“Libera” a torre Marrana. Il senso dell’impegno politico e civile: sui passi di Peppino Impastato

“Libera” a torre Marrana. Il senso dell’impegno politico e civile: sui passi di Peppino Impastato

“Libera” a torre Marrana insieme a Peppino Lavorato, già sindaco di Rosarno e in prima linea nella lotta alla ‘ndragheta

RICADI – Passione, grinta, speranza, legalità sempre e comunque.

Sentimenti nobili, questi, che nel pomeriggio della scorsa domenica, al teatro di torre Marrana, nella frazione di Brivadi, hanno fatto da cornice a un interessante incontro con “Libera”,

in occasione del 43esimo anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, attivista siciliano e simbolo della lotta contro le mafie.

In collaborazione con l’associazione locale Punto e a Capo e col patrocinio del Comune di Ricadi, il pomeriggio a torre Marrana è stato scandito da un dialogo tra la giornalista della nostra testata, Ilaria Giuliano, e una grande personalità del nostro Paese: Peppino Lavorato, già sindaco di Rosarno e già deputato della Repubblica.

Un assolata domenica, con una piacevole brezza di primavera, ha fatto da cornice a un importante momento di riflessione e di, in particolar modo, esercizio alla memoria, per non dimenticare mai le lunghe lotte civili e politiche contro la criminalità organizzata.

Ad aprire i lavori, l’intervento del referente vibonese di “Libera”, Giuseppe Borrello, il quale ha ricordato, e soprattutto rimarcato, che la lotta alla mafia non ha colori politici: “È una battaglia da portare avanti tutti assieme, in nome della legalità e dell’onestà.

Le persone si fidano dello Stato e denunciano. Siamo in un periodo storico importante, e il maxiprocesso Rinascita – Scott lo sta raccontando”.

I saluti, poi, del primo cittadino Nicola Tripodi, che ha voluto dedicare la giornata della festa della mamma, a quella grande madre coraggio Felicia Impastato,

che ha combattuto fino alla fine per dimostrare che il figlio Peppino, in realtà, è stato brutalmente ucciso dalla mafia: “Spero che questo sia solo il primo momento di un percorso per ricostruire tutti insieme un tessuto culturale, sociale ed economico sano in cui non ci sia più spazio per la ‘ndrangheta e il malaffare”.

Ha fatto seguito Maria Salvia, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, che insieme ai suoi docenti insegnano ogni giorno, ai propri studenti, l’importanza di vivere da persone per bene, combattendo l’imbroglio e l’illegalità in ogni sua forma.

Presente anche, sotto scorta, Carmine Zappia, il commerciante di Nicotera che ha denunciato i suoi aguzzini.

Il dialogo con Peppino Lavorato, è stato intervallato da quattro letture, a cura degli studenti ricadesi, dedicate alle gesta di quattro personalità simbolo della lotta alla criminalità organizzata e quindi Peppino Impastato, Piersanti Mattarella, Giannino Losardo e Peppe Valarioti.

Momenti commoventi e coinvolgenti, che hanno rapito il pubblico presente, in un religioso silenzio, durante tutta la manifestazione, mentre Lavorato raccontava il suo vissuto, la sua lunghissima esperienza di lotta dura contro la ‘ndrangheta e le sue dichiarazioni così piene di verve e grinta, di chi non si è mai rassegnato a combattere per far valere i principi e i diritti umani.

“Solo quando mettono paura – ha espresso Lavorato – solo quando mettono terrore, loro governano il territorio, hanno dominio sulla popolazione.

Se spezzi quella paura, se spezzi quel dominio, crolla la forza della mafia e crolla il loro potere”.

Coraggio e dignità, testa alta in nome della legalità, perseguendo l’obiettivo di vivere una vita sulla scia dell’onestà.

Con estremo garbo e al contempo con vivacità, Peppino Lavorato ha fatto una lectio magistralis ai presenti, affinché quella memoria venga esercitata come fosse un muscolo, per non dimenticare mai le persone che hanno dato la vita per la giustizia e per un mondo migliore.

Redazione Informa

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