Incontriamo il biologo Raffaele Greco, neo-presidente del Cogal Monte Poro

Incontriamo il biologo Raffaele Greco, neo-presidente del Cogal Monte Poro

Il Consorzio utilizza diversi fondi europei per lo sviluppo

A voler cercare bene, la nostra realtà è ricca di risorse e di spunti imprenditoriali ed economici che, se ben portati avanti, potrebbero avere una ricaduta di ampia portata ed innovativa per il territorio.

Certamente, uno degli attori di tale sviluppo nel nostro territorio è Raffaele Greco, biologo, già fondatore e presidente della Cooperativa Nautilus, nel 1985; attualmente, coordinatore di Coldiretti-Impresa pesca per la Calabria e presidente del Cogal Monte Poro – Serre Vibonesi.

A lui, dotato del consueto entusiasmo e della capacità di anticipare i tempi, come fece allora con la Cooperativa Nautilus, abbiamo chiesto quali sono le novità del comparto agroalimentare nel nostro comprensorio e su quali progetti sta lavorando il Cogal (Consorzio gruppi azioni locali) Monte Poro – Serre Vibonesi.

Utilizzando le risorse dell’Unione Europea, del Programma di sviluppo rurale (Psr), si stanno per concretizzare due progetti che daranno sicuramente nuova linfa economica e sociale al territorio rurale del vibonese: l’uno riguarda la promozione e lo sviluppo dell’offerta turistica del comparto rurale e si pone l’obiettivo di stimolare nuove forme di attività economiche e di servizi turistici, comunicando nello stesso tempo il valore del patrimonio naturale, ambientale, culturale, materiale e immateriale, a valenza rurale, presso le popolazioni locali per favorire una diffusa cultura dell’accoglienza; l’altro è quel mercato locale che si sta realizzando in una struttura, già visibile, lungo la strada provinciale che collega il centro abitato di Mesiano a Spilinga, Tropea-Capo Vaticano, dove i produttori (circa 30 aziende) potranno vendere direttamente i prodotti tipici appartenenti alla tradizione alimentare del territorio rurale vibonese, quelli che ogni giorno consumiamo sulle nostre tavole.

Anche questa volta il presidente Greco ha visto lungo e, soprattutto, sta riuscendo a concretizzare un progetto che consentirà anche di far conoscere i prodotti agroalimentari della nostra zona.

Congratulazioni al Cogal Monte Poro e ai partner per il loro fattivo impegno.

Lei che è stato un pioniere nella nostra zona nel settore della geofisica e della geologia marina, oggi è presidente del Cogal Monte Poro – Serre Vibonesi. Come si trova in queste nuove vesti? È stata dura superare la lunga ed intensa esperienza della Nautilus?

Innanzitutto, voglio ancora una volta sottolineare che la Nautilus, che ha operato per circa 30 anni, è stata una delle esperienze più significative ed innovative del panorama nazionale ed internazionale imprenditoriale, nell’ambito dei servizi per l’oceanografia e la gestione delle risorse ambientali.

Ed è stato un vero peccato (per le tante persone che ci lavoravano e per tutto il territorio) che, nonostante, al momento della liquidazione, l’azienda vantasse oltre 6 milioni di euro di crediti, soprattutto nei confronti di enti pubblici, non si sia potuta salvare e sia, di fatto, “saltata”, paradossalmente, per una crisi di liquidità finanziaria.

Per quanto mi riguarda, la messa in liquidazione della Cooperativa è stata una vicenda molto dolorosa e problematica ma, per fortuna, ho trovato nuovi e importanti stimoli, nelle attività che sto attualmente portando avanti.

A tal proposito, desidero ancora ringraziare il responsabile nazionale di Coldiretti, Tonino Giardini e l’ex presidente del Cogal, Paolo Pileggi, per la fiducia che hanno avuto in me, proponendomi, rispettivamente, come responsabile regionale di Coldiretti-Impresa Pesca e come presidente del Cogal Monte Poro-Serre Vibonesi.

Relativamente al Cogal Monte Poro – Serre Vibonesi, che interessa più da vicino il nostro territorio, quali sono i più importanti progetti che state portando avanti?

Il Cogal, ormai da diversi mesi, assieme a rappresentativi partenariati, ha in corso di realizzazione due importanti progetti di cooperazione territoriale, nell’ambito delle Misure 16.3 e 16.4 del PSR CALABRIA 2014-2020. Inoltre, come ormai noto, il Cogal, in qualità di soggetto proponente, a capo di un vasto e particolarmente qualificato partenariato, ha presentato alla Regione Calabria la candidatura per il riconoscimento del Distretto del cibo del territorio rurale vibonese.

Rimanendo, per ora, ai due progetti di cooperazione territoriale, ci può sinteticamente spiegare di che cosa si tratta?

