La Valentour rappresenta una solida realtà imprenditoriale del territorio

La Valentour rappresenta una solida realtà imprenditoriale del territorio

«Senza voli e tariffe competitive il turismo non può crescere»

Nel numero scorso abbiamo sentito l’assessore regionale al turismo, Fausto Orsomarso, il quale, fra le altre cose, ci ha detto che la Costa degli dei deve fare da capofila nel turismo calabrese.

Certo, sembrano lontani gli anni novanta quando la Regione spesso “dimenticava” il ruolo trainante di Tropea e della sua magnifica costa.

Oggi, finalmente, questo ruolo ce lo siamo conquistato e meritato tutto soprattutto con le nostre energie e con la nostra caparbietà.

Madre natura ci ha favoriti, ma noi abbiamo saputo rischiare e accogliere l’ospite sforzandoci di rendere la nostra una meta richiesta e desiderata.

Dietro tutto questo c’è lo sforzo di centinaia di imprenditori, lavoratori ed amministratori pubblici che, affrontando spesso congiunture negative e momenti di sconforto, hanno saputo superare tutto ed adattarsi ai cambiamenti. Strada da fare ancora ce n’è molta, anche perché la concorrenza è feroce.

Ma, nonostante tutto, ci sono imprenditori che si mettono ancora in gioco, promuovono le nostre bellezze e, soprattutto, creano lavoro.

Facendo diventare così il turismo da fenomeno di sola evasione, anche fenomeno culturale e sociale.

Oggi riportiamo la storia di Deborah Valente, titolare di Valentour, tour operator che nasce e si sviluppa nella nostra Costa degli dei.

Tutto nasce da un sogno e da una invidiabile forza di volontà, che trovano solide basi nello studio, nella preparazione e, in quella che una volta si chiamava “gavetta”.

Il privato fa la sua parte, ma il pubblico, le istituzioni preposte al settore devono dimostrare la stessa capacità, caparbietà e competenza nel perseguire obiettivi di lungo periodo, sostenendo i sogni di tanti giovani che oggi hanno deciso di rimanere o ritornare in Calabria per tentare, ancora una volta, di dare slancio allo sviluppo della nostra terra.

E così la richiesta di Valentour è netta e decisa, senza giri di parole: “Senza voli e senza tariffe competitive non si fanno i grossi numeri nel turismo”.

Facciamo nostro questo appello e chiediamo che la Regione Calabria si impegni anche su questa strada per prolungare la stagione turistica.

Centinaia di nuovi bed and breakfast fanno certamente la differenza nella famosa “destagionalizzazione” in termini di ricettività, ma i turisti, nazionali ed esteri, arrivano anche, e soprattutto, con voli aerei frequenti e con tariffe convenienti.

Quella che è iniziata è la prima stagione “regolare” dopo i due anni di Covid. Come è andata, sul piano turistico, nei due anni precedenti e come si svilupperà quella appena iniziata?

L’esplosione della pandemia ha vanificato l’intera programmazione del 2020, elaborata, come sempre, fin da due anni prima: un’ondata di annullamenti che ha reso vuoti gli alberghi, e quello che ritenevo sarebbe stato un anno brillante, è diventato improvvisamente un periodo in cui siamo stati costretti a cercare soluzioni per tenere vive le aziende, far fronte alle numerose ed onerose spese che continuavano a soffocarci, tutelare i collaboratori nonostante il “congelamento” del lavoro, e addirittura investendo in nuove iniziative, dando, così, anche nuove speranze al personale, che, in quei momenti, vedeva fortemente a rischio il proprio futuro occupazionale.

In questi anni, quindi, non abbiamo mai smesso di lavorare; ci siamo dedicati al mercato nazionale (anche se con stagionalità decisamente più breve) ed abbiamo speso bene il tempo per elaborare nuovi progetti e migliorare l’azienda, e questo ci ha permesso di avere, oggi, una struttura organizzativa solida, preparata e pronta ad agire efficacemente sul mercato nazionale ed internazionale.

Sono orgogliosa di poter dire di non aver privato del lavoro nessuno dei miei collaboratori nonostante la gravità di quello che ha sconvolto l’intero pianeta.

Lei rappresenta uno dei tour operator più attivi presenti sul nostro territorio. Come si arriva a tali livelli di solidità, affidabilità e competenza in una realtà come la nostra?

È un percorso che parte da molto lontano. Alla base di tutto c’è la passione per il turismo, che nasce negli anni 80, come per molti ragazzi tropeani in cerca di lavoro negli alberghi del posto.

Poi, però, c’è lo studio, il diploma al Liceo linguistico, l’Università a Roma e la Laurea in Lingue e ancora studio in Germania per perfezionare il Tedesco, il tutto senza mai smettere di lavorare per alberghi e società sempre più importanti, divenendo Responsabile Commerciale e Marketing per una catena alberghiera molto nota.

