L’Istituto Nazionale Grappa diventa ufficialmente Consorzio di Tutela

L’Istituto Nazionale Grappa diventa ufficialmente Consorzio di Tutela

Conclusa la trasformazione in Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa. Soddisfazione del Presidente Sebastiano Caffo

Il 3 marzo, presso la sede di AssoDistil, si è ufficialmente concluso il percorso di trasformazione dell’Istituto Nazionale Grappa, presieduto dall’imprenditore vibonese Sebastiano Caffo, in Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa.

L’Istituto, fondato nel 1996 nel tentativo di “garantire un coordinamento nazionale tra i principali produttori di Grappa, oggi diviene punto di riferimento di tutela”.

Infatti, il più importante distillato a livello nazionale, è registrato dal 2008 come Indicazione Geografica (IG) a livello europeo e in quanto tale, deve essere protetto e tutelato.

Sin dal momento della sua elezione a Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, Sebastiano Caffo avvenuta lo scorso anno, si era promesso di portare a compimento il processo di istituzione del Consorzio, avviato dal suo predecessore Elvio Bonollo.

«A partire da oggi, ci sarà possibile agire coralmente ai fini della tutela e della promozione della Grappa IG.

É a questo punto della massima importanza che il Governo vari al più presto il decreto per il riconoscimento della personalità giuridica ai Consorzi delle bevande spiritose, come già fatto da anni per quelli del vino e delle specialità alimentari, in modo che il Consorzio possa svolgere in pieno le proprie funzioni.

Le sfide che ci aspettano – dichiara il presidente del Comitato Nazionale Acquaviti di AssoDistil Cesare Mazzetti – saranno impegnative ma grazie al sodalizio con AssoDistil questa nuova avventura potrà contare su una realtà già consolidata, in continuità con gli obiettivi già portati avanti da tempo dall’Associazione».

Soddisfazione del presidente Caffo

Dal canto suo, anche il CEO del celebre Gruppo Caffo 1915 si aggiunge all’entusiasmo generale affermando si essere soddisfatto «per questo primo risultato raggiunto insieme ad AssoDistil ed ai colleghi distillatori dell’Istituto Nazionale Grappa che hanno creduto nel progetto di creazione del Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa».

Con l’occasione il presidente ha presentato il nuovo logo del Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa aggiungendo che «Questo è solo il punto di partenza per il rilancio del nostro distillato di bandiera.

Il nostro Consorzio, nei prossimi anni si impegnerà oltre che nella tutela, anche nella promozione di questa preziosa acquavite, la Grappa, che racchiude in ogni sorso la storia e le autentiche tradizioni italiane».

Coordinamento dei produttori di grappa

Infine, è opportuno ricordare che nel corso degli anni, l’Istituto ha visto la partecipazione e il coordinamento di oltre 70 aziende rappresentate, direttamente o indirettamente, da diversi Istituti regionali.

La Grappa, disciplinata per la prima volta a livello nazionale nel 1951, è stata poi tutelata a livello internazionale attraverso il Regolamento CEE 1576/89.

“Tale norma ha autorizzato l’utilizzo dell’espressione “Grappa” soltanto per quella prodotta in Italia.

In seguito, attraverso il Regolamento UE 110/2008, è stata creata la categoria delle “Bevande Spiritose a IG”, all’interno della quale si è inserita la IG Grappa insieme a nove denominazioni di Grappa a valenza territoriale (Grappa della Valle d’Aosta, del Piemonte, di Barolo, della Lombardia, del Veneto, del Trentino, dell’Alto Adige/SudTirol, del Friuli-Venezia Giulia, della Sicilia). Questo riconoscimento è stato confermato dal Regolamento UE 787/2019″.

Redazione Informa

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