L’Aspromonte e i suoni della tradizione orale, protagonisti al seminario di studio di Bova

L’Aspromonte e i suoni della tradizione orale, protagonisti al seminario di studio di Bova

Un grande successo per l’edizione 2021 di “Suoni in Aspromonte” UNESCO Global Geoparks

Unanime approvazione per il grande progetto Suoni in Aspromonte, i quali obiettivi sono stati sollecitati dalla Convenzione Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

I principi e obbiettivi del progetto, sono stati affrontate nel corso del seminario di Bova. Infatti, numerose le testimonianze partecipate che hanno reso straordinaria questa occasione di divulgazione e confronto intorno al patrimonio immateriale dell’antica montagna al centro del Mediterraneo.

Presenti, pubblico, relatori e istituzioni del territorio, prendendo l’impegno per il prossimo futuro, di lavorare in sinergia per creare ulteriori occasioni di promozione delle bellezze dell’Aspromonte, coniugando la valorizzazione del patrimonio culturale, musicale, paesaggistico, identitario, enogastronomico all’ospitalità e alle tematiche legate al rispetto dell’ambiente (in riferimento all’Agenda 2030) e alla tutela del territorio.

Una giornata intensa e formativa quella di Bova, aperta dall’intervento di Santo Casile, Sindaco del comune “Bandiera Arancio Touring club” e borgo inserito tra i più Belli d’Italia, arricchita dai preziosi contributi dei ricercatori e consulenti scientifici del “progetto Suoni in Aspromonte”, Antonello Ricci, (Professore Ordinario e Presidente del corso di laurea magistrale in Discipline EtnoAntropologiche, Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo – SARAS “Sapienza” Università di Roma) e Roberta Tucci (antropologa ed etnomusicologa, già responsabile del Servizio per i beni etno-antropologici dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione-MiBAC).

Con il loro apporto hanno evidenziando l’importanza di una tradizione essenzialmente immateriale, da recuperare e salvaguardare, attraverso la valorizzazione di eventi appartenenti alla memoria comune.

L’iniziativa, a cura di LYRIKS con la direzione artistica di Nino Cannatà e Mimmo Morello, ha visto anche la collaborazione di numerose associazione del territorio e il Patrocinio dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Consiglio Regionale della Calabria e dell’università Sapienza di Roma.

“L’Aspromonte si conferma terra magica dalle mille sfaccettature – si legge nella nota del Parco – un viaggio millenario che accoglie i popoli, dipinge paesaggi nutriti dalla bellezza dei borghi storici e da scorci naturalistici invidiabili.

La musica è l’elemento che unisce le comunità – continua – riconnette con un mondo antico, aiuta a ritrovare l’identità: in un’epoca contraddistinta dalla digitalizzazione gli strumenti arcaici e tradizionali, i giovani suonatori e gli storici maestri, mantengono viva la memoria, accendendo i ricordi e la passione tramandata nel tempo”.

“Questa è la prima fase di un percorso ampio – ha spiegato il Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano – attraverso una scrupolosa ricerca l’obiettivo delle Istituzioni a supporto del progetto Suoni in Aspromonte, deve tendere alla costruzione di una memoria complessiva di arte, cultura, tradizioni, strumenti, coniugando molteplici aspetti in un progetto armonico”.

“Una sintesi accurata per un lavoro conclusivo – conclude il Presidente – che parta dalla ricerca dei Suoni, patrimoni identitari e repertori musicali tipici dell’Aspromonte, accendendo entusiasmo e sentimenti, valorizzando una immagine nobile scandita dal ritmo degli strumenti musicali e dai suoni caratteristici”.

Redazione Informa

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