L’Avv. Mario Rizzo, consigliere del Comune di Ricadi con delega alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, condivide un momento di riflessione con la cittadinanza.

L’Avv. Mario Rizzo, consigliere del Comune di Ricadi con delega alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, condivide un momento di riflessione con la cittadinanza.

Cari Concittadini,

la Santa Pasqua è ormai vicina e sento il bisogno di condividere con voi un momento di riflessione. Sarà una Pasqua nuova e diversa da tutte le altre, che trascorreremo in uno scenario, per certi versi, surreale. Stiamo vivendo tempi difficili, densi di preoccupazione. Ci attanagliano i dubbi e le incertezze sul  nostro futuro e su quello dei nostri figli. Ci rattrista, profondamente, sapere che, ogni giorno, uomini e donne:  padri… madri… figli…  muoiono nei letti degli ospedali, senza, neppure, il pietoso conforto di guardare, un’ultima volta, negli occhi, i propri cari… File sterminate di camion militari attraversano, all’alba di ogni giorno, le strade, scure e solitarie, delle nostre città: trasportano, verso posti sperduti, decine e decine di bare con dentro cadaveri… con  dentro ciò che rimane di sogni, speranze, emozioni; si lasciano, dietro, lo strazio dei familiari,  increduli… lo strazio di una miriade di braccia ormai inutili perché non hanno potuto abbracciare… D’un tratto, la nostra convinzione di dominare il mondo, la nostra convinzione di governare le leggi della natura e di decidere sulla vita e sulla morte di ogni suo essere, è sparita nel nulla…si è dileguata… si è sciolta come la neve si scioglie al sole…e siamo rimasti noi: piccoli, nudi, inermi di fronte alla potenza e alla immensità di una natura che, per soverchiarci, non ha, neppure, dovuto scomodare le sue più grandi forze, ma è bastato, soltanto, che togliesse il guinzaglio ad una sua piccolissima, microscopica particella.

Povertà di un uomo che si era illuso di essere diventato onnipotente… povertà di un uomo che ha speso il meglio delle sue energie materiali e spirituali nella ricerca affannosa di ciò che serve, soltanto, a distruggere e a prevaricare…

Cari Concittadini,

lo scenario che si sta schiudendo ai nostri occhi è tanto terribile ed agghiacciante  che è capace di sprigionare le nostre paure più recondite. Ma non lasciamoci prendere dallo sconforto, non lasciamoci scivolare nell’angoscia… Ricordiamoci che l’uomo, quando vuole, sa anche costruire… ricordiamoci che l’uomo, quando vuole, sa anche creare, rispettare e amare finanche a morire…

Noi apparteniamo ad una Nazione che, proprio nei momenti più drammatici della sua storia, ha saputo dare il meglio della sua essenza, risollevandosi e raggiungendo livelli straordinari di sviluppo civile quando tutto sembrava inesorabilmente perduto, quando tutti ci davano, ormai, per finiti.

Riscopriamo, dunque, la nostra identità nazionale…

La nostra identità nazionale si distingue per la sua naturale vocazione alla solidarietà, alla fratellanza e al pluralismo. Riscoprirla, servirà, anzitutto, a rinvigorire la nostra capacità di aiutare chi, in questi drammatici momenti, ha bisogno…   riscoprirla servirà, anche, a rafforzare il nostro essere figli di una Costituzione che si pone, prima di ogni altro, l’obiettivo di includere e non di escludere, di allargare gli orizzonti e non di creare barriere, di valorizzare le diversità e non di discriminarle… in sintesi: di rendere l’uomo libero…

Rimbocchiamoci le maniche e diamo il nostro essenziale contributo affinché la vita della nostra Comunità ricominci a scorrere pur nelle limitazioni e nelle restrizioni del momento. Adattiamoci, velocemente, alle regole che le tristi ed attuali contingenze ci impongono… rispettiamole nella convinzione che esse sono giuste e necessarie componenti di un percorso di rinascita appena iniziato.

Non illudiamoci che le Istituzioni possano, da sole, fare tutto. Affinché la macchina istituzionale funzioni, occorre l’apporto, imprescindibile, di ognuno di noi, quale che sia il suo ruolo.

I veri protagonisti di questo nuovo tempo dobbiamo essere noi…

Dobbiamo essere protagonisti come protagonisti furono i nostri padri e i nostri nonni che fecero risorgere l’Italia dalle rovine e dalla immensa povertà che la follia della seconda guerra mondiale aveva generato.

La loro società era la società del poco e del niente e, ciononostante, avevano la capacità di sorridere al mondo… Si alzavano all’alba e, prima di uscire dalle loro piccole abitazioni, compivano un gesto sacro: fissavano, per alcuni istanti, il volto dei loro figli ancora addormentati… erano istanti magici e lunghi quanto una vita intera… erano istanti che consentivano loro di andare nei campi, di chinare la schiena per tutto il giorno e lavorare con gli occhi luminosi e splendenti di chi guarda il futuro con speranza e fiducia.

Ricordiamoci che noi discendiamo da loro…

Affettuosi auguri di buona Pasqua a tutti.

 Avv. Mario Rizzo, consigliere comunale

Redazione Informa

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