L’indefessa attivita’ del WWF per salvare gli animali selvatici.

L’indefessa attivita’ del WWF per salvare gli animali selvatici.

L’impegno dei volontari del WWF vibonese per salvare animali selvatici di ogni specie è messo duramente alla prova, specialmente in questo periodo dell’anno: “soprattutto tra giugno e luglio – spiega il responsabile scientifico Pino Paolillo- si verifica la caduta dai nidi di molti pulcini, in prevalenza rondoni e balestrucci ancora inetti al volo e quindi destinati a morte sicura se non vengono recuperati e alimentati fino al momento dell’involo. Ciò comporta un grande dispendio di tempo a causa dell’alimentazione particolare e della delicatezza dei soggetti. A questi si aggiungono, tra gli altri, i numerosi pulcini di rapaci notturni (allocchi, civette, barbagianni) , che si allontanano spontaneamente dal nido per essere accuditi dai genitori, ma che rischiano troppe volte di essere schiacciati dalle auto o predati da cani e gatti, nel qual caso vanno anch’essi recuperati e accuditi.”

Solo negli ultimi cinque giorni i volontari del WWF hanno recuperato 4 balestrucci (uccello spesso confuso con la vera rondine), due rondoni, un pulcino di tordela (una specie di tordo), una giovane poiana e due piccoli barbagianni; per non parlare delle innumerevoli richieste di informazioni e di consigli provenienti un po’ da tutta la regione. Impossibile citare tutti i privati cittadini che, dimostrando un’accresciuta sensibilità verso i temi della protezione degli animali, si sono prodigati per mettere al sicuro i volatili e cercare un contatto con il WWF: basti ricordare l’episodio del giovane e innocuo serpente recuperato e rimesso in libertà da una signora di Pizzo o i due piccoli barbagianni recuperati martedì sera da Domenico Ciccia a Limbadi. Ma i veri protagonisti di questa meritoria opera di tutela della fauna sono i volontari del WWF, sempre pronti a intervenire e a sobbarcarsi le trasferte fino al Centro Recupero di Catanzaro, come hanno fatto gli attivisti Francesco Marino, Jasmine De Marco e Carmelo Taverniti. Un ringraziamento anche alle varie stazioni dei Carabinieri che spesso fanno da tramite per il recupero della fauna selvatica in difficoltà.

Rimane il problema, più volte segnalato dal WWF, ma evidentemente senza alcun risultato, della mancanza di un centro di recupero per la fauna selvatica in provincia di Vibo che veda il coinvolgimento delle istituzioni e del Servizio Veterinario provinciale. Una struttura opportunamente attrezzata e con personale sanitario specializzato che, oltre ad abbreviare i tempi degli interventi specie in caso di ferite da armi da fuoco durante il periodo di caccia, collisioni , o avvelenamenti, potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per la crescita della cultura naturalistica della provincia, per come sperimentato nei due CRAS operanti in regione.

O.A. WWF di Vibo Valentia

Redazione Informa

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