Joppolo. I Consiglieri di Maggioranza rinunciano ai gettoni di presenza

Joppolo. I Consiglieri di Maggioranza rinunciano ai gettoni di presenza

Un ex presidente del consiglio fa condannare il comune al pagamento

L’esempio che arriva dal basso è l’eccezione che stride in un’epoca in cui ai piani alti della politica c’è la tendenza a difendere ad oltranza i privilegi che essa stessa si è attribuita in materia di emolumenti e vitalizi.

Di segno diametralmente opposto, invero, è l’iniziativa assunta dai consiglieri di maggioranza del gruppo “Insieme per ricominciare”, i quali hanno deciso di rinunciare ai rispettivi compensi per la partecipazione alle sedute consiliari per gli anni 2017, 2018, 2019 e 2020.

Il sindaco Carmelo Mazza, l’ex presidente del consiglio comunale Florinda Albino, e i consiglieri: Giovanni Preiti, Vittorio Vecchio e Ambrogio Scaramozzino hanno scelto di non percepire i gettoni di presenza, pari a 16,27 euro a seduta, dovuti per la partecipazione ad ogni seduta del consiglio comunale.

La somma loro spettante, è stata destinata ad attività di interesse scolastico e sociale.

“La spesa complessiva liquidata per tutti i consiglieri – si evince dalla determina di liquidazione – ammonta a 5.092,51 euro ed è così suddivisa: sindaco Carmelo Mazza 618,24 euro con 38 presenze; Dino Sterza 553,18 euro con 34 presenze; Antonio Loiacono 455,56 euro con 28 presenze; Florinda Albino 553,18 euro con 34 presenze; Mimmo Taccone 211,51 euro con 13 presenze; Giovanni Preiti 553,18 euro con 34 presenze; Vittorio Vecchio 471,83 euro con 29 presenze; Ambrogio Scaramozzino 536,91 euro con 33 presenze; Giuseppe Dato 423,02 euro con 26 presenze; Salvatore Burzì 390,48 euro con 24 presenze; Stefano Siclari 292,86 euro con 18 presenze.

Pur essendo una somma modesta, quella non percepita dai consiglieri Carmelo Mazza, Florinda Albino, Vittorio Vecchio, Giovanni Preiti e Ambrogio Scaramozzino, quando si tratta di azioni meritorie quel che conta è l’intenzione.

Nel caso specifico rappresenta un ulteriore concreto sforzo, viste le precarie condizioni finanziarie del Comune, per evitare il baratro del dissesto finanziario.

“Al di là della cifra – fanno sapere il sindaco e i consiglieri di maggioranza che hanno rinunciato agli emolumenti – l’esempio virtuoso resta, senza nulla togliere a chi, invece, dedicando il proprio impegno in favore della comunità sceglie comunque di non rinunciare al compenso per l’attività politica, diventata nei piccoli comuni, una sorta di volontariato.

Di questo – concludono – ne eravamo consapevoli fin dalla decisione di candidarci per amministrare il Comune di Joppolo e lo continuiamo a fare tutti i giorni con orgoglio e spirito di abnegazione”.

Non la pensa così invece l’ex presidente del Consiglio comunale Giovanni Burzì, il quale con atto di citazione, notificato in data 30 gennaio 2018, ha chiamato in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Vibo Valentia il Comune di Joppolo per il riconoscimento dell’indennità per complessivi 40 mesi pari ad euro 5.206.

Il Giudice di Pace di seguito ha condannato il Comune al pagamento di quanto dovuto in favore del consigliere Burzì, nonché al pagamento degli oneri dell’avvocato per un totale di euro 5.256.

Di conseguenza con una seconda determina si è proceduto alla liquidazione delle somme dovute al consigliere con delega al bilancio Giovanni Burzì pari a 5.256 euro impegnando i relativi oneri in un apposito capitolo dell’esercizio finanziario 2021 quale riconoscimento di debito fuori bilancio.

Redazione Informa

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