Reddito di cittadinanza e pregiudicati del Vibonese: 28 i soggetti indagati

Reddito di cittadinanza e pregiudicati del Vibonese: 28 i soggetti indagati

Sequestro per una somma di 212 mila euro ad opera della Guardia di Finanza, nell’inchiesta guidata dalla Procura di Vibo Valentia

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, in collaborazione con l’INPS, hanno avviato alcuni controlli finalizzati a contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di prestazioni sociali agevolate, con specifico riferimento al reddito di cittadinanza.

E’ opportuno ricordare infatti che il sostegno economico, introdotto nel 2019, come misura di contrasto alla povertà e volta al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale, spetta ai cittadini in possesso di specifici requisiti personali, secondo il proprio reddito e patrimoniali.

“Il reddito di cittadinanza – ricorda la Guardia di Finanza in una nota – non può essere erogato a nuclei familiari i cui componenti siano sottoposti a misure cautelari o condannati per reati gravi”.

Ed è in questo preciso caso che gli accertamenti di polizia giudiziaria, svolti nell’ultimo periodo dalle fiamme gialle della Tenenza di Tropea, avevano consentito di segnalare all’Agenzia delle Entrate, molteplici soggetti che, in prima persona o attraverso i propri familiari, avevano chiesto ed ottenuto il reddito di cittadinanza, non dichiarando l’esistenza di condanne ostative (anche associazione di tipo mafioso) o misure cautelari personali.

Di conseguenza, il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo, ha chiesto al GIP l’emissione di un decreto di sequestro preventivo per una somma di circa 212mila euro, quale profitto illecito derivante dalla commissione del reato.

Questo viene applicato, nei confronti di 28 soggetti tra i quali figurano anche esponenti di spicco ed affiliati alle cosche vibonesi, già coinvolti nelle operazioni “Costa Pulita”, “Ossessione”, “Cerbero” e “Rinascita Scott”.

A seguito dell’emissione del provvedimento, i militari della Guardia di Finanza, in questi giorni, hanno dato esecuzione al decreto, cautelando il denaro depositato sui conti correnti e notificando lo stesso ai soggetti implicati.

La Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza proseguiranno, dunque, l’azione di contrasto ad ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, a tutela dell’economia, finalizzata a prevenire e reprimere condotte illegali con il fine di “sottrarre risorse alle fasce più bisognose della popolazione, in un periodo di grave crisi a causa dell’emergenza da Covid-19, a beneficio di soggetti non aventi diritto anche appartenenti alla criminalità organizzata”. Conclude la nota della Guardia di Finanza.

Redazione Informa

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