Non amo parlare di me, ma credo sia necessario far comprendere, soprattutto ai giovani, che lavorare nel turismo, se s’intende farlo a buon livello e con opportunità di una continua crescita professionale, richiede, come in ogni altro campo, studio, impegno, sacrificio e professionalità; ci si può improvvisare cameriere, governante, maìtre, direttore, ma la professionalità, in ogni campo, fa una grande differenza e si nota.

A trentadue anni, quando, spinta da un forte desiderio di vivere qui, ho deciso di tornare in Calabria per investire sul territorio in cui sono nata, non conoscevo bene l’ambiente.

È stato ed è tuttora molto difficile perché ci sono problemi, di ogni natura, che altrove non ci sono; problemi ambientali conosciuti ma spesso, anche problemi creati da parte di persone ed istituzioni che dovrebbero, invece, essere al fianco di chi decide di fare impresa qui da noi.

Si resiste all’istinto di mollare tutto, solo se c’è grande determinazione.

Che tipo di lavoro svolgete e su quali mercati operate?

Noi siamo focalizzati nell’incoming verso il Sud Italia e soprattutto verso la Calabria e sviluppiamo flussi turistici verso queste destinazioni.

La Calabria è la destinazione principale che proponiamo, il punto di riferimento dell’attività delle mie imprese, e viene presentata sul mercato, prevalentemente su quello internazionale, concludendo importanti operazioni che riguardano non solo soggiorni balneari e non soltanto l’area del Vibonese, ma soprattutto tour in tutta la regione e quindi a vantaggio dell’economia dell’intero territorio.

Oltre che dalla Germania, abbiamo già consolidato continui ed intensi flussi turistici da Finlandia, Austria, Svizzera, Serbia, Inghilterra, Paesi Baltici; sono invece ovviamente fermi il mercato russo e quello ucraino, che erano già molto attivi e promettevano di essere ancor più corposi.

Sappiamo bene che la sola iniziativa del privato, nel turismo, non è sufficiente e che è necessaria una sinergia con il pubblico a tutti i livelli. L’assessore regionale al turismo ha detto che la Costa degli dei deve essere da guida a tutto il settore regionale. Che iniziative ha preso la Regione Calabria e quali invece dovrebbe prendere?

Sono da sempre abituata a lavorare basandomi sulle mie forze. Purtroppo, però, la Calabria non è conosciuta all’estero; più volte, importanti operatori stranieri mi dicono che, pur impegnati da anni in Italia, non hanno mai visitato la Calabria e, quindi, non l’hanno mai proposta nei loro programmi. Questo costituisce ovviamente un grave limite alla diffusione dell’ “immagine Calabria”, e per questo chiedo spesso che la istituzioni ci aiutino nella promozione, proponendo loro diverso iniziative.

Senza dubbio abbiamo un “fiore all’occhiello” di cui vantarci che è Tropea. Tropea rappresenta la nostra forza, soprattutto negli ultimi anni in cui abbiamo assistito ad un’intensa ed efficace attività di marketing.

Parlare di una Tropea (ormai centro più noto della nostra Calabria) così bella, migliorata e mediaticamente spendibile ci ha reso più facile suscitare maggiore interesse su tutta la regione.

Gli stranieri arrivano per lo più con l’aereo. Ma quello della regolamentazione dei voli è una materia di competenza della Regione. A che punto siamo? Viene fornito l’aiuto necessario?

Ritengo che questo sia l’aspetto, in assoluto più importante, ora più che mai: quello dei voli verso la nostra regione.

Molti operatori stranieri vorrebbero condurre i propri clienti qui in Calabria, ma non ci sono sufficienti voli e sui voli esistenti le tariffe previste sono molto più alte rispetto alle tariffe dei voli previste per raggiungere altre regioni italiane.

 Questo è certamente il problema più grave; senza voli il turismo non può crescere. Attualmente, per quello che riguarda la programmazione per il 2023, mancano totalmente i voli ad aprile e ad ottobre.

Anche nei mesi in cui abbiamo voli, regioni limitrofe alla Calabria hanno in programmazione voli quotidiani mentre i nostri sono settimanali.

Puglia e Sicilia già da tempo stanno investendo decisamente sull’aumento dei voli. La richiesta c’è e non è difficile sensibilizzare le compagnie aeree.

Sarà sorprendente, ma la realtà è che se ci fossero i voli, riusciremmo molto bene anche a gennaio, febbraio, marzo e novembre!

Da anni cerco di richiamare l’attenzione su questo argomento, ma resto inascoltata.

Si pensi che per venire in Calabria, diversi operatori accettano di atterrare negli aeroporti di Napoli e Catania (!) per poi giungere qui con nostri pullman

Nei due anni scorsi il turismo straniero ha avuto un notevole calo dovuto alla pandemia. Oggi è in ripresa? Tornerà ai livelli precedenti?

