Intervista a Domenica Mamone

Intervista a Domenica Mamone

Una delle titolari del Tropis Hotel che elargisce una Borsa di studio a sei studenti dell’I.I.S dal 2018

Tropea – “Costruisco il mio futuro – in memoria di Antonio Mamone”.

Questo è il titolo della borsa di studio che la famiglia Mamone, titolare del Tropis Hotel, elargisce ogni anno a sei studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore della città, diretto da Nicolantonio Cutuli.

Dall’anno 2018, a sei meritevoli studenti, 15mila euro vergono ripartiti nel seguente modo: una borsa di studio di 1.500,00 euro per gli studenti del Liceo Classico; una borsa di studio di 1.500,00 euro per gli studenti del Liceo Scientifico; una borsa di studio pari a 3.000,00 (tremila/00 euro) per gli studenti del Professionale per i Servizi Commerciali – Ambito Turistico; tre borse di studio di 3.000,00 euro cadauna, per un totale pari a 9.000,00 euro per gli studenti del corso Professionale per i Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera.

In vista della quarta edizione di questo particolare momento, che avverrà il prossimo 25 luglio 2022, abbiamo intervistato Domenica Mamone.

Qual è il motore principale che vi spinge ad impegnare 15 mila euro l’anno per la Borsa di studio?

«L’iniziativa è partita con il grande amore e la grande voglia di ricordare Antonio e di combattere il dolore che ci aveva colpiti in maniera positiva.

O ci lasciavamo abbattere, o facevamo qualcosa che in passato avevano già condiviso con lui, quindi, abbiamo deciso di riprendere quel progetto perché era come continuare un qualcosa iniziata con Antonio.

All’epoca, infatti, questa borsa di studio doveva essere intitolata a mio papà, per cui, riprendendola, per noi è stato come riprendere quel desiderio e farlo vivere ancora.

Perché avete pensato di coinvolgere solo le scuole di Tropea?

«Inizialmente volevamo coinvolgere solo gli Istituti professionali poi abbiamo deciso di coinvolgere tutti gli indirizzi di studio dell’Istituto affinché passi ad ognuno di loro il nostro messaggio, ovvero che il futuro è nelle loro mani e che per coglierlo si devono impegnare, costruendolo con la formazione che qua, purtroppo, è scarsa.

Infatti, siamo partiti proprio da questo assunto, dalla mancanza di professionalità e dalla necessità di non cercare altrove quello che possiamo trovare qua.

E poi perché la città di Tropea ha una forte vocazione turistica ed essere professionali è molto importante».

Il premio è più consistente per i ragazzi del Professionale. Per quale motivo?

«Proprio perché nella città di Tropea è molto alta la vocazione turistica e quindi è rivolto maggiormente a loro per dare, a chi non ce l’ha, una spinta in più a puntare sulla formazione e specializzazione su ciò che vorranno fare.

Il premio maggiore, infatti è riservato all’Alberghiero e all’indirizzo Turistico».

Qual è il significato de “Il Dono”, ossia il nome che avete dato all’albero che caratterizza la manifestazione di ogni anno?

«Il Dono deriva sempre dal progetto stesso. Nel senso che la mancanza di mio fratello è stata una tragedia.

Ovviamente, però, se ci ha portate a fare questo, riteniamo sia un dono perché pensiamo che da quella che è stata per noi una tragedia, possano nascere cose positive e buone.

Ed è come se mio fratello continui a farsi dono per questi nostri giovani, come ha sempre fatto in passato mettendosi a disposizione delle scuole».

All’interno di questa manifestazione, dall’ultima edizione avete istituito anche il premio denominato Alberobosco. Qual è il senso di questo ulteriore riconoscimento e a chi è rivolto?

«Ogni anno sarà rivolto ad una persona che in qualche modo si distingue per l’impegno e le difficoltà maggiori che ha superato nella vita riuscendo a realizzare i suoi sogni.

Alberobosco, rappresenta un albero che non è altro che la trasposizione del Dono, che è poi Antonio, ai piedi di questo albero ci sono i giovani intenti in varie attività creando relazioni tra di loro e grazie a questo albero coltivano e portano avanti i loro sogni».

I vincitori delle edizioni passate hanno sfruttato la Borsa di studio? Con quali risultati?

«I ragazzi che hanno vinto il primo anno l’hanno sfruttata tutti, uno di loro, in particolare, sta lavorando come organizzatore di eventi.

Era il suo sogno e l’ha potuto realizzare grazie alla borsa di studio. Altri l’hanno usata per iscriversi al conservatorio o all’università.

Quasi tutti l’hanno sfruttata con successo, tranne due e approfitto per invitarli a non lasciar cadere nel vuoto questa grande opportunità che la vita offre loro.

Perché sarebbe un vero peccato lasciar svanire una possibile chiave utile per il loro futuro». Grazie e appuntamento al prossimo 25 luglio 2022.

Vittoria Saccà

Vittoria Saccà

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