Il TAR ha accolto la richiesta di sospensiva formulata da Pino Giuliano per la vicenda del Villaggio turistico di sua proprietà

downloadI giudici della seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria hanno accolto la richiesta di sospensiva formulata da Pino Giuliano, già sindaco di Ricadi,  in merito al contenzioso intrapreso con Il Comune di Ricadi  in seguito alla pubblicazione della determina n.3 del 6 febbraio 2015 con la quale venivano revocati il  Titolo Abilitativo in Sanatoria n.07 del 06/1 2013 e il Permesso di Costruire n. 105 del 11/12/2013, precedentemente rilasciati, sulla base di presunte irregolarità quali la costruzione di alcuni manufatti su suolo demaniale. (http://www.ricadinforma.it/wp/costruzioni-sul-territorio-demaniale-una-parte-del-villaggio-turistico-rischio-demolizione/) (I suddetti edifici fanno parte del Villaggio turistico,  di proprietà  del già sindaco, sito in località “Torre Ruffa”. La vicenda ha suscitato parecchio scalpore, soprattutto per il ruolo pubblico precedentemente ricoperto dallo stesso Giuliano, ma in quel momento il già primo cittadino, imprenditore turistico, ha preferito non commentare, attendendo il primo pronunciamento da parte dell’organo di giustizia amministrativa a cui ha esposto le sue ragioni con il patrocinio legale degli avvocati Alfredo Gualtieri, Demetrio Verbaro e Rosa Maria Laria. Nel frattempo, il Comune di Ricadi, con la determina n.32 del 1 Aprile 2015 ha integrato le motivazioni della precedente determina con altre deduzioni, rilevando, tra le altre cose, che «in conclusione l’atto di autotutela adottato con la determinazione n. 3/2015, oltre che doveroso, si è configurato alla stregua di un provvedimento con cui sono stati perseguiti gli interessi pubblici non obliterabili». Ciònonostante, il TAR Calabria ha deciso di sospendere l’efficacia della determina dirigenziale n.3 del 6 febbraio 2015 ed ha fissato, per la trattazione di merito del ricorso, la prima udienza pubblica utile della seconda sezione nel mese di Marzo 2016. I giudici amministrativi, hanno rilevato che «le opere in parola risalgono a molti anni addietro e non risulta in atti alcun atto di rivendicazione da parte del demanio statale»; «quanto all’induzione in errore da parte della Sopraintendenza per i beni paesaggistici e della Provincia di Vibo Valentia, è evidente come l’atto di autotutela emanato dal comune avrebbe dovuto transitare attraverso l’annullamento degli atti da parte della predette autorità, il che non risulta avvenuto»; «quanto all’insistenza di manufatti a distanza inferiore a m.30 dalla linea di battigia, va detto che in data 29.8.2014, i ricorrenti, su richiesta del comune, hanno prodotto una planimetria estratta dal SID (sistema informativo demaniale marittimo), delle cui risultanze, tuttavia, lo stesso comune non ha dato conto nel provvedimento impugnato»; quanto, infine all’esistenza di opere abusive non sanate, trattasi di affermazione generica, perché priva dell’indicazione di quali effettivamente siano tali immobili, né sono state allegate ordinanze di demolizione». I giudici del Tar hanno infine preso atto che «giusta dichiarazione a verbale, per i fatti di cui è causa è in corso un accertamento tecnico preventivo presso il Tribunale di Vibo Valentia, con udienza per affidamento dell’incarico fissata per il 12 maggio 2015, sicché è opportuno procedere alla fissazione del merito per una data per cui appare presumibile che il predetto mezzo istruttorio sia già stato espletato»

Alleghiamo il PDF dell’ordinanza: Ordinanza TAR Calabria

Redazione

Redazione

www.periodicoinforma.it - supplemento online al periodico bimestrale Informa (Autorizzazione del Tribunale di Vibo Valentia n. 1/18 del 20/02/2018 e ISSN 2420-8280). Contattaci scrivendo a redazione@periodicoinforma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.