Con il primo volo su Lamezia Terme, lo scorso 4 aprile abbiamo riaperto al mercato straniero.

È ancora presto, ma per ora posso dirmi soddisfatta e credo si possa presto tornare ai numeri pre-pandemia; come detto, quel che manca o mancherà dipenderà dalla mancanza di collegamenti aerei.

Questo tema è stato, è e sarà il mio obiettivo principale!

Ormai da cinquant’anni la nostra regione è una importante meta turistica. Perché la scelgono gli italiani? E gli stranieri? Lamentano qualche carenza?

È vero; gli Italiani la conoscono.

Credo sia importante, però, dire che, sulla nostra regione, dovremmo trasmettere messaggi più positivi.

Siamo noi stessi a conoscerla poco, a parlarne soltanto in negativo, spesso secondo i soliti stereotipi (la criminalità, la corruzione, la mala-sanità) omettendo, invece, di parlare di tutto il bello ed il positivo che questa terra offre quanto a cultura, storia, natura, ma anche imprenditoria, iniziativa, creatività, ospitalità, cucina, vini, artigianato.

Gli stranieri sono meravigliati ed affascinati da tutto ciò che trovano qui da noi, e molti di loro dicono di preferire la Calabria alle più blasonate regioni italiane per la sua autenticità, per il suo essere meno “sfruttata”, meno “omogeneizzata” da interventi troppo invadenti dell’uomo.

Dovremmo avere maggior consapevolezza del grande valore della nostra terra, e riuscire ad essere meno conflittuali tra di noi, e più uniti nel fare in modo di far conoscere la Calabria di più e meglio nel mondo, per tutto il bello che c’è, scrollandoci di dosso quegli stereotipi che ci danneggiano ormai da secoli.

La ricettività a Tropea, per via dei B&B, è notevolmente aumentata. Questo può portare ad un aumento anche delle presenze nei periodi non estivi?

Ribadisco che la stagione può essere allungata di molto ma soltanto se ci saranno i voli. È ovvio che sarà allora necessario che le attività non chiudano. Negli scorsi anni, ad ottobre ed a novembre avevamo ancora molti clienti, ed abbiamo ricevuto molti reclami perché non c’erano i servizi.

Si registra un allungamento della stagione turistica? Se sì, in che termini?

A dicembre scorso, è bastata qualche buona iniziativa del nostro Comune per avere alberghi e ristoranti pieni.

Penso che l’obiettivo cui si dovrebbe tendere sia quello di lavorare tutti (istituzioni, cittadini, associazioni ed imprenditori) affinché Tropea abbia una propria vita autonoma e non “in funzione dei turisti”.

Se riuscissimo a far sì che Tropea non vada più in letargo da metà autunno fino a Pasqua; se la gente sapesse che arrivando a Tropea si trova comunque una cittadina aperta, viva, vivace ed accogliente anche in inverno, quando per alcuni è ancora più bella, rilassante ed affascinante, la nostra cittadina sarebbe certamente più pienamente realizzata ed anche, ne sono sicura, trascinante per l’economia dell’intera regione.

Quali servizi in più dovrebbe fornire il nostro territorio per essere più competitivo?

Un presupposto straordinario di crescita sarebbe certamente la realizzazione di una efficiente rete di collegamenti interni (strade, linee di autobus e treni) per agevolare sia i tour e le escursioni organizzate, sia gli spostamenti in autonomia, sia la logistica e l’imprenditoria.

Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli, nato a Tropea nel 1962, di professione avvocato dal 1992,pretore onorario, giornalista pubblicista dal 1989. Difensore di fiducia di diversi enti pubblici. Fondatore e direttore dal 1994, del mensile La piazza di Tropea,corrispondente di Oggisud, de La Gazzetta del sud, ha scritto per Il quotidiano della Calabria e altre testate giornalistiche cartacee , direttore di testate radiofoniche locali. Autore e curatore di libri su Tropea e del saggio “Calabria positiva” . Fondatore del Premio di poesia “Tropea onde mediterranee”, cofondatore dell’Ascot , dell’Asalt, del GFT di Tropea, del Premio letterario Città di Tropea, collaboratore del Tropea film festiva nel ruolo di giurato. Ha operato nel settore del turismo per oltre trenta anni. Docente di un Corso sui beni culturali presso il Liceo classico di Tropea e di Diritto sanitario in un corso di OSS. Promotore e relatore di incontri sul turismo, sulla sanità,sull’unione dei comuni, sulla depurazione, sulle funzioni delle Pro loco, sui pericoli derivanti dalla rete , sul ruolo del giornalista, sulle cause di inquinamento , sulla raccolta differenziata, sui piani di rientro. Ha redatto proposte per la valorizzazione del patrimonio socio culturale della città di Tropea, il regolamento della Consulta delle associazioni , sulla partecipazione dei cittadini, e il disegno di legge sulla salvaguardia della rupe di Tropea. Attualmente è direttore responsabile di Informa.

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