Intervista all’assessore al turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso

Intervista all’assessore al turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso

La Costa degli Dei deve fare da pilota alle altre località

All’inizio di una stagione turistica importante abbiamo sentito l’assessore regionale al turismo Fausto Orsomarso che già nella giunta Santelli ricopriva lo stesso incarico.

In un momento di ripresa per l’attività turistica abbiamo cercato di capire a che punto siamo con la promozione, l’accoglienza e le reali offerte che il nostro territorio può offrire.

La Costa degli Dei deve assumere la funzione pilota perché rappresenta certamente la zona più matura dal punto di vista turistico in Calabria.

Un’intervista a 360 gradi che ha trattato tutti i settori che riguardano il turismo.

Speriamo che alle parole, ai progetti e ai buoni propositi seguano i fatti.

Per questo noi continueremo a registrare ogni piccolo segnale di miglioramento nel settore turistico regionale e porteremo sempre con noi la speranza che dobbiamo farcela!

Certamente non ci siamo lasciati sfuggire l’opportunità di intervistare l’assessore regionale al turismo, alle soglie di una stagione estiva che si prevede ricca di presenze in tutta Italia per il ritorno in massa dei turisti stranieri e per il movimento interno di turisti nazionali.

Una stagione che, certamente, non troverà impreparata la nostra regione, le istituzioni e gli operatori del settore.

Abbiamo posto domande su tutti gli argomenti al nostro assessore che ha risposto con completezza e competenza.

A lui va il nostro ringraziamento.

Troviamo una visione aperta e all’avanguardia del turismo nella nostra regione, alla quale seguiranno sicuramente i fatti.

E così ne abbiamo saputo di più sulle strategie che intende adottare il suo assessorato, senza trascurare le reali criticità, alcune ataviche, che spesso frenano lo sviluppo turistico che, come ci ricorda l’assessore, nella nostra regione vale il 14% del pil.

La qualità dell’ambiente, delle struttura ricettive, delle spiagge, dei lidi balneari e del personale che lavora nel turismo sono in sintesi i settori su cui si deve intervenire e che, naturalmente, richiedono la cooperazione di tutti gli attori turistici.

All’assessore abbiamo anche chiesto che ruolo deve avere la Costa degli Dei nel panorama turistico regionale e lo stesso ha riconosciuto che si tratta di una realtà matura dal punto di vista turistico che può trainare l’intero settore regionale.

Non poteva mancare una domanda circa i parchi marini che non sono ancora adeguatamente valorizzati e che invece potrebbero avere un’importante funzione di attrattiva turistica.

A lei il presidente Occhiuto ha conferito una delega importante, che unisce turismo, marketing territoriale e mobilità. Che tipo di previsioni possiamo fare per la imminente stagione considerata la pandemia e la guerra in Ucraina? 

In maniera strategica abbiamo riformulato la struttura organizzativa della Giunta regionale, istituendo un Dipartimento dedicato al Turismo che, nella nuova vision, è integrato con Mobilità, Accessibilità e Marketing territoriale, inteso come l’insieme delle azioni che un sistema territoriale, attraverso i soggetti pubblici e privati che vi operano, compie al fine di valorizzare la propria immagine e di attrarre o sviluppare attività economiche.

La crisi legata prima alla pandemia e poi alla guerra in Ucraina ha certamente un impatto sull’economia del territorio, ma la Calabria avrà una grande stagione.

Ricordo che anche nella fase più difficile dell’emergenza covid la Calabria si è distinta per essere stata una delle tre principali destinazioni turistiche del mercato nazionale.  

Quali sono le azioni che intende portare avanti sul tema Turismo e lavoro, anche giovanile e femminile, considerato che nella nostra regione sono un binomio indissolubile? 

È superfluo rimarcare quanto l’economia turistica, che vale il 14 per cento del nostro pil, sia importante per creare occasioni di lavoro stabile e duraturo.

Puntando su due fattori: la destagionalizzazione dell’offerta e la professionalizzazione degli operatori.

Bisogna intervenire sull’intero sistema, perché se ci sono destinazioni turistiche ormai mature, penso ad esempio a Tropea, tante altre necessitano ancora di essere costruite, migliorando i servizi di accoglienza che negli anni passati hanno rappresentato il nostro punto debole.

