I problemi ambientali li conosciamo, le soluzioni no, ma vanno trovate lo stesso

I problemi ambientali li conosciamo, le soluzioni no, ma vanno trovate lo stesso

A Parghelia si terrà a luglio un importante evento ecologista

Una manifestazione fortemente ecologista dal titolo “Riambientiamoci” si svolgerà nel Comune di Parghelia (VV) dal 7 al 10 luglio 2022.

Il progetto prevede una serie di eventi per evidenziare le principali cause che creano scompensi al nostro patrimonio naturale e cercare di suggerire indicazioni risolutive.

Per entrare in merito ad ogni singola valutazione e relativa strategia gestionale sulle cure che il nostro patrimonio naturale necessita un semplice articolo sarebbe riduttivo e, alla fine, concluderemmo nel dire che: “I problemi li conosciamo, le soluzioni no”.

In alcuni siti internet ci sono diversi rapporti ambientali, redatti negli ultimi anni dalla Regione Calabria, che sono senz’altro utili per riflettere e farsi un’idea sulla situazione locale (energia, suolo, biodiversità, mare, laghi, fiumi, ivi comprese la fauna e la flora regionale).

In particolare quello del 2014, che consta di quasi 500 pagine, è encomiabile per l’impegno profuso nella disamina e per le nobili intenzioni riportate.

Purtroppo poco o niente di quello che si legge trova concreto riscontro (attuativo) nella realtà in cui viviamo.

Certo, non è facile controllare le erosioni costiere di un litorale che corre per circa 800 chilometri, rilevare le criticità sullo smaltimento dei rifiuti, sul trattamento delle acque reflue o come migliorare gli arredi boschivi e urbani, intervenire per garantire la salubrità dell’aria e così via.

Sappiamo che le caratteristiche morfologiche e orografiche della Calabria non consentono una forte tenuta agli “scompensi” naturali di vario genere, vedi alluvioni, siccità, terremoti, collassi collinari, incendi deliberatamente dolosi e involontari.

Se si vogliono veicolare dichiarazioni che le soluzioni ai problemi ambientali ci sono, allora sarebbe auspicabile e opportuna una incessante azione di informazione che coinvolga uno per uno i cittadini, utilizzando tutti gli strumenti disponibili.

E questo rientrerebbe in un piano di “presa coscienza” per rigenerare l’intera flora e fauna di ogni sito e località, nonostante le diversità geografiche della regione, oseremmo dire “una sorta di start up” assolutamente indispensabile per non continuare più a parlare dei soliti problemi, ma per dire che si stanno gestendo le situazioni adottando le migliori soluzioni possibili e non ascoltare più la solita frase: “Facciamo quello che possiamo fare”.

Il traguardo auspicabile bonificherebbe e rivalorizzerebbe tutto il patrimonio regionale che sappiamo avere immense potenzialità: dai siti archeologici alle meraviglie naturali delle Serre, dell’Aspromonte, alle località balneari a quelle montane, dalle produzioni agricole a quelle della pesca controllata.

In particolare sul Mar di Calabria, sebbene il Ministero della Salute avesse espresso anni fa giudizi eccellenti, collocando la regione tra quelle con acque balneabili all’ 88,79%, nella relazione di Legambiente “Rapporto Mare Monstrum 2013” venne riportato che: “La Calabria è la penultima regione italiana con appena il 49,9% di popolazione servita da un servizio di depurazione efficiente (ovvero con trattamento almeno secondario), inferiore alla già modesta media nazionale del 76% e sotto la media delle regioni del mezzogiorno, che si attesta intorno al 66%.

La provincia che ha la copertura peggiore del servizio di depurazione è quella di Vibo Valentia con solo il 40,9% di abitanti equivalenti serviti da un sistema di depurazione di tipo secondario o terziario, segue Cosenza con il 44,3% e Reggio Calabria con il 48,2%”.

Cosa è cambiato dopo nove anni non lo dobbiamo leggere, sarebbe come chiedere all’oste com’è il vino.

Ebbene, in quest’ottica si muove una interessante manifestazione che si svolgerà nel comune di Parghelia dal 7 al 10 luglio prossimi, fortemente voluta dal sindaco Antonio Landro, dall’assessore Tommaso Belvedere e da tutta l’Amministrazione.

«È nell’interesse di tutti i Comuni della costa vibonese – ha dichiarato Landro – salvaguardare il patrimonio naturale e affermarsi definitivamente nell’ambito di una industria turistica internazionale che non teme concorrenze di alcun genere.

E questo passa attraverso un consolidamento della flora e della fauna locale e dell’entroterra, allontanando qualsiasi aggressione inquinante che minerebbe le nostre legittime ambizioni».

Ci sono certamente le condizioni per un definitivo decollo dell’industria più redditizia, garantite anche dagli ultimi nobili interventi legislativi sulla Costituzione, che però rischiano di essere considerati come assunti ideologici se non si interviene sui doveri dei singoli cittadini e delle aziende private che, per vari motivi, producono inquinamento.

Passi in avanti (anche se da tartaruga), dunque, se ne sono fatti.

Dal 1948, con la generica costituzionale “tutela del paesaggio” si è dato seguito alla “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali” (tra le competenze legislative esclusive dello Stato) e alla “valorizzazione dei beni culturali e ambientali” (tra le competenze concorrenti delle Regioni).

Lodevole intervento legislativo è stato quello sull’art. 9 della Costituzione, secondo cui ora lo Stato “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e nel successivo III comma che disciplina “i modi e le forme di tutela degli animali”.

Dunque, l’introduzione di concetti quali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, nonché la tutela degli animali, accanto alla già presente tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale della Nazione, dobbiamo valutarli come interessanti passi in avanti.

La manifestazione di Parghelia ha come titolo “Riambientiamoci”, contiene nel programma eventi utili e necessari per riflettere a far discutere cittadini e autorità politiche, docenti universitari e associazioni ambientaliste.

I temi sono quelli che conosciamo un po’ tutti e che riguardano il mondo intero.

Nei quattro giorni assisteremo, pertanto, ad un dibattito tra diverse eccellenze impegnate quotidianamente a monitorare i problemi ecologici, ad una mostra internazionale di pittori, ad una esposizione di immagini ispirate dalla realtà del nostro pianeta, alla partecipazione di personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, alla proiezione di documentari e di qualche film.

Bruno Cimino

Bruno Cimino

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