LEGGER…I — Il pentolino di Antonino [Storie di RESILIENZA]

11L’albo illustrato “Il pentolino di Antonino”, di Isabelle Carrier, è rivolto sia ai genitori, sia agli insegnati, sia agli educatori. A tutti quelli che agiscono un ruolo educativo, formale o informale, nei confronti dei bambini. Soprattutto di quelli che vivono una particolare situazione di vulnerabilità.

LA STORIA:

Antonino trascina sempre dietro di sé un pentolino. Un giorno gli è caduto sulla testa e da allora, non si sa bene perché, Antonino non è più come gli altri. Antonino ha molte qualità ma nessuno riesce a coglierle perché l’attenzione di tutti cade su quel pentolino che si trascina dietro. Il pentolino, a volte, fa paura. Oltretutto gli complica la vita. Ad esempio si incastra dappertutto facendolo rallentare. Antonino vorrebbe liberarsi di quel pentolino, ma è lì e non può farci nulla. Così per rendere le cose più semplici si nasconde sotto il pentolino. Rimane nascosto per molto tempo e la gente si dimentica di lui. Ma…un giorno incontra la signora Margherita. Anche lei ha un pentolino e lo fa vedere subito ad Antonino: “Il tuo è solo più ingombrante – dice”. Margherita insegna ad Antonino a convivere con il suo pentolino. Gli mostra i suoi punti forti e lo aiuta ad esprimere le sue qualità. Poi gli cuce una borsa per il suo pentolino. In questo modo non gli complicherà più la vita. Adesso anche per gli altri Antonino è speciale, pieno di qualità… eppure Antonino è rimasto sempre lo stesso.

Questo libro racconta di un piccolo miracolo. Il miracolo del cambiamento, della pelle che rinasce sopra la ferita, delle potenzialità inesauribili di ogni persona umana che si manifestano quando la persona stessa riesce a far fronte in maniera costruttiva ad una difficoltà che invece avrebbe potuto schiacciarla. E’ il miracolo della resilienza, ossia la capacità dell’uomo, come i materiali in fisica, di assorbire un urto senza rompersi. E’ importante affrontare questo argomento con i vostri bambini, insegnare loro che di fronte alle difficoltà non bisogna scappare. Che ognuno di noi ha avuto o ha un pentolino con il quale deve convivere. Un pentolino da accettare e da trasformare in risorsa, in qualità, in unicità. I genitori (così come gli insegnanti e gli educatori) devono essere la “Margherita” di cui ci racconta il libro. La cosa più importante che fa Margherita è esserci. C’è per Antonino quando tutti gli altri se ne dimenticano. Margherita si avvicina, accoglie, non giudica. Riesce a vedere nella diversità di Antonino la sua unicità. Si mette alla sua altezza per costruire una relazione e insegnargli a considerare come risorsa ciò che per gli altri è un difetto. 2Margherita suggerisce ad Antonino come affrontare le difficoltà, come migliorare la sua condizione, come guardare attraverso le lenti giuste. Quello svolto da Margherita è il ruolo che ogni genitore deve ricordare di avere. Perché nei momenti di difficoltà un genitore deve far uscire la rabbia e il dolore del proprio piccolo in modo tale che diventi energia da utilizzare per il balzo verso il miglioramento. Un genitore è il tutore di resilienza per il suo bambino.

In ultima analisi questo albo illustrato ci lascia un insegnamento fondamentale: i bambini non sono problemi da analizzare ma sono persone da accompagnare.

Carmelina Pontoriero

Carmelina Pontoriero

Collaboratrice per il bimestrale "Informa". Laureata in Scienze dell'Educazione. Molto attiva nel campo dell'associazionismo. Fa parte dei Volontari della Croce Rossa, del gruppo "Pedagogia della R-Esistenza" attivo presso l'UniCal e degli Amici di Pino Masciari

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