Gli Avvistamenti teatrali del 2019

Gli Avvistamenti teatrali del 2019

Dal 9 al 30 agosto 8 appuntamenti sorprendenti

L’evento culturale ricadese giunge alla sua 4a edizione

Prendete un luogo magico tra bellezza e storia, 1700 presenze registrate nel 2018 e 8 appuntamenti imperdibili tra spettacoli e iniziative extra, mescolate tutto e otterrete un mix esplosivo: Avvistamenti Teatrali. Per saperne di più sull’edizione 2019, abbiamo incontrato il direttore artistico Andrea Paolo Massara.

Avvistamenti teatrali, puoi dirci brevemente come e quando nasce questo progetto?

Oggi per tutti Torre Marrana è sinonimo di bellezza del territorio e cultura teatrale. In passato però c’è stato un lungo periodo in cui il teatro di Torre Marrana versava in uno stato di totale abbandono. Nel 2015 un gruppo di ragazzi giovanissimi e coraggiosi decise di rimboccarsi le maniche: pulirono il teatro e organizzarono una rassegna di spettacoli totalmente autogestita. Fu un evento speciale, che ebbe un grande impatto sulla comunità: era la migliore gioventù del luogo che prendeva in mano il proprio territorio, con l’idea di creare un’occasione importante di socialità e cultura, con l’intento di ricostruire ciò che era andato perduto.

L’anno dopo quello stesso gruppo di persone speciali decise di chiamarmi ad affrontare la sfida della direzione artistica e da lì nacque il progetto di Avvistamenti Teatrali, ormai alla sua quarta edizione con questo nome. Oggi la spontaneità di quell’edizione zero si è trasformata nella professionalità di un gruppo di lavoro, con una struttura organizzativa e giuridica solida, composta da quattro persone: Maria Irene Fulco, Daniele Russo, Michele Paluci e il sottoscritto. Quello che non è mai cambiato è il rapporto speciale creato fin dall’origine con il pubblico e la comunità: questa rassegna di teatro coltiva con i propri spettatori una relazione di affetto, di fiducia, di vicinanza, tutte caratteristiche che da tempo non fanno parte dell’orizzonte del teatro contemporaneo. A Torre Marrana le persone si sentono a casa di amici e le storie proposte sono scelte proprio pensando al pubblico, cercando di proporre un teatro di valore artistico, ma anche profondamente in grado di comunicare con tutti.

C’è un filo conduttore che unisce i 4 spettacoli in programma?

Tema di questa edizione 2019 è la Vita, nella sua essenza, nella sua accezione più totale: dalla gioia alle apprensioni nel momento in cui si diventa genitori fino al momento delicato in cui un bimbo dovrà salutare il nonno per sempre. Andranno in scena cinque storie che raccontano il ciclo dell’esistenza, alternando tutti i colori del teatro: dalla commedia al dramma, passando per il tono dell’assurdo e concludendo con uno spettacolo scanzonato con invenzioni da nouveau cirque.

La quarta edizione della rassegna teatrale prevede anche due domeniche sorprendenti, ci puoi spiegare di cosa si tratta?

Quest’anno Avvistamenti Teatrali amplia la sua offerta con degli eventi extra a ingresso libero: arrivano “le domeniche sorprendenti”, occasioni per vivere lo spazio del Parco di Torre Marrana in modo del tutto nuovo e inaspettato. Novità assoluta dell’edizione 2019 è infatti l’evento “STELLARIUM – Esprimi un desiderio” l’11 agosto a ingresso gratuito: gli astri e i pianeti raccontati dal mito e osservati col telescopio, con gli esperti del Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria. Scienza e arte si uniscono per narrare il cielo nello scenario magico del parco di Torre Marrana. Le domeniche 4 e 18 agosto nello spazio del teatro andranno in scena – a sorpresa – delle vere e proprie lezioni di Yoga, aperte a tutti, a cura di Marilisa Taccone, all’ora del tramonto.

Una stravagante sirena con un cannocchiale e Torre Marrana, come mai questi due simboli a rappresentare la rassegna?

Il nome della rassegna nasce proprio dagli avvistamenti di velieri e saraceni, dalle attività che anticamente venivano praticate proprio da Torre Marrana, per la salvaguardia del territorio dagli attacchi stranieri. Gli uomini che passavano notte e giorno su quella torre non facevano altro che guardare verso il mare, proprio come oggi noi ci sediamo a teatro per osservare la scena, dove si svolgono le storie degli spettacoli, sempre in direzione dell’orizzonte. La sirena con il cannocchiale ci è sembrato un modo simpatico e fresco per raccontare la memoria del luogo di Torre Marrana: il legame tra il mare e la fantasia del mondo dello spettacolo racchiuso in un unico simbolo, una mitologica creatura marina.  

È difficile realizzare iniziative di questa portata a Sud?

Convincere le compagnie a venire per una data unica in un luogo lontano da tutto, lottare con la burocrazia, fare teatro dove non c’è una rete che ti sostiene: abbiamo spesso sbattuto la testa di fronte alle difficoltà, ma lo stordimento dura un attimo, poi siamo di nuovo a lavoro. Si dice che il tratto distintivo dei calabresi sia proprio la testardaggine. In questo senso, noi di Avvistamenti possiamo dire di essere molto calabresi.

Negli anni comunque abbiamo costruito ottimi rapporti con il nostro sponsor, che ci sostiene con affetto fin dalla prima edizione. Inoltre l’Amministrazione Comunale ha sposato il progetto con un finanziamento crescente e ci ha spronato ad ampliare la programmazione. Anziché abbatterci di fronte alle difficoltà, abbiamo cercato di mantenere il sorriso e il buon umore. E questo forse credo abbia generato entusiasmo.

Qual è stata la risposta del pubblico negli anni?

Oltre ogni aspettativa. Ormai la rassegna viaggia sulle circa 1700 presenze su soltanto quattro date. Nel panorama teatrale delle rassegne estive di nuova drammaturgia è un caso più unico che raro. Abituati ai piccoli teatri off, a volte gli artisti che arrivano a Torre Marrana si meravigliano ed entusiasmano di fronte ad un teatro che può raggiungere le cinquecento presenze in una sera. Il pubblico si è dimostrato curioso, ricettivo, entusiasta.

Tre motivi validi per non perdere l’appuntamento con Avvistamenti teatrali.

– La forza e la bellezza degli spettacoli, con storie forti e appassionanti, che dibattono su temi di attualità e toccano direttamente gli aspetti più intimi delle nostre vite;

– Il luogo stesso è un’esperienza di bellezza, in un parco naturale con le rovine di una torre antica: un luogo fuori dal tempo, dall’atmosfera unica;

– L’ultima ragione è perché amiamo il pubblico e cerchiamo in ogni modo di coccolarlo con affetto. Ce la mettiamo tutta per cercare di far sentire le persone come a casa, in un luogo di energia positiva e buon umore.

Carmelina Pontoriero

Carmelina Pontoriero

Collaboratrice per il bimestrale "Informa". Laureata in Scienze dell'Educazione. Molto attiva nel campo dell'associazionismo. Fa parte dei Volontari della Croce Rossa, del gruppo "Pedagogia della R-Esistenza" attivo presso l'UniCal e degli Amici di Pino Masciari

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