Intervista a Michelangelo Gallipoli

Intervista a Michelangelo Gallipoli

Un artista tropeano intagliatore di legno

«Delusione perché la mia arte non è entrata nel circuito culturale»

 

di PASQUALE DE LUCA

In un giorno di primavera siamo andati sui passi della nostalgia e della memoria. Nostalgia e memoria che ci sono state offerte da Michelangelo Gallipoli, grande artista del legno, incisore, intagliatore.

Figlio di Domenico, capotreno delle FCL, e di donna Isabella Barnaba, è vissuto qualche tempo a Sinopoli, ma quasi sempre a Tropea che ama particolarmente e che tiene ferma nel suo cuore. L’abbiamo trovato immerso nel suo lavoro e nelle sue migliaia di opere, quasi un museo dell’intarsio e del traforo grande quanto una casa. Con una gran barba imbiancata dagli anni, fumava. Ci è sembrato di avere di fronte Poseidone con lo strumento, Vulcano nella sua fucina, o forse Geppetto che nella fiaba animava il legno. Perché è quello che fa  Michelangelo Gallipoli: dà forma e anima al legno, e crea con materia povera veri e  propri capolavori, opere d’arte da ammirare, da valorizzare.

A lui, in amichevole conversazione, abbiamo fatto delle domande.[the_ad id=”7569″]

Anche se i nostri rapporti di amicizia intercorrono da lunga data, mi permetta di chiamarla Maestro. Lei è sempre vissuto a Tropea, ora abita a Parghelia, ci dica: cosa la lega alla nostra città?

Alla nostra città mi lega un grande sentimento d’amore. Amore verso Tropea, la città dove sono nato il 1° gennaio 1939 (civilmente, fisicamente il 25 dicembre 1938 giorno di Natale) e dove sono vissuto per lungo tempo della mia vita. Da essa non mi sono mai staccato; ho amato Tropea e la amo con affetto di figlio, la considero una seconda mamma. Anche oggi, che vivo a Parghelia, il mio sguardo è rivolto a Tropea, il mio pensiero e il mio cuore. 

Ci vuole raccontare un po’ dei suoi anni giovanili? Qualche ricordo particolare?

La sincerità e la semplicità della vita di allora fatta di amicizia e di solidarietà; i giochi inventati da noi bambini (soprattutto le gare con i carrettini di legno sfreccianti sui cuscinetti a sfera ‘nt’a Calata ‘a Marina e le invitabili cadute), la grande quantità di asini chi ragghjavunu ‘nt’o Burgu d’i forgiari la domenica giorno del mercato, e il primo impianto idraulico da me fatto insieme a mastro Antonio Caracciolo detto ‘u Trainàru.[the_ad_placement id=”laterale-1″]

Soddisfazioni e delusioni della sua arte.

Soddisfazione nel vedere nascere l’opera che ho nella mia mente, apprezzamenti da chi riconosce nei miei lavori vera espressione artistica. Delusione perché questa arte non è entrata nel grande circuito culturale e non le viene dato il giusto valore.

Quando ha scoperto di avere dentro di sé l’istinto artistico e cosa lo ha spinto a tirarlo fuori per metterlo a disposizione di tutti?

Da piccolo ho sempre avuto una predisposizione per il disegno che poi ho sviluppato e perfezionato. Ho iniziato questo lavoro per passione e per passatempo a Paluzza (UD) durante il periodo militare, ero aggregato alla Divisione Alpini “Julia” Reparto Genio Trasmissioni.

Fatiche e gioie nel momento della realizzazione delle sue opere: cosa prova nel suo animo durante il suo lavoro? Esprima le sue emozioni.

Ansia, preoccupazione e gioia come un papà o una mamma che vede nascere il proprio figlio, vedere come dal nulla, dalla materia informe prende aspetto una figura umana, un animale o un paesaggio ambientale.

Ieri, oggi, domani: c’è un futuro per la sua arte?

No, non vedo un futuro per questa arte, che sicuramente tende a scomparire perché non ci sono giovani a continuarla.

Ci dica: le sue opere, frutto di elevata capacità artistica, sono state adeguatamente valorizzate per come effettivamente meritano?

Ho realizzato numerosissime opere in legno e in terracotta. In legno: animaletti marini, velieri greci, egizi e romani, presepi, gli stemmi di tutte le famiglie nobili tropeane estinte e presenti. In terracotta: tegole con figure umane e ambienti, maschere di divinità pagane e mitologiche.

Ho allestito alcune esposizione con notevole successo, però, non so perché questi lavori non hanno avuto i giusti riconoscimenti, forse perché ritenuti opere di artigianato, un’arte minore. 

Le sue impressioni conclusive.

La speranza che questa arte non scompaia, che ci sia qualcuno che la riprenda, che possa continuare nel futuro. Il desiderio che gli alunni delle scuole vengano a trovarmi nel mio laboratorio.

A conclusione della nostra visita, ne siamo usciti più arricchiti umanamente e culturalmente. Ammirati da quanta passione e dolcezza nella’arte del maestro Michelangelo Gallipoli, a cui facciamo gli auguri di lunga vita e che i suoi desideri si possano a breve realizzare.

Pasquale De Luca

Pasquale De Luca

Docente di materie letterarie in quiescenza, poeta e autore di opere letterarie, presiede l'associazione culturale Onde Mediterranee, organizzatrice dell'omonimo premio internazionale di poesia.

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