La ricostruzione di Bretti getta ombre sul sindaco

Il già Assessore del Comune di Tropea Bretti:«La mia ricostruzione è interconnessa sia a questa che alle precedenti amministrazioni. È forse in quest’ambito che va rintracciata l’autorità alla quale il sindaco ha reso conto?»

BrettiBretti torna sul caso della revoca del suo assessorato, ma senza sbottonarsi troppo. In una nota stampa, il già assessore al Turismo vuole chiarire innanzitutto il motivo della mancata replica alle dichiarazioni del sindaco Rodolico sulla revoca del suo incarico, per non lasciare spazio a una «ridda di supposizioni, alcune delle quali anche particolarmente poco generose».
Scegli di parlare ora, Bretti, soprattutto «dopo quanto accaduto domenica scorsa e il grosso petardo vigliaccamente fatto esplodere sotto la vettura del Sindaco Rodolico» per offrire, assieme alla sua solidarietà a Rodolico, alcune considerazioni all’opinione pubblica che «tranquillizzeranno – scrive Bretti – quanti, e sono in molti, mi sono stati vicini fin dal primo momento e che stanno vivendo con un certo sconcerto questo mio attuale silenzio».
Per il consigliere Bretti «il discorso è semplice: una volta che io ho reso – prosegue – , nel pomeriggio di sabato 3 gennaio presso la Caserma dei Carabinieri di Tropea, le risposte ad alcune domande che mi sono state poste, ho ricevuto dagli stessi investigatori la consegna del silenzio, non solo sul contenuto dell’incontro ma anche relativamente alla semplice circostanza che l’incontro stesso si era tenuto».
Bretti spiega infatti che l’unico motivo per cui finora non ha ancora parlato è dovuto alla esplicita richiesta degli inquirenti al termine dell’audizione, della quale parla sol perché é divenuta di dominio pubblico a seguito di alcuni articoli di giornale.
Proprio su questo punto, Bretti dice di essere rimasto sorpreso e imbarazzato quando, durante la riunione del gruppo di maggioranza tenutasi il giorno successivo, ha sentito il dottor Domenico Tropeano rendere noto ai membri della maggioranza il contenuto della sua discussione con gli inquirenti, mentre lui si era astenuto dal parlare della propria audizione per il vincolo della riservatezza che gli era stato assegnato.
E Bretti aggiunge a tal proposito: «Non ho potuto difendermi nel merito della vicenda. Mi sono trovato comunque nella condizione di dover confermare di essere stato anche io in Caserma convocato dal Carabinieri, senza ovviamente riferire quanto successo durante tale incontro, raccogliendo il violento rimbotto del Sindaco che mi ha severamente rimproverato di non averlo immediatamente informato di essere stato convocato dai Carabinieri e dell’argomento dell’incontro».
Secondo quanto scrive Bretti nella nota, la riunione si sarebbe conclusa con una dichiarazione di Rodolico nei suoi confronti che, preso atto del suo rifiuto a rendere le dimissioni richieste, avrebbe assunto le opportune determinazioni dopo un incontro col prefetto di Vibo Valentia e coi Carabinieri, che di lì a poco avrebbe richiesto.
Ma Bretti, a questo punto, insinua una differente interpretazione delle dinamiche. Infatti, in merito alle motivazioni del decreto di revoca che Rodolico avrebbe dovuto fornire dopo aver dato «conto alle Autorità» (nel testo di Bretti è scritto con la “A” maiuscola ndr.), Bretti sostiene che «sarebbe interessante sapere quali», cioè quali siano queste autorità alle quali Rodolico avrebbe dovuto dar conto, «poiché – aggiunge Bretti – sono da escludere quelle che aveva annunciato nel corso della riunione del gruppo del 4 gennaio, e cioè il Prefetto ed il Comandante dei Carabinieri con i quali mi sono rapportato e che hanno smentito la circostanza».
E se Bretti non ha ancora fornito la propria ricostruzione dei fatti, è solo perché né il prefetto né i Carabinieri lo hanno «sciolto dal vincolo di riservatezza». Una ricostruzione che «come già ho avuto modo di prospettare nel corso della mia audizione in Prefettura – conclude l’ex assessore – , è interconnessa, direttamente e indirettamente, con alcune importanti questioni legate sia all’attuale che alle precedenti amministrazioni comunali».
Dunque, in conclusione, Bretti rivela di aver riferito agli inquirenti di fatti di rilevante spessore collegati non solo all’operato della propria compagine amministrativa, ma anche delle amministrazioni comunali che l’hanno preceduta.
E infatti, in calce al documento, chiude con una domanda che di retorico non ha quasi nulla, per quanto chiaro ne risulti il contenuto sottinteso: «È forse il caso di cercare in questo ambito le “Autorità” alle quali il sindaco Rodolico ha reso conto?».
Il “caso Bretti”, insomma, che sembrava adombrato dal vile atto subìto dal sindaco Rodolico, torna alla ribalta con nuovi elementi, che conferirebbero alla vicenda, se fondati, contorni più ampli.
Tutto ciò rischia infatti di rappresentare soltanto l’inizio di un dibattito al veleno, che potrebbe coinvolgere anche i precedenti amministratori, tirandoli in ballo, per usare le parole di Bretti, come “Autorità” capaci di indirizzare le decisioni politiche dell’attuale primo cittadino di Tropea.

Francesco Barritta

Francesco Barritta

Direttore responsabile del periodico Informa e del sito collegato, è stato collaboratore delle testate "Calabria Ora" dal 2007 al 2010 e "Gazzetta del Sud" dal 2010 al 2012. Ha inoltre diretto il mensile "Tropeaedintorni.it" dal 2010 al 2014, i periodici "TropeaInforma" e "DrapiaInforma" e ha scritto articoli per varie testate.

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