Intervistiamo Chiara Condò che ci parla del suo “Pensiero Meridiano”

Intervistiamo Chiara Condò che ci parla del suo “Pensiero Meridiano”

Un punto di riferimento culturale a Tropea (e non solo)

Nel cuore di Tropea, tra le sue viuzze, si trova un crocevia di storie, di cultura e perché no, anche di tranquillità e magia, un luogo perfetto dove perdersi e ritrovarsi, dove ad attendervi c’è una libraia pronta a guidarvi e a consigliarvi: parliamo di Chiara Condò e “Il Pensiero Meridiano”, una libreria indipendente che ad oggi è un punto di riferimento per la comunità costiera, e non solo.

Chiara è nata a Roma da genitori tropeani ed è proprio a Tropea che ha passato una parte della sua vita, finché il percorso di studi l’ha costretta ad andare via dalla Calabria.

L’amore per le proprie radici è stato senza ombra di dubbio forte e questo sentimento, cresciuto anno dopo anno, l’ha portata a ritornare a casa e qui a costruirsi il futuro.

Da sempre amante della lettura, si è ritrovata a realizzare un sogno che continua ad essere riconosciuto, premiato e a crescere giorno dopo giorno.

L’abbiamo incontrata per una breve intervista, nel quale ci ha coinvolti e portati per mano – come fa con i suoi clienti – dentro il suo mondo.

Partendo dalla tua libreria, forse un po’ riduttivo definirla semplicemente così, perché “Pensiero Meridiano”?

«Avevo da sempre immaginato una libreria un po’ rivoluzionaria, che non stava mai ferma al suo posto ma che al contrario i lettori andava a prenderseli uno per uno, in strada, in piazza.

Quindi ho pensato a un nome che rispecchiasse davvero il tipo di lavoro che volevo fare, dunque nasce “Il Pensiero Meridiano” che è il titolo di un saggio del compianto sociologo Franco Cassano e nel primo capitolo si legge che “pensare meridiano” significa pensare lento, darsi il tempo per fare un lavoro più approfondito, sapere di essere provincia senza disperare, lontano dai luoghi in cui le cose succedono ma più vicini ai sogni.

Ecco, qui c’è tutta la filosofia del mio lavoro».

Ti sei sempre dedicata anima e corpo ai libri, una bella sfida trasformare a Tropea la tua passione in lavoro?

«Leggere e parlare di libri con gli altri mi ha sempre reso felice e io credo che tutti noi abbiamo la capacità un po’ di trasformare l’ambiente in cui viviamo, quando facciamo una cosa che ci rende felici.

Senz’altro è una sfida trasformare la propria passione in un lavoro, anche perché richiede tanto equilibrio.

Per me la sfida più grande era far avvicinare le persone che non leggono, ai libri e alla libreria, facendo diventare la lettura qualcosa di virale, divertente e bello da fare.

Ho sempre fatto passare l’immagine di una libreria come luogo di aggregazione, un posto dove fare amicizia, dove divertirsi, creare qualcosa di nuovo ed essere stimolati, in un contesto dove gli stimoli a volte vengono a mancare.

Ecco perché per me, sono importanti i lettori forti ma sono ancora più importanti le persone che non leggono affatto».

Hai mai pensato di integrare la tecnologia all’interno della libreria, magari dando spazio anche a libri digitali?

«Assolutamente sì e infatti vorrei che esistesse un modo più agevole, più semplice per vendere gli ebooks all’interno della libreria.

Semplicemente perché, come il libro di carta è un tipo di tecnologia che funziona alla perfezione ormai da più di 500 anni, anche il libro digitale è una tecnologia che serve ad uno scopo preciso.

Penso ai tantissimi turisti che non hanno spazio e modo per riportare indietro gli acquisti che fanno e spesso rinunciano a priori sia all’idea di acquistare dei libri che portarseli indietro.

Inoltre sono tanti, soprattutto stranieri, che leggono attraverso Kobo o Kindle sulle spiagge e in libreria potrei consigliarli io stessa, perché il problema degli ebooks è l’acquisto un po’ alla cieca.

Per tale motivo e per bypassare questo problema, intanto abbiamo implementato la possibilità di acquistare tramite il nostro shop on-line e attivando un bellissimo sistema di spedizioni.

Infatti, ai tantissimi turisti e viaggiatori in visita a Tropea offro, a partire da una spesa minima, la spedizione gratuita, quindi molti acquistano in libreria e prima di ripartire me li riportano, così da spedirli e al loro arrivo trovarli direttamente a casa».

