M. Poro. Avviato l’iter per intitolare l’area davanti al Santuario a Frà Carmelo Falduti

M. Poro. Avviato l’iter per intitolare l’area davanti al Santuario a Frà Carmelo Falduti

Nelle scorse settimane la giunta comunale guidata da Carmelo Mazza ha avviato l’iter amministrativo per l’autorizzazione a denominare “Largo Frà Carmelo Falduti” l’area pubblica sita nella frazione Monte Poro proprio nell’area adiacente al famoso Santuario delle Madonna del Carmelo, di cui lo stesso Frà Carmelo ne è stato il fondatore.

Allegati alla deliberazione dell’esecutivo comunale sono stati inviati alla Prefettura di Vibo Valentia: la relazione esplicativa delle ragioni della proposta di denominazione; la biografia di Frà Carmelo Falduti; la planimetria dello spazio, interessato dalla denominazione.

La relazione curata dal sindaco Carmelo Mazza riporta con dovizia di particolari la figura e le opere di Frà Carmelo Falduti e, di conseguenza, le ragioni a sostegno della proposta di denominazione di un’area pubblica allo stesso.

“Il 04 ottobre 1845, nasceva da umile famiglia, a Caroniti Carmine Falduti.

Il padre Francesco, pastore e la madre Anna Mazza, per necessità economiche iniziarono Carmine fin da piccolo alle attività lavorative con l’incarico di accompagnare le pecore al pascolo.

Nel mese di agosto del 1875 nella vita di Carmine si registra una svolta decisiva.

Carmine, raccolte le pecore all’ombra di alcuni alberi, si adagiò per terra addormentandosi.

Nel sonno ebbe la visione della Madonna del Carmelo.

La Madonna gli chiese di costruire per lei una chiesa e gli indicò il posto ed anche il modo, la questua, per reperire i soldi necessari.

Da quel giorno Carmine Falduti indossò il saio di eremita e divenne “Frà Carmelo”.

Da questo momento, per come riportato nella necrologia, pubblicata nel Bollettino Ecclesiastico della Diocesi di Nicotera e Tropea “Ignis Ardens” anno VIII maggio 1930, n. 5 pag. 79, “pellegrinando da paese in paese vicino e lontano con la cassetta in mano, la bisaccia alle spalle, il sorriso sulle labbra e la fede nel cuore compiva veri miracoli”.

Dal brano si evincono chiaramente alcune doti di Frà Carmelo: la fede, una fede incrollabile “con la fede nel cuore”, la bontà “con il sorriso sulle labbra” la tenacia, la dedizione, la perseveranza nell’impegno “pellegrino da paese in paese …” la scelta di una nuova vita con l’adesione alla chiamata della Madonna.

La richiamata necrologia riferisce che Frà Carmelo pellegrinò nonostante l’età (85 anni) fino a qualche giorno prima che morisse e dà conto di come impiegò il ricavato delle offerte “… acquistava circa 20 mila mq di suolo e costruiva lassù a 700 metri sul mare in un posto per natura incantevole ma di difficile accesso una bella chiesa con attiguo ospizio e l’una e l’altra corredava convenientemente e con l’aggiunta di un boschetto e di una ricca fontana di freschissime acque”.

Oltre alle opere materiali la deliberazione giuntale riporta alcuni passi dell’opera “Il Sogno Avverato” del sacerdote Giuseppe Saragò nel quale vengono riportati due miracoli: “La mano misteriosa; l’intercessione di Frà Carmelo la Madonna soccorre una madre morente”.

Nella biografia l’autore non entra nel merito e si richiama “alla proverbiale cautela”, in tema di miracoli della chiesa e sottolinea “che ogni giudizio spetta alla gerarchia ecclesiastica”, alla quale, si legge nella delibera: “anche questa Amministrazione guarda con fiducia e speranza, avendo rispettosamente avanzato la richiesta del riconoscimento delle virtù cristiane e dei meriti di Frà Carmelo Falduti”.

L’auspicio è che ciò avvenga al più presto. “Con la traslazione dal cimitero di Caroniti al Santuario – si legge nella deliberazione –  dei resti mortali di Frà Carmelo Falduti che sono stati collocati nella parete a destra, entrando dalla porta principale, è stato reso un grande onore al “povero pecoraio” di Caroniti, onore riservato, generalmente, ai Santi e a particolari dignitari.

Ambrogio Scaramozzino

Ambrogio Scaramozzino

Ambrogio Scaramozzino si è laureato in Scienze Politiche, nel 2010, presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi dal titolo: “’Ndrangheta e Pubblica Amministrazione. Lo scioglimento delle amministrazioni locali per mafia: il caso di Lamezia Terme”. Collabora con Informa, gia' direttore direttore responsabile del portale JoppoloInforma.it, è responsabile della pagina di Joppolo sul bimestrale free-press "Informa". Corrispondente e collaboratore storico del Quotidiano del sud dal 2011.

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