Fusione dei comuni: per “Confartigianato imprese turismo” un obbligo non una scelta

Fusione dei comuni: per “Confartigianato imprese turismo” un  obbligo  non una scelta

La notizia apparsa ormai qualche mese addietro sugli organi di stampa circa la volontà di tre comuni dell’entroterra vibonese, Gerocarne, Soriano e Sorianello, di voler intraprendere un processo di fusione è certamente un’ottima notizia che si spera venga presto imitata da vari altri piccoli comuni di cui è piena la nostra provincia e la Calabria.

Al giorno d’oggi, le scarse risorse economiche a disposizione dei comuni e la loro spesso carente struttura amministrativa, sia in termini quantitativi che, ahimè qualitativa, lascia questi piccoli ma fondamentali enti locali, la prima presenza amministrativa alla quale si rivolge il cittadino, spesso senza le necessarie risorse per far fronte ai bisogni quotidiani delle comunità e ne impedisce quasi totalmente l’opera di programmazione e sviluppo di lungo periodo.

Non è più sostenibile da un punto di vista economico, ne ottimo da un punto di vista del servizio, che ogni singolo comune abbia il proprio dirigente dell’ufficio tecnico, dell’ufficio tributi ed il proprio segretario comunale. Queste tre cariche, che devono essere di assoluto valore e grande capacità organizzativa, e che oggi purtroppo non sempre rispecchiano questi requisiti, non hanno motivo di esistere in ogni piccolo centro; molto meglio sarebbe, invece, pensare ad una sorta di “management centralizzato” che possa garantire una gestione dell’ente di grande qualità.

Il principio è molto semplice, applicato quotidianamente nel settore aziendale privato ed oramai anche pubblico, ovvero quello dell’ottimizzazione delle risorse e della loro corretta allocazione in maniera tale da produrre il massimo risultato, nel caso dei comuni: il miglior servizio al cittadino ed alle imprese che operano sul territorio.

Questo principio è ovviamente applicabile ad ogni settore dell’amministrazione dell’ente e non solo ai vertici dirigenziali.

Altro aspetto, infatti, che spesso si riscontra nei comuni è la scarsa presenza di polizia municipale, dettata da vincoli numerici e parametri dettati dalla legge che potrebbero invece essere superati tramite i processi di fusione.

Altri punti a supporto di questo processo di vitale importanza per l’efficientemento dei nostri comuni sono: maggiore coordinamento tra territori complementari tra di loro, e maggiore rilevanza politica in ambito regionale.

Utilizzando come parametro di analisi quello dello sviluppo del prodotto turistico, il nostro settore, notiamo che spesso territori tra loro complementari che dovrebbero essere gestiti in maniera unitaria per permetterne uno sviluppo, considerando le alte potenzialità che hanno, non possono invece esprimere il proprio potenziale perché appunto ricadenti sotto gestioni amministrative diverse in quanto facenti parte di comuni diversi.

Questa è una doppia beffa perché non solo l’avere più comuni non porta alcun miglior servizio ai cittadini ed alle imprese di un determinato territorio ma, in più, ne limita anche lo sviluppo per i problemi legati alla pubblica amministrazione che abbiamo sottolineato prima, per il mancato coordinamento con altri territori limitrofi, e per le ristrettezze economiche sempre più forti nei comuni.

Infine, se andiamo ad analizzare l’aspetto più prettamente politico, è indubbio che un territorio, sotto un’unica amministrazione, che presenta un maggiore numero di residenti, esprime un potenziale politico maggiore di uno con un numero più piccolo di residenti e quindi votanti.

Questo secondo aspetto non è da considerare di minor valore; anzi, bisogna esserne ben consapevoli ed utilizzarlo a fin di bene e per lo sviluppo sano e sostenibile del territorio.

Speriamo che presto si possa aprire un vero dibattito pubblico sul tema che porti l’inizio di un virtuoso processo di fusioni sia nella nostra provincia che nelle altre della Calabria.

Come Confartigianato Turismo saremo certamente parte attiva del processo.

Redazione Informa

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