Prepararci ad un futuro “Covid free”

Prepararci ad un futuro “Covid free”

Servono nuove politiche di controllo e prevenzione. Nessuna nazione può superare da sola questo tipo di emergenze

Il Covid è stato un terribile campanello di allarme che ha svegliato tutto il mondo.

Per evitare che tutto si ripeta, c’è bisogno di un nuovo sistema internazionale di controllo con una forte leadership, chiari obiettivi, risorse aggiuntive e nuove misure.

Esattamente un anno fa l’OMS incaricava un gruppo di esperti indipendenti per verificare la gestione dell’epidemia ed individuare i punti deboli della catena di preparazione e di gestione e risposta all’emergenza.

Perché non abbiamo saputo impedire che una malattia virale sviluppata in un territorio (Wuhan-Cina ) diventasse una pandemia catastrofica?

Il sistema di allerta è stato troppo lento e poco incisivo, la preparazione è stata troppo incerta e sottostimata.

Ci siamo trovati senza una leadership politica globale che potesse indicare un percorso corretto e soprattutto una risposta che potesse impedire le disuguaglianze fra le nazioni.

La distribuzione dei vaccini è stata palesemente ingiusta e non strategica.

Per sconfiggere il Covid 19 questi esperti hanno stabilito delle priorità e misure essenziali a breve termine.

I paesi ad alto reddito dovrebbero impegnarsi a fornire almeno un miliardo di dosi di vaccino ai 92 paesi a basso e medio reddito entro il primo settembre 2021 e due miliardi entro la metà del 2022.

Una importante tappa è la cessione volontaria delle licenze ed il trasferimento della tecnologia delle aziende produttrici di vaccini entro tre mesi.

I paesi membri del G7 dovrebbero immediatamente impegnarsi per erogare il 60% dei diciannove miliardi di dollari USA per l’avvio del programma dell’OMS, per la produzione e la distribuzione dei vaccini, per la diagnostica e le terapie ed il rafforzamento dei sistemi sanitari.

Tutti i governi devono aggiornare i loro Piani di preparazione rispetto agli obiettivi ed ai parametri di riferimento che saranno fissati dall’OMS entro sei mesi, assicurando che siano disponibili competenze, logistiche, finanziamenti appropriati e pertinenti a far fronte a future crisi sanitarie.

Il Fondo Monetario Internazionale deve includere regolarmente una valutazione economica per la preparazione alle pandemie.

L’OMS utilizzando strumenti digitali deve sovraintendere alla sorveglianza nella piena trasparenza di tutte le parti.

Si deve istituire un Consiglio per le minacce alla salute globale di alto livello, guidato dai Capi di Stato e di Governo in una sezione speciale dell’Assemblea delle Nazioni Unite.

Le informazioni sui focolai con potenziale pandemico devono essere pubblicate senza richiedere la previa approvazione dei governi nazionali, inviando esperti per  indagare sui patogeni emergenti con diritto di accesso ai dati rapido e garantito.

È importante creare uno strumento internazionale di finanziamento per le pandemie mobilitando contributi a lungo termine (10 – 15 anni) di circa 10 miliardi di dollari l’anno per il finanziamento di questa preparazione.

Questa struttura in caso di crisi dovrebbe avere la capacità di erogare a breve preavviso fino a cinquanta, cento miliardi.

Certamente dovrebbe essere adottata una formula di finanziamento a carattere proporzionale sulla base dell’economia dei singoli stati.

I Capi di Stato e di Governo dovrebbero nominare coordinatori nazionali che avrebbero il mandato di guidare il coordinamento per la preparazione in risposta ad una pandemia.

Il 21 maggio 2021 è stato presentato a Ginevra il rapporto annuale dell’OMS con i dati principali sulla salute della popolazione mondiale. La pandemia covid ha toccato, seppure in misura diversa, tutto il pianeta.

È emerso con chiarezza che nessun paese del mondo si è dimostrato in grado di affrontare una pandemia di tale portata ed impatto.

Europa ed America sono state le regioni più colpite dove si sono verificati rispettivamente il 34% ed il 48% dei decessi a livello globale.

L’India attualmente è la regione del sud est asiatico più colpita.

Il covid 19 è diventata comunque una delle principali cause di morte che ha accorciato l’aspettativa di vita in molti paesi, con un impatto a lungo termine ancora sconosciuto.

Le persone in tutto il mondo continuano ad affrontare una complessa miscela di minacce interconnesse per la loro salute ed il loro benessere, molte di queste minacce sono radicate nelle disuguaglianze sociali, politiche, economiche e di genere.

Questa pandemia ha permesso di puntare i riflettori su queste disuguaglianze e sull’importanza di utilizzare dati tempestivi e di alta qualità per affrontarle.

Rosalia Rotolo

Rosalia Rotolo

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