La scuola al tempo del coronavirus. Concetto Bagnato docente di matematica e scienze.

La scuola al tempo del coronavirus. Concetto Bagnato docente di matematica e scienze.

Bagnato Concetto docente di matematica e scienze dell’ I.C.Tropea presso il plesso di Drapia, ci ha parlato di come il mondo della scuola sta affrontando questa situazione di emergenza.

1)Essere insegnanti in questo momento è sicuramente difficile per vari motivi. Come si è organizzato il suo Istituto per fronteggiare emergenza e per fare didattica a distanza?  Qual è stato il problema più difficile da affrontare?

Concetto Bagnato

L’ emergenza di questi ultimi mesi coglie di sorpresa tutti i settori della produttività italiana. Non è stato facile, e lo sarà ancora meno in futuro fronteggiare questa drammatica situazione  Soprattutto per il settore scolastico: docenti e alunni delle scuole di ogni ordine e grado si sono visti, da un giorno all’altro, prima con timidi accenni, poi con maggiore determinazione, ad essere impossibilitati a frequentare le lezioni. Ad una prima fase di osservazione e di attesa degli eventi, quando si è preso coscienza che la situazione, oltre ad essere grave sarebbe stata anche lunga, tutti  ci siamo posti la stessa domanda: e adesso, a metà anno….cosa facciamo? La domanda se l è posta il ministero…..la dirigenza scolastica…il corpo docente e gli alunni.

Fatte queste premesse devo dire che fin da subito la scuola si è attivata affinché agli alunni fosse garantito il diritto allo studio; Naturalmente si è guardato ai mezzi informatici come all’unica soluzione possibile per risolvere il problema.

Fortunatamente nella nostra realtà del comune di Drapia i mezzi informatici sono in dotazione in quasi tutte le famiglie, e nei casi in cui sono scarsi si è fatto carico la stessa scuola ,donando agli studenti in forma di comodato d’uso gratuito tablet acquistati in precedenza con fondi provenienti dalla comunità europea.

Il problema più difficile è stato, e lo è tuttora, per il successo della didattica a distanza, l’inadeguatezza  della linea internet; ci sono giorni e orari in cui la connessione è praticamente impossibile.

2)WhatsApp, audio lezioni, video, mail,  come cambia il rapporto alunno insegnante, in un lavoro dove al centro c’è la relazione umana? I ragazzi rispondono bene a questo tipo di insegnamento?

 I ragazzi hanno risposto molto positivamente a questa proposta; seguono le videolezioni con notevole frequenza, anche perché le videolezioni di gruppo sono un modo per interagire, oltre che con i docenti, anche tra di loro.

3) Il digitale è un grande aiuto di certo, ma non rischia di aumentare le disuguaglianze e lasciare indietro chi è già più indietro degli altri? I più svantaggiati sono i ragazzi delle periferie, per non parlare di chi non ha, per esempio, una linea internet veloce e casa…

Personalmente ritengo che la didattica on line sia oggi l’unico mezzo disponibile per interagire con gli studenti; purtroppo, in alcune situazioni ,in presenza di lacune e difficoltà di apprendimento manca notevolmente il rapporto diretto con gli insegnanti, unico a poter dare stimoli e consapevolezza nelle potenzialità di ognuno.

4)In un’ottica futura come pensa si debba organizzazione il mondo della scuola? La Ministra Azzolina ormai ha praticamente dichiarato che le scuole riapriranno a settembre, secondo lei in che modo ci si dovrà organizzare?

Penso che la scuola abbia già fatto tanto per questa situazione di emergenza, non vedo cosa altro possa fare. Probabilmente, anzi quasi sicuramente, neanche il  prossimo anno scolastico inizierà con la normalità, per cui presumo che a settembre si continuerà con questa metodologia.

5) Se potesse incontrare i suoi alunni personalmente, in questo momento che cosa gli direbbe?

I miei studenti li incontro tutti i giorni, anche se virtualmente, però ci vediamo, ci sentiamo, e prima di tutto, parliamo, perché il vero intento delle videolezioni non è dare contenuti e nozioni, ma mantenere vivo un rapporto instaurato da tempo…in alcuni casi anni, che non si può interrompere brutalmente ma deve continuare.

Ogni giorno i nostri incontri terminano con la frase: ragazzi, alla prossima, state sereni, presto ci incontreremo e ci abbracceremo di nuovo, vi voglio bene….mi mancate.

Tania Ruffa

Tania Ruffa

Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'Università La Sapienza di Roma si occupa di comunicazione digitale, in particolar modo politica e della Pubblica Amministrazione.

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