Edifici “green” contro la crisi energetica e ambientale

Edifici “green” contro la crisi energetica e ambientale

I nuovi obblighi sui consumi da energia rinnovabile

La crisi del governo nazionale rischia di fermare il – già di per sé faticoso – cammino verso l’approvazione della legge di riforma delle concessioni demaniali marittime, di cui abbiamo parlato su queste pagine negli scorsi mesi.

Come scritto nel nostro ultimo articolo, infatti, il disegno di legge “concorrenza”, che contiene la riforma, è attualmente in corso di esame da parte della Camera, la quale potrebbe approvare il testo in via definitiva o modificarlo e rinviarlo perciò al Senato.

Bisognerà dunque vedere se il Parlamento avrà la capacità e la forza politica necessaria per approvare la legge di riforma prima delle nuove elezioni (questo articolo è stato infatti chiuso il 21 luglio 2022, nelle ore immediatamente successive alle dimissioni del Primo Ministro Draghi e quindi prima della definizione del calendario dei lavori parlamentari successivi a tale evento).

Ci dedichiamo quindi oggi al tema delle energie rinnovabili, molto attuale alla luce della crisi energetica in corso – legata al conflitto ucraino – e della urgenza sempre più evidente con cui occorre affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici, ormai drammaticamente percepibile negli eventi che stanno caratterizzando questa estate.

In questo contesto, una novità importante riguarda gli obblighi di consumo di energia da fonti rinnovabili negli edifici.

Dal mese scorso, infatti, per la costruzione di nuovi edifici o la ristrutturazione rilevante di edifici esistenti sarà necessario considerare nuovi parametri minimi.

I nuovi obblighi di utilizzo di energia rinnovabile per gli edifici vengono definiti dal d.lgs. n. 199/2021 e devono essere considerati nelle richieste di titolo edilizio presentate dal 13 giugno 2022, anche se non recepiti nella normativa nazionale o locale di riferimento.

Per gli edifici privati in sintesi, i nuovi obblighi consistono nella copertura tramite fonti rinnovabili del 60% dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria e del 60% della somma dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria, la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva.

In caso di edifici pubblici, la percentuale di riferimento sale al 65%.

In precedenza, le soglie obbligatorie erano del 50% per gli edifici privati e del 55% per i pubblici.

Le Regioni e le Province autonome possono prevedere nei loro territori valori di riferimento ancora più stringenti e imporre prescrizioni sulle fonti rinnovabili da considerare, escludendo in particolare la combustione da biomasse, ai fini del miglioramento della qualità dell’aria.

Come accennato, oltre che agli edifici nuovi gli obblighi si applicano alle “ristrutturazioni rilevanti”: per capire cosa si intende con questa definizione occorre fare riferimento a quanto previsto d.lgs. n. 28/2011.

Ai sensi di tale decreto legislativo, la ristrutturazione rilevante comprende la sostituzione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro di un edificio con più di 1.000 metri quadrati di superficie utile, oppure la demolizione e ricostruzione di un edificio esistente, anche se qualificata come manutenzione straordinaria.

Gli obblighi non si applicano, però, a particolari tipologie di immobili: edifici “temporanei” (da rimuovere entro ventiquattro mesi dalla fine lavori), edifici allacciati a una rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento efficiente ai sensi del d.lgs. n. 102/2014, purché tali tecnologie ricoprano integralmente il corrispondente fabbisogno energetico.

L’obbligo non si applica inoltre se risulta incompatibile con i vincoli culturali e paesaggistici che interessano l’edificio, nonché con le caratteristiche e la destinazione di edifici pubblici nella disponibilità di corpi armati.

Da ultimo, l’esclusione del rispetto degli obblighi – in tutto o in parte – è ammessa in caso di impossibilità tecnica.

L’impossibilità deve essere evidenziata dal progettista e comporta il rispetto di uno specifico coefficiente di consumo di energia primaria non rinnovabile da parte dell’edificio.

di Michele Rizzo (avvocato – milano@michelerizzolaw.com)

Michele Rizzo

Michele Rizzo

L’Avv. Michele Rizzo, fondatore dell’omonimo studio legale con sede a Milano ed Atene, è coordinatore didattico-scientifico del Master in Appalti e Contratti Pubblici del Politecnico di Milano nonché dottorando di diritto pubblico presso l’European Law And Governance School di Atene. Esperto di amministrativo, collabora con Informa dal 2020 occupandosi della rubrica “Diritto ed affari”, dove commenta le principali novità giuridiche di interesse per l’economia locale (principalmente, nel settore del turismo, del real estate e dell'energia).

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