Il primo, quello a valere sulla Misura 16.3 del PSR Calabria 14/20, riguarda la promozione e lo sviluppo dell’offerta turistica del comparto rurale vibonese ed ha come obiettivo generale quello di stimolare nuove forme di attività economiche e di servizi turistici a carattere creativo e innovativo, realizzando nel contempo una comunicazione integrata del valore del patrimonio naturale, ambientale, culturale, materiale e immateriale, a valenza rurale, presso le popolazioni locali, in grado di favorire una diffusa cultura dell’accoglienza.

Si intende promuovere il concetto di ruralità quale traino dello sviluppo sostenibile del territorio, per riorganizzare le identità locali e favorire la messa in rete delle eccellenze e delle tipicità.

L’obiettivo strategico del progetto è Il rafforzamento della competitività del territorio rurale vibonese come destinazione turistica, in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale.

Il progetto intende perseguire tale obiettivo, innanzitutto, attraverso la creazione di una rete, stabile e funzionale, tra i vari operatori e, successivamente, attraverso lo svolgimento di una serie di azioni che vanno dalla promozione dell’offerta turistica rurale e lo sviluppo della qualità dei servizi, a momenti di incontro tra la domanda e l’offerta.

Cosa prevede, in particolare, questo progetto e quali sono le principali attività in corso di svolgimento?

Uno dei punti centrali del progetto riguarda la definizione di un piano di promozione e comunicazione dell’offerta turistica rurale del territorio vibonese, che sarà in sintonia con la comunicazione strategica turistica della Regione Calabria.

Le varie anime del territorio saranno sintetizzate in un brand, appositamente creato, da utilizzare in ogni canale, tradizionale e/o web, e spendibile in tutti gli eventi promozionali.

Il Piano avrà una particolare attenzione ai nuovi canali offerti dal web e al sistema digitale regionale, nella comunicazione del progetto: l’obiettivo sarà quello di arrivare a un target più ampio possibile, comprensivo di tutte le fasce di età e condizione sociale, con un’ attenzione maggiormente sviluppata per i giovani e le famiglie.

Un’altra importante azione progettuale è relativa alla valorizzazione degli itinerari enogastronomici e alla definizione di nuovi “pacchetti turistici”.

In particolare, a partire dagli importanti risultati esitati dal Progetto transnazionale “Medeat”, sulla caratterizzazione dell’offerta locale, con la definizione anche di alcuni itinerari eno-gastronomici, ambientali e culturali, si sta lavorando per fare in modo che tali itinerari costituiscano i veri prodotti turistici del territorio.

Completano il progetto altre attività, mirate allo “Sviluppo e monitoraggio degli standard di qualità dei servizi”, favorendo l’adeguamento e la certificazione degli standard di qualità delle strutture ricettive locali e alla “Promozione delle tipicità”.

Ciò, attraverso la creazione di “una catena di commercializzazione breve”, in cui gli operatori dell’accoglienza e della ristorazione acquistano e favoriscono la vendita dei prodotti dei piccoli produttori locali e la definizione di una serie di menù, costituiti da piatti della tradizione e altre pietanze interamente cucinate con prodotti locali, che dovranno essere disponibili in tutti i ristoranti che aderiranno all’iniziativa.

E il secondo progetto, quello in corso di realizzazione, di cosa si occupa?

Questo progetto di cooperazione, a valere sulla Mis. 16.4, ha come obiettivo principale quello di realizzare un mercato locale, per accorciare la filiera per tutti i prodotti tipici del territorio rurale vibonese, con particolare riferimento alle eccellenze, sviluppando al contempo ulteriori adeguate azioni di promozione e valorizzazione commerciale degli stessi prodotti tipici rurali.

In pratica, in un’idonea struttura, individuata a Mesiano (VV), nel cuore dell’area rurale del Poro, lungo la strada provinciale che collega il centro abitato di Mesiano a Spilinga, Tropea-Capo Vaticano, si sta realizzando un mercato locale, dove i produttori (circa 30 aziende) potranno esporre e vendere direttamente i prodotti tipici appartenenti alla tradizione alimentare del territorio rurale vibonese (la ‘nduja di Spilinga, il pecorino del Poro, i funghi delle Serre, la cipolla rossa di Tropea, l’olio EVO, i dolci, il gelato di Pizzo, il peperoncino, il miele, le fileja, il fagiolo di Caria e S. Nicola da Crissa,..).

Inoltre, all’interno del mercato, è prevista la realizzazione di un laboratorio eno-gastronomico, dove poter svolgere attività di degustazione di cibi e vini, con la creazione di piatti realizzati esclusivamente con i prodotti tipici del territorio, di uno spazio attrezzato, per l’organizzazione di eventi e di percorsi didattici, ma anche un luogo dove possano essere proiettate su video le storie delle singole aziende produttrici, l’esperienza lavorativa di chi fa il miele o la ‘Nduja, i salumi tipici o il formaggio pecorino, etc..

