L’ultima opera dello scrittore tropeano Bruno Cimino. Un libro scritto per chi ama gli animali

L’ultima opera dello scrittore tropeano Bruno Cimino. Un libro scritto per chi ama gli animali

Il testo dà per certa la sopravvivenza degli animali dopo la morte

Ecco il nuovo libro di Bruno Cimino il quale, in diverse occasioni, ha detto: “L’ho scritto come fossi in trance”.

Il titolo “Storia di Cupido e sopravvivenza degli animali dopo la morte” (Meligrana Editore) è impegnativo, oltreché affascinante, perché ci racconta una storia ricca di sentimenti trascorsa con un adorabile Cavalier King entrando, poi, in argomenti di profondo attuale interesse: la vita dopo la morte degli animali, gli ecocidi e gli animalicidi.

Una pubblicazione che si rivolge a tutti coloro che amano gli animali e la natura, ma anche a quelli che, forse, di questa realtà sanno poco.

Quanto Bruno racconta di Cupido può essere riconosciuto nelle esperienze di migliaia di persone che hanno avuto la fortuna di vivere con un fedele pet e per questo non hanno alcun dubbio sul loro stato di esseri senzienti, sulla spontaneità di donarsi completamente ai loro familiari adottivi e sul sacrificio cui spesso si immolano per la felicità altrui.

Questo persone conoscono anche, ahimè, il dolore che si prova per la loro perdita, trattandosi, tra l’altro, di una vita che si conclude piuttosto presto.

Scrive l’autore: “Stolto chi pensa che tanto amor nel nulla persica, perché d’amore si nutre la vita che altra realtà non le è data”.

Dunque, l’amore come impronta indelebile di una identità che ci sostiene nel dolore e ci serve come conforto e rinascita.

Per approfondire il tema della vita dopo la morte, nel secondo capitolo del libro vengono messe a confronto diverse tesi vagliate tra le dottrine religiose maggiormente rappresentate e tra quelle correnti filosofiche che si sono interessate all’argomento partendo da Plutarco, arrivando a Lorenz Konrad, a Carl Safina e Paolo Isotta.

Certo, quello religioso è il tema più controverso perché ancora oggi è motivo di divisioni tra le varie confessioni sul significato dell’essere animale, ambiguità che hanno origine nel pensiero scellerato, grazie a Dio superato e smentito, di Cartesio il quale affermava che gli animali non hanno pensieri, non hanno intelligenza e sono solo macchine biologiche, una tesi sostenuta dai suoi allievi, primo fra tutti da Nicolas Malebranche che presuntuosamente affermava: “Tutti gli animali mangiano senza gusto, urlano senza dolore, crescono senza saperlo, non hanno consapevolezza della paura e sono completamente ignoranti”.

Simili aberranti posizioni ebbero inizio, agli albori dell’inciviltà, con Nemrod, re di Babilonia, il primo massacratore di animali, reo di genocidi e deportazione di popoli, personaggio piuttosto ignorato nei dibattiti sulle esegesi bibliche.

Altro tema di seria riflessione è quello che tratta il mancato rispetto della natura, ogni giorno sempre più preoccupante, perché il periplo della vita sembra stia arrivando al tramonto e non c’è altro modo per rivedere l’alba, sull’unico pianeta che abbiamo dove vivere, se non quello di guarirci da un certo progresso che non ammette alcun riguardo per le entità esistenti.

Il libro, al quale ho collaborato scrivendo l’introduzione, essendo stata co-protagonista della bellissima esperienza con Cupido, si avvale della preziosa presentazione di un uomo di scienza, il professore Antonio Pugliese, docente ordinario di Clinica Medica Veterinaria all’Università di Messina.

di BRUNA FIORENTINO

Redazione Informa

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