Per questo con gli Stati generali del turismo abbiamo coinvolto gli stakeholder per condividere un piano triennale cercando di affermare i criteri che sono sempre mancati: la programmazione, l’organizzazione e il coordinamento.

Abbiamo voluto coinvolgere non solo gli operatori del settore ricettivo, i tour operator, le guide turistiche, ma anche i sindaci che sono gli attori decisivi del sistema dell’accoglienza, e il mondo della comunicazione, per costruire una reputazione sui punti di forza del territorio.

Abbiamo effettuato una ricerca sul mercato nazionale e sui principali mercati esteri per fare investimenti mirati nella promozione.

Quindi puntiamo ad intervenire in maniera strategica con gli investimenti, potendo contare sul Pnrr e sulla programmazione 2021-27.

Inoltre abbiamo voluto modificare la missione di Film Commission, facendola diventare l’Agenzia regionale per il turismo. 

Quali sono, secondo lei, i motivi di criticità del nostro turismo? Come intende risolverli? 

Se siamo rimasti indietro di decenni le problematiche e le responsabilità sono ampie e diverse.

È un comparto che non si è mai parlato. Sicuramente dobbiamo lasciarci alle spalle l’improvvisazione degli anni passati.

La Calabria deve farsi conoscere e farsi trovare organizzata, confrontandosi con i dati.

Dobbiamo lavorare su nuove e diverse filiere, potenziare la ricettività e migliorare l’accoglienza.

Prevedere maggiori presenze rispetto alle 1,9 milioni del 2019 significa essere anche pronti ad accogliere i turisti.

Penso alla possibilità di riqualificare le strutture per raggiungere un target con maggiore capacità di spesa, con la ricettività a 4 e 5 stelle anche per i B&B.

Interverremo anche sugli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, per i quali già nel 2015 ho fatto legge ad hoc, che rappresentano una delle principali offerte ricettive che però sfugge al censimento delle presenze.   

Nulla deve essere lasciato al caso, in un’ottica di marketing di territorio. Ma dobbiamo  soprattutto smettere di essere la regione che ha sempre dei “ma” e dei “però” come risposta ad ogni proposta e ad ogni cosa positiva.

La nostra prima sfida è superare l’autolesionismo con l’ottimismo, il sorriso e l’entusiasmo.

Basta raccontare la Calabria come terra inaccessibile, lo è meno di altre destinazioni di successo come la Costirera amalfitana.

Serve soltanto più capacità di riorganizzarsi e maggiore autostima e conoscenza rispetto alla propria identità.

Quali e quanti tipo di turismo può sostenere la nostra regione? In particolare quale ruolo attribuirebbe alla rinomata Costa degli Dei? 

Il turismo estero rappresenta per noi solo il 6 per cento del mercato, per questo dobbiamo rilanciarci anche sul mercato nazionale.

La Calabria può essere la Florida italiana, il luogo in cui dalle altre regioni si vengono a trascorrere le vacanze all’insegna del relax ma anche del divertimento e della scoperta.

Per questo dobbiamo pensare ad una nuova offerta, penso ad esempio ai bike hotel che rappresentano una nuova tendenza.

Ma siamo riusciti nell’impresa di riaprire gli impianti di risalita, abbiamo realizzato un bando per i grandi eventi sportivi.

Abbiamo un progetto sul turismo delle radici, “Calabria terra dei Padri”, e puntiamo sulla penetrazione commerciale all’estero, con il progetto “Calabria village” che ha tre Paesi target: California e Texas e Lipsia.

Tutto sotto il brand di Calabria Straordinaria, che rappresenta una strategia in cui l’accoglienza turistica è fatta di marketing, mobilità, comunicazione, strutture ricettive adeguate, operatori professionalizzati. 

Come amo spesso ricordare, per trovare altrove quanto offre la Calabria bisognerebbe visitare due continenti e cinque nazioni, ma questo patrimonio non è ancora conosciuto fuori dalla nostra regione, e spesso neanche dagli stessi calabresi.

La Costa degli Dei ha un ruolo centrale, essendo la realtà più matura dal punto di vista turistico e quella maggiormente conosciuta sia a livello nazionale che internazionale, e può assumere una funzione pilota nella crescita del turismo regionale, facendo anche formazione.