Il progetto, infine, prevede alcune azioni di animazione e promozione a raggio locale dei prodotti e del mercato, sia attraverso i canali web che attraverso la produzione di materiali pubblicitari (depliants, cartelloni, gadget, etc.).

Si tratta di progetti veramente importanti per lo sviluppo del territorio rurale vibonese. Ma, a proposito dello sviluppo territoriale, qual è la sua visione sui Distretti del Cibo?

Come è noto, i Distretti del Cibo nascono come strumento di politica economica, finalizzato ad organizzare e sostenere i sistemi produttivi agricoli e agroalimentari locali, con l’obiettivo di favorire l’integrazione di molteplici attività (agricole, agroalimentari, eno-gastronomiche, turistiche e di promozione e salvaguardia complessiva del territorio), rafforzare la coesione e l’inclusione sociale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale.

Con ciò, contribuendo a realizzare gli Obiettivi “dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” delle Nazioni Unite.

La proposta del Cogal, avanzata al Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, in cosa consiste?

Innanzitutto, vorrei sottolineare che il Cogal Monte Poro-Serre Vibonesi, guida un vasto e qualificatissimo partenariato pubblico-privato, formato da 139 componenti, tra i quali, l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, la maggior parte dei Comuni vibonesi classificati dal PSR come rurali e numerose e importanti Associazioni di produttori e cittadini come la CIA, la Coldiretti, l’ANPA, l’ALPAA, la Confcooperative, la Legacoop, la Federconsumatori,  la CNA, lo Slow Food, il WWF, il Consorzio ‘Nduja di Spilinga,  il Consorzio Piante Officinali, l’UNLA, la Cooperativa Promidea, la Scuola di Cucina “Uno Chef per Elena e Pietro”, l’Università di scienze Enogastronomiche di Pollenzo (Bra), l’Università di Parma, l’Università della Calabria, l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, l’Impresa Giacinto Callipo, unitamente a tantissime altre aziende, rappresentative dell’enogastronomia, delle filiere rurali, dell’artigianato e dei servizi.

La strategia generale del progetto, elaborata dal partenariato, non è finalizzata alla mera compensazione dei punti di debolezza e delle criticità, che emergono dall’analisi del contesto del territorio rurale vibonese.

Viceversa, si intendono affrontare e soddisfare molti dei fabbisogni individuati, facendo leva sui numerosi punti di forza del territorio, ovvero integrando e “mettendo a sistema” la straordinaria dotazione di beni ambientali, naturali, culturali, prodotti tipici ed eno-gastronomici, che caratterizzano il territorio rurale vibonese.

La filiera eno-gastronomica costituirà il perno centrale di questa strategia e ciò, perché l’enogastronomia è storia, cultura, tradizione, territorio oltre ad essere cucina, sapori e sensazioni.

Ecco perché il comparto enogastronomico potrà essere un volano per tutta la filiera della ristorazione e della ospitalità e, se correttamente utilizzato, potrà dare un contributo rilevante alla ripartenza post Covid-19 e allo sviluppo del nostro territorio.

Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli, nato a Tropea nel 1962, di professione avvocato dal 1992,pretore onorario, giornalista pubblicista dal 1989. Difensore di fiducia di diversi enti pubblici. Fondatore e direttore dal 1994, del mensile La piazza di Tropea,corrispondente di Oggisud, de La Gazzetta del sud, ha scritto per Il quotidiano della Calabria e altre testate giornalistiche cartacee , direttore di testate radiofoniche locali. Autore e curatore di libri su Tropea e del saggio “Calabria positiva” . Fondatore del Premio di poesia “Tropea onde mediterranee”, cofondatore dell’Ascot , dell’Asalt, del GFT di Tropea, del Premio letterario Città di Tropea, collaboratore del Tropea film festiva nel ruolo di giurato. Ha operato nel settore del turismo per oltre trenta anni. Docente di un Corso sui beni culturali presso il Liceo classico di Tropea e di Diritto sanitario in un corso di OSS. Promotore e relatore di incontri sul turismo, sulla sanità,sull’unione dei comuni, sulla depurazione, sulle funzioni delle Pro loco, sui pericoli derivanti dalla rete , sul ruolo del giornalista, sulle cause di inquinamento , sulla raccolta differenziata, sui piani di rientro. Ha redatto proposte per la valorizzazione del patrimonio socio culturale della città di Tropea, il regolamento della Consulta delle associazioni , sulla partecipazione dei cittadini, e il disegno di legge sulla salvaguardia della rupe di Tropea. Attualmente è direttore responsabile di Informa.

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