Il Pensiero Meridiano è diventato ormai un punto di riferimento per chi è in cerca di cultura nella zona e in realtà se ne sono accorti anche fuori dal territorio.
Parliamo dell’inserimento tra le librerie di qualità?

«L’Albo delle librerie di qualità, istituito dal Ministero della Cultura è una cosa recentissima e sono davvero orgogliosa di essere stata inserita in questo elenco e di condividere questo inserimento con le altre librerie della Calabria.

Sono un po’ dispiaciuta di essere l’unica della provincia di Vibo Valentia, ma spero che possa essere uno stimolo per le altre librerie del territorio.

Sono felicissima soprattutto per i miei clienti, perché penso che questo riconoscimento è per loro, è un riconoscimento che arriva grazie al lavoro che mi hanno permesso di fare, alla fiducia, al sostegno incondizionato ricevuto sempre dalle istituzioni del territorio e anche dai tanti clienti sia locali che non, che continuano a sostenermi.

È un riconoscimento che condivido insieme alle scuole, insieme ai gruppi di lettura, insieme alle biblioteche del territorio.

Senza il lavoro che ho potuto fare con loro, l’inserimento non sarebbe stato possibile, in quanto questi elementi erano dei requisiti specifici che venivano richiesti».

Immagino la tua libreria un po’ come un “salotto letterario”, ecco cosa ne pensi di un possibile “caffè letterario” dove magari le persone non solo possono acquistare il libro ma anche leggerlo lì?

Sorridendo – «Devo dire che “salotto letterario” è un termine che cerco di evitare, se possibile, perché mi dà l’idea di una cosa un po’ elitaria e a me invece piace essere più democratica, più aperta, più accessibilmente possibile.

Non voglio che la libreria venga vista come una cosa distante e non bisogna neanche far passare il messaggio che i libri sono cose per pochi.

No, il libro deve essere vicino e quotidiano e il mio lavoro sta nel far passare il messaggio che non è importante il libro in sé ma come ci fa sentire.

In libreria diamo, attraverso una bella poltrona comoda, la possibilità di stare tutto il tempo che si vuole e come dico spesso “il tempo di permanenza è tendente al più infinito”.

In più mi piace pensare alla libreria, come un’oasi di pace con della buona musica, al piano di sotto, dove le persone possono trovare un po’ di tranquillità mentre fuori, ad esempio durante l’estate, il mondo corre ed è rumoroso. Come sentirsi a casa, insomma, la casa dei lettori.

Io stessa quando viaggio, cerco sempre la libreria del luogo per sentirmi a casa, tra amici librai e lettori».

Tu sei una di quei giovani che è tornata a casa per costruirsi un futuro, ed è di futuro che parliamo: hai un sogno nel cassetto?
Cosa ti aspetti per il tuo futuro e della tua attività?

«Il mio sogno nel cassetto io lo sto realizzando adesso.

Grazie all’intenso lavoro a cui mi ha costretto la pandemia, la libreria è diventata non più ormai un lavoro stagionale, ma riesce ad essere attiva e a lavorare tutto l’anno.

Era davvero uno dei miei obiettivi principali, essere una libreria ibrida che scivola dal piano fisico a quello digitale senza grossi problemi, senza grossi scossoni.

Riuscire a lavorare tutto l›anno con tranquillità e contare sui lettori del territorio tanto quanto sui lettori che vivono fuori e anche sui turisti.

Mi piacerebbe magari un giorno, potermi ingrandire e avere più spazio per più libri, ritornare agli eventi in presenza e magari chissà, realizzare un grande festival dei gruppi di lettura, che mette in primo piano il lettore e non lo scrittore».

Vorrei concludere questa intervista, con un tuo “pensiero meridiano”.
Vogliamo dare un consiglio, magari ai più giovani, per avvicinare maggiormente alla lettura?

«Il mio consiglio più grande per chi ha voglia avvicinarsi alla lettura è di non farlo mai obbligati!

Sono contraria alla lettura obbligatoria, leggere è un piacere e i piaceri non vanno d’accordo con i verbi come “dovere”.

Datevi il vostro tempo, avvicinatevi come volete, ci sono libri per tutti, per ogni tipo di passione.

Iniziate da qui, dalle proprie passioni, da quello che vi piace di più ed entrate in libreria e cercate un consiglio, un bravo libraio è sempre disponibile a fare da ponte e da guida tra i lettori e libri.

E soprattutto divertitevi!»

Domenico Rizzo

Domenico Rizzo

Laureato in Scienze dalle Comunicazione presso l'Università della Calabria, si è da sempre approcciato al mondo della scrittura e dello "storytelling". Racconta la regione Calabria soprattutto dal punto di vista turistico e promozionale.

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