Inoltre ha tante risorse non ancora adeguatamente valorizzate, penso ad esempio al parco marino di Capocozzo-Vibo Marina-Capo Vaticano-Pizzo, una riserva naturale dalle caratteristiche uniche, in cui la ricca biodiversità si unisce con le testimonianze archeologiche.   

Lei ha ricoperto lo stesso incarico nella precedente Giunta diretta da Jole Santelli. Quali importanti interventi ha intrapreso allora e come intende muoversi oggi per rilanciare un settore altamente competitivo? 

Noi fin dall’inizio della pandemia abbiamo lavorato per farci trovare pronti nella fase della ripartenza, sostenendo l’economia, e in particolare quella turistica, attraverso bandi mirati che sono stati guardati con grande interesse dalle altre realtà italiane.

Abbiamo consentito alle nostre attività di resistere alla crisi e di costruire le opportunità di rilancio.

Il lavoro fatto è stato guardato con grande interesse in tutta Italia, penso ai contributi a fondo perduto, a Riapri Calabria 1 e 2, ai bandi sull’accoglienza turistica, sugli aeroporti.

Per la prima volta la Calabria si è distinta per concretezza ed efficienza, e per avere sostenuto l’economia con azioni complementari rispetto a quelle messe in campo dal governo nazionale.

Con la nuova Fincalabra siamo riusciti a valutare in sette giorni le domande e trasferire le risorse, una capacità mai vista prima in Calabria.

Mare, depurazione, viabilità, scarsa professionalità, mancata valorizzazione di risorse ambientali e sociali. Come uscirne?

Siamo al lavoro su ogni punto, ma è fondamentale la sinergia tra tutti gli attori coinvolti.

La qualità del mare e della depurazione, ad esempio, sono stati al centro dell’azione della Regione. Stiamo facendo un piano straordinario per lo smaltimento dei fanghi dai depuratori.

Sta portando a risultati straordinari la collaborazione con  procure, forze dell’ordine, Arpacal, istituti di ricerca, che sta facendo emergere le più gravi situazioni di criticità – da ultimo le operazioni Deep dei carabinieri – ma soprattutto sta mandando il messaggio della responsabilità di tutti rispetto alla tutela dell’ambiente e del territorio come condizione dello sviluppo economico e turistico della Calabria.

Ciascuno deve fare la propria parte, le località devono essere attente al decoro urbano, alla cura della viabilità, alla pulizia delle spiagge, alla qualità dei servizi.

In quest’ottica abbiamo anche stanziato 450mila euro per le località Bandiera Blu della Calabria.

Un segnale di attenzione ai temi della qualità dell’ambiente e dei servizi e della volontà di valorizzare la cooperazione con i Comuni per puntare  sulla qualità intesa a 360 gradi, dalla quella delle acque a quella dei servizi, al fine di dare la migliore accoglienza possibile ai turisti.

E poi è necessario che gli operatori investano sulla professionalità: non è pensabile che camerieri e receptionist delle località che puntano ad accogliere turismo estero non conoscano la lingua inglese. 

L’aeroporto di Lamezia Terme è senza dubbio una delle opere più importanti per il nostro turismo. Ma se il prezzo del biglietto è troppo alto, la nostra regione non viene scelta come meta turistica. Perché spesso ciò avviene e cosa potrebbe fare la Regione in proposito? 

Stiamo realizzando un ampio lavoro di rilancio del nostro sistema aeroportuale come motore di sviluppo del turismo e dell’economia regionale.

Abbiamo presentato poco tempo fa l’attivazione di nuove rotte per la Calabria da parte di Ryanair, tra l’altro a tariffe fortemente competitive.

È un lavoro su cui stiamo proseguendo.

L’incremento delle rotte è un segnale della capacità attrattiva della Calabria, sia nei confronti del mercato nazionale e che di quello europeo, e ne rafforza la competitività.  

Alla Bit di Milano, abbiamo presentato una «Calabria straordinaria» che passa attraverso i Mid e un Manuale strategico per lo sviluppo dei turismi in Calabria.

Una Calabria moderna che parte dai luoghi e dalla storia per offrire un’offerta turistica a 360 gradi.

Una inversione di rotta certamente importante e competitiva.

