Joppolo, dichiarazione di dissesto finanziario: parlano gli ex amministratori

Joppolo, dichiarazione di dissesto finanziario: parlano gli ex amministratori

A tuonare in una nota è il gruppo uscente dell’Amministrazione Mazza che ricorda di aver già trovato al suo insediamento, un Comune con molti debiti

In questi giorni a Joppolo, tornano a parlare gli ex amministratori comunali del gruppo “Insieme per Ricominciare” con capogruppo Carmelo Mazza, che aprono una dura lettera in riferimento all’attuale amministrazione Dato, con un antico proverbio che recita: “E gli alberi votarono ancora per l’ascia, perché l’ascia era furba e li aveva convinti che era una di loro, perché aveva il manico di legno“.

«Assistiamo attoniti al miserevole tentativo di cancellazione della storia finanziaria e contabile di Joppolo – spiegano – che qualche paludato soggetto tenta di mettere in atto, raccontando agli ignari “alberi”, la sua origine legnosa, salvo poi calare la parte ferrosa della scure su di essi, quando diventerà nuovamente comodo».

Nell’affermare che ad oggi la storia di Joppolo preferisca «vecchi stagni, ad amministrazioni trasparenti», gli ex amministratori apprendono della dichiarazione di dissesto della gestione dell’amministrazione, e delle magnificenze indagatorie «di nuovi ma sempre più “vecchi” amministratori, nella forma e nella coscienza di fresco lavata nelle acque dello Stige, per tornare immacolata a dispiegare i suoi effetti».

Carmelo Mazza

Guardando ai fatti e cercando di semplificare le questioni fondamentali che si leggono negli atti e dalla relazione del vice Sindaco allegata al Rendiconto 2021, viene alla luce ciò: «il vice Sindaco, sostiene che noi abbiamo approvato un piano di riequilibrio nel 2019 per nascondere un dissesto.

Ha ragione, totalmente ragione, ma dovrebbe avere l’onestà di aggiungere gli elementi più importanti di questa comunicazione.

Vi è un documento che attesta all’inizio della vita amministrativa del nostro mandato elettorale, che evidenzia una montagna di debiti, i soggetti che li hanno creati nel tempo, e i creditori.

A voler prendere un documento redatto dall’Amministrazione Dato – sottolineano – di cui l’attuale vicesindaco ne faceva parte – spiegano gli ex amministratori – in data 7.3.2016, registrato al protocollo numero 1539, si trova la “fotografia” di una situazione catastrofica con un disavanzo da ripianare pari a 3.918.428,15 euro, con una rata annuale di 130.614,27 euro e inoltre 2.984.695,40 euro di debiti di cui la metà senza copertura nel bilancio.

Praticamente una ditta “fallita”. Tutti quelli che l’hanno amministrata prima hanno creato solo debiti.

Hanno chiesto forniture a imprese e poi non le hanno pagate. Cosa poteva fare l’amministrazione Mazza?

Giuseppe Dato

Dichiarare il dissesto come predica il vicesindaco, con le conseguenze che vedremo, o tentare di riequilibrare il bilancio.

Cosa questa contemplata dal legislatore per evitare i danni creati da un dissesto.

Danni sociali, economici e morali, i cui responsabili, se avessimo scelto questa strada, sarebbero stati facilmente individuabili in tutte le amministrazioni precedenti.

E i cittadini, come anche il vice Sindaco contabile, conoscono bene».

Nel dettaglio, gli ex amministratori spiegano che Dissesto significa blocco delle attività esecutive da parte dei creditori e pagamento dei servizi resi al 40% del debito, questo come prima offerta degli OSL (Organo Straordinario di Liquidazione).

«Quindi per il vice Sindaco, sarebbe “eticamente” corretto ordinare forniture, poi dichiarare il fallimento e pagare i fornitori al 40%.

La nostra amministrazione – si legge nella nota – non ha condiviso e non condivide questa linea, ha anzi tentato, con ogni mezzo utile di salvare il comune, nel contesto concesso dalla normativa. Il piano di riequilibrio, che qui confermiamo essere la scelta migliore.

Come volevamo riequilibrare il bilancio? Nei modi consentiti dalla legge.

Mettendo in vendita gli immobili comunale, senza gravare le conseguenze di un dissesto sui cittadini e sui precedenti amministratori, per le responsabilità che ne derivano.

Per fare ciò – aggiungono gli ex amministratori – è stato stimato il patrimonio e data una esatta valutazione anche con l’ausilio dell’Agenzia delle Entrate, patrimonio il cui valore consentirebbe benissimo di riequilibrare il bilancio, se potesse dare frutti.

Perché non siamo riusciti a vendere gli immobili?

Chi formula l’accusa che gli immobili non sono stati venduti forse lo sa meglio di ogni altro, o potrebbe saperlo chiedendo a qualche vecchio amministratore.

Noi abbiamo constatato, cercando di venderli, che chi li ha dati ai privati è stato così sprovveduto (E’ questa l’ipotesi più bonaria che possiamo dare, ma si potrebbero generare interpretazioni più maliziose) che li ha dati in un modo che non hanno dato alcun beneficio al comune né il comune è riuscito a tornarne in possesso, nonostante una battaglia legale ancora in atto.

Cose su cui andrebbe fatta chiarezza, spiegando ai cittadini di Joppolo che l’Hotel Cliff è di proprietà di tutti loro, ma che per il tipo di contratto con cui che è stato affidato a privati, i benefici li prendono altri e non i cittadini di Joppolo.

Chi dimostra più senso del dovere e del rispetto dell’Istituzione chiamata Comune di Joppolo? Chi tenta di salvarne i conti e la reputazione, tentando di riequilibrare o chi semplicemente dichiara un dissesto (fallimento) lavandosene le mani?

Per noi la scelta è stata semplice: Sacrificarsi in una impresa difficile nel tentativo di salvare tutto e tutti, compreso il buon nome del Comune.

Arrendersi è sempre facile, lottare per raggiungere un risultato difficile è la strada più faticosa, ma richiesta da valori che risiedono nel profondo dell’anima, non certo in freddi calcoli utilitaristici.

Ma a ben vedere, la scelta dell’amministrazione attuale, identifica una società che i valori fondanti dell’etica e del coraggio li ha smarriti, e questo spaccato joppolese ne è testimonianza.

Noi pur avendo trovato una situazione pessima ci siamo messi a lavorare per dare risposte concrete facendo poche parole.

Non ci riteniamo “clamorosamente bocciati”, riteniamo di avere idee diverse, non condivise dalla maggioranza, e di questo potremmo anche andarne orgogliosi, visto il contesto».

Il gruppo di “Insieme per Ricominciare” afferma infine di continuare a sostenere quelle idee, mettendosi a disposizione anche dei cittadini che hanno scelto altri, rispettando le scelte e le idee di tutti, «anche di chi si vuole arrendere dichiarandosi “fallito”, ma questa non va confusa con la nostra»

«Noi abbiamo combattuto fino all’ultimo giorno per non dichiarare “fallito” il Comune di Joppolo – concludono gli ex amministratori – e possiamo sostenerlo ancora oggi con leggi alla mano.

I conti li faremo alla fine, senza pregiudizi, guardando prima le azioni di questa amministrazione».

Redazione Informa

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