Libera Vibo Valentia: conclusi i campi di “E!State Liberi!” a Limbadi, un bilancio più che positivo

Libera Vibo Valentia: conclusi i campi di “E!State Liberi!” a Limbadi, un bilancio più che positivo

Un progetto principalmente finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie

Si sono da poco conclusi i primi campi di E!State Liberi! nella provincia di Vibo Valentia, nei beni confiscati alla ‘ndrangheta a Limbadi e gestiti dall’Associazione San Benedetto Abate.

Momenti di impegno e formazione sui beni confiscati, hanno visto all’interno del programma dei primi campi del progetto di Libera.

Un progetto finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, nonché alla formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti, attraverso specifici momenti di impegno concreto anche di prossimità  in collaborazione con gli attori sociali della rete di Libera.

“Due intense settimane – spiega il coordinamento provinciale Libera Vibo Valentia – nelle quali abbiamo alternato momenti di lavoro per la manutenzione delle strutture gestite dall’Associazione San Benedetto Abate e momenti di formazione attraverso le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti della ‘ndrangheta, di testimoni di giustizia, delle Istituzioni e di chi, in questa terra, ha deciso di lottare e creare spazi di libertà e lavoro”.

“Il bilancio finale – continua – è più che positivo perché i nostri campisti e le nostre campiste sono tornati a casa con un’idea diversa della nostra regione e della nostra provincia, hanno avuto modo di constatare che pur vivendo contesti in cui la subcultura mafiosa ha trovato humus fertile, a questa si contrappone con più forza, la cultura della solidarietà, dell’accoglienza e della disponibilità”.

I ragazzi, dunque hanno avuto modo di rimanere “estasiati dalle nostre bellezze mozzafiato e dai gusti forti dei nostri prodotti tipici ma hanno potuto riscontrare, anche, la bellezza di un impegno costante che si fa concretezza e speranza”.

L’obbiettivo del campo è stato, dunque, quello di “contronarrare” la nostra terra, di raccontare ciò che le cronache non raccontato, di vincere gli stereotipi e gli stigmi attraverso un punto d’osservazione diverso: c’è la ‘ndrangheta e la corruzione ma c’è chi lotta per rivendicare un presente e un futuro libero.

Tutto ciò è stato reso possibile, anche, grazie al contributo delle aziende locali, in parte, coinvolte attraverso il coordinamento della sezione Agroalimentare di Confindustria Vibo Valentia, alle quali Libera di Vibo Valentia porge i suoi ringraziamenti: Colacchio Food Srl, Mediolat Srl, G. Callipo Conserve Alimentari Srl, Nduja San Donato Srl, Dolciaria Monardo Srl, Distilleria F.lli Caffo Srl ma anche Fabriella Group, M&C Food Srl, Pastificio Fiorillo Sas, Azienda agricola Gerolamo Petrolo, Caseificio di Annunziato Monteleone e Frantoio Mafrica.

Supporto importante anche quello di diverse amministrazioni comunali: a partire dall’Amministrazione di Limbadi, seguiti da quelle di Vibo Valentia, Rombiolo e Briatico. 

“Un’esperienza che ha lasciato il segno nel cuore e nelle coscienze di chi da Carpi o da Reggio Emilia ha raggiunto il nostro sud – chiosa il coordinamento di Libera Vibo Valentia – ma anche per le nostre comunità e la nostra gente che li hanno accolti”.

E aggiunge in conclusione che “la Calabria, Vibo Valentia, non è solo ‘ndrangheta, c’è molto molto di più e dobbiamo lottare insieme per far emergere il bello che anni di violenze, soprusi, corruzioni e ingiustizie hanno relegato al silenzio”.

L’appuntamento, dunque, è per il prossimo anno “con la speranza di raccontare una vera storia di rinascita e resistenza”.

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Redazione Informa

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