La risposta di Giulia Russo alla nota dell’ex consigliere Rizzo

La risposta di Giulia Russo alla nota dell’ex consigliere Rizzo

Scrivo queste brevi considerazioni non per fare polemica sterile, che non serve a nessuno e certamente rischia di annoiare i cittadini, ma per l’amore della verità.

A volte i bei discorsi, accuratamente preparati, raggiungono un livello di rappresentazione che ai più, potrebbe apparire come la realtà dei fatti.
Per fortuna, però, ci sono i fatti oggettivamente certi e circostanziati che da soli possono essere giudicati.
Ho letto con molta attenzione il comunicato che, l’ormai ex consigliere Mario Rizzo, ha inteso diramare agli organi di stampa.

Se ho ben compreso le linee discorsive, sostanzialmente Rizzo lamenta:
progressiva emarginazione politica e amministrativa subita da lui e da tutti coloro i quali sono stati costretti a rassegnare le dimissioni;
Aver vissuto per mesi, il disagio derivante dal non poter dare il suo fattivo contributo all’attività amministrativa e dal vedersi chiuse, quotidianamente, le porte ad ogni forma di dialogo. 

L’esclusione dalla vita amministrativa comunale perché “colpevole” di appartenere ad un partito politico 
La mortificazione della dignità e della buona volontà di chi, come lui egli altri sei consiglieri, si sarebbero spesi per la comunità in maniera gratuita e senza chiedere né incarichi né prebende.

Per quello che attiene al primo punto devo segnalare che l’ex consigliere ha la memoria, volutamente, corta ed infatti, sin dall’inizio del mio mandato, lo stesso oltre ad essere stato nominato capo gruppo di maggioranza, è stato da me delegato quale responsabile del settore scuola cultura e contenzioso legale. Proprio in quest’ultimo settore il consigliere avvocato Mario Rizzo, prima che si sviluppasse l’emergenza sanitaria, ancora in atto, ideò, predispose, in assoluta autonomia, l’avviso pubblico per la selezione di avvocati che avrebbero dovuto costituire il futuro ufficio legale del comune di Ricadi, avviso poi pubblicato. Tale dato dimostra, inequivocabilmente, la mia fiducia nell’operato dell’ex consigliere e allo stesso tempo la sua partecipazione attiva alla vita amministrativa dell’ente.
Le porte della mia stanza sono state sempre aperte per tutti i consiglieri e assessori che avevano proposte da fare per il bene della comunità.

Ma del resto quello che dico è confermato proprio dalle parole dell’ex consigliere che nel giorno della Santa Pasqua, rivolto alla mia persona, scriveva “mi pare che tu stia svolgendo il tuo ruolo egregiamente … e quando ti dico che tu lo stai svolgendo egregiamente te lo dico con sincerità”.

Il fatto poi che lo stesso consigliere partecipasse attivamente alla vita politico amministrativa, lo testimonia il fatto che il sabato prima delle dimissioni (proprio quello in cui si sarebbe tenuto il presunto incontro segreto), lo stesso insieme agli altri assessori si preoccupava dell’imminente stagione turistica nella quale lui stesso scriveva “ci troveremo di fronte a mille difficoltà”.

Ed anche per ciò che attiene al c.d. incontro “segreto” da me organizzato, esso era così “appartato” che fu tenuto nella casa comunale, unico luogo per me deputato alle riunioni politiche, con tutti i componenti della maggioranza, compreso un consigliere (Caracciolo) poi dimessosi il lunedì successivo.
Il consigliere Rizzo non fu invitato perché, dovendo spiegare a tutti il motivo reale delle dimissioni da capogruppo della maggioranza, ho ritenuto inopportuna, in quel momento, la sua presenza, sta di fatto che nessuna delega fu ritirata al consigliere che, certamente, continuavo a considerare un consigliere del gruppo di maggioranza.

Ha omesso di raccontare l’ex consigliere che, all’indomani delle elezioni regionali, lo stesso partecipò attivamente a una riunione “privata” nella quale da parte di alcuni, in maniera energica fu ipotizzata la possibilità di defenestrare il sindaco e la sua giunta, il consigliere presente a quella riunione non sentì il bisogno né di abbondonare la riunione e né di informare il sindaco dopo aver partecipato alla riunione.
Personalmente, non ho mai inteso la politica come una gestione patronale, forse il consigliere dovrebbe riferire ad altri tale modo di operare, e aggiungo che né mai ho chiesto e ottenuto prebende né mai ne ho concesse a chicchessia, non so se altri possano dire la stessa cosa.

L’ex consigliere Rizzo è forse abituato a ricevere prebende ed incarichi da qualcun altro, tipo l’incarico di segretario particolare al 50% dell’allora consigliere regionale Mirabello. Incarico che dall’01 novembre 2019 al 29.02.2020 ha fruttato al Rizzo la complessiva somma di €. 6.795,44 (cfr. BURC Regione Calabria n. 140 del 17.12.2019), in un periodo in cui il consiglio regionale era solo in prorogatio, essendo state indette le elezioni, e quindi con probabile poca frequentazione.

Infine, vorrei comprendere quali sono gli altri sei consiglieri che si sono spesi per la comunità, visto che quattro venivano a stento ai consigli comunali, e gli altri due erano dati per dispersi e partecipavano solo ai consigli senza iniziative personali.
Aggiungo che, l’ex consigliere Rizzo, forse, dimentica come la lista “Ricadi bene comune” fosse una lista civica e, quindi, apartitica. Il voler trovare una giustificazione delle dimissioni in presunti mutamenti degli equilibri politici all’interno della maggioranza, non corrisponde a verità, e appare non solo banale ma anche un modo per acquistare credibilità di fronte a un partito che ha preso una posizione chiara e pubblica con attestati di condanna al gesto posto in essere contro la mia amministrazione. Il personalismo e l’individualismo di cui parlava il segretario provinciale del PD era riferito a ben altre persone. Come, chiaramente, ha scritto l’on Viscomi “bisogna avviare una chiara, profonda ed aperta discussione politica per riprendere l’iniziativa politica e, soprattutto, impedire che questa possa essere condizionata da particolarismi che ne hanno minato alla radice le potenzialità quando non anche la stessa credibilità”. Il vittimismo che traspare dalla dichiarazione dell’ex consigliere è tipico di chi soffre di un complesso di inferiorità e tipico di un ex capo gruppo che al contrario di quello che dovrebbe essere tale ruolo ha sempre messo in atto le sue capacità “disgreganti” utilizzando le sue parole di grande adulatore. L’umiltà di cui sempre parla l’ormai ex consigliere va praticata e non solo predicata e il Comune di Ricadi deve essere guidato da persone libere che tutelano solo il bene comune nell’interesse della collettività. Io come ho già scritto sono una donna, la prima donna sindaco del comune di Ricadi e, soprattutto, sono una donna libera.

Avv. Giulia Russo

Redazione Informa

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