L’opposto di quanto presentava lo spot di Gabriele Muccino

I marcatori identitari distintivi sono un elemento del patrimonio naturalistico, storico, artistico, culturale che in maniera univoca, identitaria e distintiva caratterizzano il territorio della Calabria.

Rappresentano, per ogni territorio, il valore aggiunto più interessante e spendibile in termini di costruzione e condivisione di un nucleo di storytelling, finalizzato a rafforzare la capacità attrattiva ed emozionale nonché le strategie di posizionamento di una qualsiasi destinazione turistica.

Non solo mare, montagna, bellezze paesaggistiche, ma anche storia, cultura, identità, sapori: è una “Calabria straordinaria” capace di offrire emozioni ed esperienze uniche.

Puntiamo a riscrivere la narrazione turistica regionale sulla base dei MID, che servono a rivendicare la nostra storia e a promuovere un nuovo posizionamento internazionale di questa terra, da rendere meta per viaggiatori 365 giorni l’anno.

Calabria Straordinaria è quindi l’idea che racchiude tutta la futura comunicazione turistica regionale, e abbiamo deciso di identificare la Calabria con il suo fiore simbolo: la Soldanella Calabrese.

Un fiore bellissimo, semplice e complesso, selvatico ma elegante, che cresce solo in questo territorio.

Turismo non è solo mare ma, per esempio, in altre regioni ci aggiungono il divertimento ed importanti eventi musicali, parchi divertimenti ed esperienze. Come siamo messi? 

Noi abbiamo pensato in materia strategica di associare ai Mid gli eventi identitari distintivi, gli Eid.

Tante realtà che fanno concorrenza alla Calabria hanno borghi, mare e montagna.

Insieme a tutto questo noi possiamo offrire almeno 100 marcatori identitari distintivi riguardo l’enogastronomia, la storia, la cultura, le bellezze paesaggistiche, che rappresentano un valore aggiunto che serve a rafforzare la nostra capacità attrattiva ed emozionale.  

I balneari sono preoccupati per l’aumento dei costi delle loro concessioni e si chiedono anche che sorte avranno. Cosa possiamo dire loro su questo tema?

Nel mio ruolo di assessore, ma soprattutto come rappresentante di Fratelli d’Italia, l’unica forza politica che ha condotto contro gli effetti della direttiva

Bolkestein una battaglia chiara e coerente in tutte le sedi istituzionali, ho sempre rimarcato la necessità di difendere gli interessi imprenditori balneari, che rappresentano una categoria fondamentale per il nostro modello turistico.

È in gioco il destino di tante famiglie che hanno creduto e investito nelle proprie attività, consolidando nei decenni un sistema di accoglienza caratterizzato da una forte identità, e che oggi rischia di essere svenduto alle multinazionali del turismo.

Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli, nato a Tropea nel 1962, di professione avvocato dal 1992,pretore onorario, giornalista pubblicista dal 1989. Difensore di fiducia di diversi enti pubblici. Fondatore e direttore dal 1994, del mensile La piazza di Tropea,corrispondente di Oggisud, de La Gazzetta del sud, ha scritto per Il quotidiano della Calabria e altre testate giornalistiche cartacee , direttore di testate radiofoniche locali. Autore e curatore di libri su Tropea e del saggio “Calabria positiva” . Fondatore del Premio di poesia “Tropea onde mediterranee”, cofondatore dell’Ascot , dell’Asalt, del GFT di Tropea, del Premio letterario Città di Tropea, collaboratore del Tropea film festiva nel ruolo di giurato. Ha operato nel settore del turismo per oltre trenta anni. Docente di un Corso sui beni culturali presso il Liceo classico di Tropea e di Diritto sanitario in un corso di OSS. Promotore e relatore di incontri sul turismo, sulla sanità,sull’unione dei comuni, sulla depurazione, sulle funzioni delle Pro loco, sui pericoli derivanti dalla rete , sul ruolo del giornalista, sulle cause di inquinamento , sulla raccolta differenziata, sui piani di rientro. Ha redatto proposte per la valorizzazione del patrimonio socio culturale della città di Tropea, il regolamento della Consulta delle associazioni , sulla partecipazione dei cittadini, e il disegno di legge sulla salvaguardia della rupe di Tropea. Attualmente è direttore responsabile di Informa.

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