La nuova collezione del M. Modesto Furchì

La nuova collezione del M. Modesto Furchì

L’artista di Santa Domenica di Ricadi amplia la sua collana. Arte sacra e messaggi di fede ai tempi del Covid-19

Dare forma e espressione artistica alla fede e all’attualità; è questo il prezioso obiettivo che avvalora la nuova raccolta di opere dell’artista Modesto Furchì.

Nato nella frazione di Santa Domenica e trasferitosi a Roma nel 1968, Modesto Furchì ha sviluppato da autodidatta un’autentica passione per la pittura e per la scultura, ottenendo numerosi premi e allestendo svariate mostre in Italia e anche all’estero.

Questa collana di opere nasce dalla sensibilità artistica di voler descrivere l’attuale e delicato periodo che è legato all’emergenza Covid-19, ma soprattutto dalla volontà di veicolare autentici messaggi di fede e di speranza.

In particolare, da marzo dello scorso anno, questo straordinario artista ha realizzato circa una trentina di creazioni tra acquarelli e sculture.

Tra queste sono presenti le cinque opere denominate: “Covid 19…arriva la primavera”; “Effusioni”; “La Sacra famiglia”; “Tra le braccia del padre”; “Il Cristo della rinascita”.

Nel dettaglio, attraverso la scultura “Covid 19…arriva la primavera”, si evince la sofferenza degli anziani, l’urlo straziante dei giovani che reclamano la libertà e l’arrivo poi della primavera che domina l’opera e che assume il significato di una ritrovata normalità sociale per il mondo.

La creazione “Effusioni”, invece, racchiude come messaggio la forza dell’amore con il quale si combattono tutti i mali,

mentre nell’opera “La Sacra Famiglia” è rappresentato il valore sociale e religioso della famiglia come fondamento umano e universale della società.

Non meno significativo e profondo è anche ciò che rappresenta la scultura “Tra le braccia del padre”,

opera in fase di ultimazione e che raffigura il volto colmo di amore di un padre che abbraccia la propria figlia, con l’intento di proteggerla da tutto e da tutti.

Nell’opera “Il Cristo della rinascita” troviamo poi la figura incompleta di Cristo che fuoriesce dalla roccia e,

con le mani sollevate verso l’alto, esprime la volontà di respingere il male, cercando contemporaneamente la libertà attraverso un volo di colombi.

Per quanto riguarda gli acquarelli legati a questo straordinario viaggio artistico, possiamo citarne alcuni tra cui: “Il Giardino della Speranza”; “La forza del mare”; “Odore del mare”; “Quanto mi manchi”; “Ti dono il mio cuore” e “Finalmente un abbraccio”.

Quest’ultima opera elencata racchiude proprio l’importanza affettiva degli abbracci e di tutti quei gesti che fanno parte da sempre dell’umanità e che ci sono stati negati dal coronavirus.

Per quanto concerne le tre opere “La forza del mare”, “Odore del mare” e “Quanto mi manchi”, esse sono tutte ispirate all’autentico legame dell’artista con la forza,

con i colori e con l’odore del mare della sua terra nativa, ma anche alla prolungata impossibilità di poter tornare in questi luoghi a causa dell’emergenza Covid-19.

Infatti, testimoniano un sincero e vitale senso di nostalgia dell’autore verso questo dono del creato.

Nell’acquarello “Ti dono il mio cuore” viene ripreso l’aspetto religioso e,

in tal senso, l’artista lo descrive come uno spunto legato alla religione che diventa anche un rifugio e un credo.

Tra i progetti dell’artista Modesto Furchì c’è il desiderio di presentare questa mostra in varie location tra cui anche presso il Museo archeologico e paleontologico di Santa Domenica,

ovviamente appena sarà possibile poter organizzare momenti di arte e di aggregazione.

Pasquale Scordamaglia

Pasquale Scordamaglia

Giovane diplomato "Tecnico della gestione aziendale". Attivo nel campo dell'associazionismo e del volontariato. Socio fondatore dell'Associazione "Generazione Speranza".

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