, iscritta a Federparchi, diventa pioniera dei Parchi Marini Italiani – continua Treccosti – proprio ieri è stato presentato il protocollo per i parchi marini calabresi in un progetto che prevede anche una segnaletica sia via mare che via terra della loro presenza».

Il Commissario ricorda poi che su 18 comuni residenti all’interno dei parchi, solo tre sono bandiera blu e si sta spingendo anche sull’incrementare questo numero, ancora troppo piccolo.

E ricordando che possedere la certificazione blu significa anche sviluppo turistico (40% di presenze in più).

La rarità dell’area marina

Gli interventi sono proseguita con Maria Pregoliti dal settore Parchi ed Aree Protette della Regione Calabria.

«La Regione ha finanziato diversi interventi, tra cui pulizia spiagge e fondali, registrando 74 habitat e 70 specie differenti tra a rischio estinzione e no.

Inoltre, il 40% dell’ambiente da tutelare europeo è in questa parte di costa e rispetto alla media nazionale, l’ambiente marino è conservato meglio ma purtroppo peggio rispetto alle zone rurali».

E conclude che in ogni caso è stata «potenziata la rete conoscitiva con Rete Natura 2000».

Prima del dibattito finale insieme ai presenti, che hanno aperto diversi spunti di confronto, è intervenuto anche il Comandante C.F. Luigi Spalluto, della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, dando la disponibilità e ricordando che loro sono sempre presenti sul territorio a vigilare e a proteggere.

Per l’occasione ha citato il progetto “Mare Sicuro”.

Dunque, un’ottima occasione per aprire un capitolo su un territorio che aspetta da tanto tempo la sua rinascita sotto l’aspetto ambientalistico e naturalistico.

Redazione Informa

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