Drapia, mozione della minoranza.

Drapia, mozione della minoranza.

Affinchè nel prossimo Consiglio venga adottato un atto di indirizzo nei confronti del Resp. UTC, allo scopo di far annullare o revocare la Determina di indizione di una Rdo. (clicca qui per leggere la determina di riferimento)

OGGETTO: Mozione urgente ex artt. 53 e segg. del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
Annullamento e/o revoca della Determina UTC n. 71 del 12.05.2020 e con la conseguenziale annullamento e/o revoca di ogni atto presupposto e conseguenziale. Da inserire nei punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.

I sottoscritti, Giuseppe Rombolà, Teodora Rombolà e Antonio Vita,
nella loro qualità di Consiglieri Comunali del Gruppo “Viviamo Drapia”,
ed in relazione allo svolgimento di tale loro funzione, ai sensi del D. Lgs.
267/2000, dello Statuto ed in particolare degli artt. 53 e segg. del
Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,
VISTA
La Determina dell’UTC n. 71 del 12.05.2020 avente ad oggetto: “RICHIESTA DI OFFERTA (RdO) sul Me.P.A. per il servizio di gestione degli endo procedimenti dell’Area Tecnica del Comune di Drapia. Assunzione Impegno di spesa. CIG: Z662CF3A44”
Considerato
• che dalla lettura della Determina sopra richiamata, dalla RdO e
dalla successiva aggiudicazione, avvenuta con determina UTC n.
76, risulta evidente che l’affidamento del servizio, operato ai sensi
della normativa sugli appalti (D. Lgs. n. 50/2016), in realtà nasconde una vera e propria assunzione;
• che i compiti, infatti, assegnati alla fortunata geometra (€ 15.600,00 annui), sussumibili in ordinarie funzioni istruttorie, sono tali da coprire l’intera attività endo/procedimentale dell’Ufficio Tecnico;
• che nella anzidetta determina, peraltro, il Responsabile del servizio
ammette candidamente che difettano al Comune di Drapia “figure
con adeguato profilo professionale, per la gestione dell’arretrato di lavoro per come sopra elencato e atteso che il personale in servizio è già utilizzato per il numero totale delle ore di servizio e che pertanto occorre individuare
fuori dall’amministrazione un ulteriore professionista che integrato ad interagire con la struttura amministrativa possa elaborare le attività sub procedimentali necessarie al completamento dei procedimenti sopra elencati;”; che in considerazione delle concrete modalità adottate, le richiamate “adeguate figure professionali”, in verità, sembrerebbero
difettare nell’intera provincia di Vibo Valentia, e ciò in quanto
nessun tecnico (Ing., Arch. e Geom.) iscritto agli albi provinciali di
Vibo, ha avuto l’onore di essere invitato a partecipare alla RdO, in
modo da poter presentare un’offerta. Ed infatti sono stati invitati
solo due professionisti, un avvocato di Vibo (si, si proprio un
avvocato) ed un geometra di Catanzaro;
• che è di solare evidenza come il Comune di Drapia, pur avendo
bisogno di personale “…per il corretto svolgimento dell’attività
istituzionale dell’ente” (cfr. determina n. 71), ha fatto ricorso ad un
appalto di servizi chiaramente elusivo delle norme che disciplinano l’assunzione di personale;
• che il servizio affidato, infatti, non può essere considerato un
appalto essendo la caratteristica principale dell’appalto l’assunzione
di una obbligazione di risultato con l’organizzazione dei mezzi
necessari, finalizzata a soddisfare i bisogni dell’Ente verso un
corrispettivo in denaro e con l’assunzione, da parte dell’esecutore, in proprio del rischio di esecuzione della prestazione (art. 1655 c.c.);
• che nel caso di specie, al contrario, si tratta di lavoro individuale
della professionista senza l’apprestamento di una specifica
organizzazione finalizzata a soddisfare i bisogni dell’ente e senza
assunzione di rischio da parte della stessa. Al contrario viene
addirittura precisato che in caso non venga raggiunto il risultato
entro l’anno, l’incarico verrà prorogato per un altro anno con
conseguente ulteriore esborso di denaro pubblico
(complessivamente € 31.200,00);
• che è notorio, peraltro che l’oggetto della prestazione nell’appalto,
non potrà mai essere un’obbligazione di mezzi, ma sempre di
risultato (Per tutte cfr. Consiglio di Stato, V^ sezione sent. n 8/2009);
• che pertanto, ne consegue che le norme in tema di appalto si
palesano nelle ipotesi in cui il professionista si sia obbligato a
strutturare una stabile organizzazione per l’esecuzione della
prestazione, mentre la carenza di tale requisito derivante
dall’unicità, dalla singolarità e puntualità dell’incarico, nonché dalla
determinatezza dell’arco temporale in cui si deve svolgere la
prestazione professionale, inducono al più a qualificare la
fattispecie quale contratto di prestazione d’opera e dunque quale
consulenza e/o collaborazione autonoma;
escluso pertanto,
• che si tratti un appalto, se volessimo (pur di escludere
l’assunzione) qualificare quello affidato come un contratto d’opera
intellettuale (art. 2229 c.c.) ricadremmo nell’ambito applicativo
dell’art. 7 del D. Lgs. n. 165/2001, il quale, quanto alla possibilità
di conferire incarichi di collaborazione, è, com’è noto, assai
restrittivo. Infatti, il comma 5-bis stabilisce che: “E’ fatto divieto alle
amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si
concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. I contratti posti in essere in
violazione del presente comma sono nulli…”;
Visto inoltre,
• che il comma 6 del predetto art. 7 contiene tutte le condizioni
affinché possano essere conferiti incarichi di collaborazione
autonoma, condizioni che palesemente non ricorrono nel caso di
specie;
• che in ogni caso prima di procedere al conferimento di un incarico
di collaborazione autonoma, occorre che il Consiglio Comunale approvi il programma degli incarichi di cui all’art. 3, comma 55, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, deve essere, altresì, proceduto:
✓ da un accertamento reale sull’assenza di servizi o di
professionalità, interne all’ente, in grado di adempiere
l’incarico,
✓ da una procedura di selezione comparativa, adeguatamente
pubblicizzata, finalizzata ad assicurare alla P.A. la migliore
offerta da un punto di vista qualitativo e quantitativo;
✓ deve essere acquisito il parere obbligatorio del Revisore dei
Conti dell’Ente.
Visto, altresì
• che stante l’evidente violazione di legge ed i palesi profili di
illegittimità procedurali e di merito di cui risulta essere affetta la
determina UTC n. 71 del 12.05.2020, con istanza del 08.06.2020,
prot. n. 3405 del 09.06.2020, gli odierni proponenti hanno inviato
l’Amministrazione Comunale di Drapia ad annullarla
immediatamente;
• che il suddetto invito è rimasto privo di qualunque riscontro.
Per tutti i motivi di cui sopra si invita il Consiglio Comunale, previa
discussione e dibattito politico, a formulare atto di indirizzo affinché, il
Responsabile dell’UTC di Drapia annulli e/o revochi la determina n. 71
del 12.05.2020 ed ogni suo atto presupposto e/o conseguenziale;


Drapia, lì 15 giugno 2020

I Consiglieri Comunali del Gruppo ViviAmo DrApia
Giuseppe Rombolà Teodora Rombolà Antonio Vita

Redazione Informa

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