“Distretto del Cibo del Territorio rurale Vibonese”: pronti per la fase operativa

“Distretto del Cibo del Territorio rurale Vibonese”: pronti per la fase operativa

Con soddisfazione del Presidente Greco, domani verrà costituita la società denominata “Distretto del Cibo del Territorio Rurale Vibonese – Società consortile cooperativa a responsabilità limitata

Il Distretto del Cibo del Territorio rurale Vibonese, dopo l’importante riconoscimento ottenuto dalla Regione Calabria, passa adesso alla fase operativa per varare la società di gestione.

In tal senso il 18 giugno 2022, presso l’Aula consiliare della Provincia di Vibo Valentia a partire dalle 10:30, alla presenza del Notaio, Dott. Antonio Vinci, si svolgerà l’Assemblea del partenariato, appositamente convocata dal Soggetto capofila, il Cogal Monte Poro – Serre Vibonesi, per la costituzione della Società denominata “Distretto del Cibo del Territorio Rurale Vibonese – Società consortile cooperativa a responsabilità limitata“.

Il Presidente del Cogal, Lello Greco con soddisfazione ricorda il lavoro sin qui svolto.

Un lavoro particolarmente apprezzato dai tecnici del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, che hanno collocato la candidatura del Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese al terzo posto della Graduatoria delle 23 candidature ritenute ammissibili, dopo le proposte dei Distretti della Piana di Sibari e dell’Alto Jonio Cosentino. 

Greco, ringrazia uno ad uno, i 131 componenti del partenariato pubblico-privato, che vede la partecipazione di 25 amministrazioni comunali, della Provincia, di 4 università, di 3 enti di formazione e di quasi tutte le associazioni produttive del territorio, delle più significative associazioni di cittadini, di decine e decine di aziende, dalla piccola ditta individuale alla grande impresa.

Un ambizioso programma

La società di gestione, una volta costituita, consentirà al Distretto di attuare il suo ambizioso programma, finalizzato a sostenere i sistemi produttivi agricoli e agroalimentari locali.

Questo favorirà l’integrazione di molteplici attività come quelle agricole, agroalimentari, eno-gastronomiche, turistiche e di promozione e salvaguardia complessiva del territorio e contribuendo a rafforzare la coesione e l’inclusione sociale, a garantire la sicurezza alimentare, a diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, a ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale.

Un grande progetto di sviluppo con obiettivi ben precisi previsti in “Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” delle Nazioni Unite.

Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi sarà necessario mettere in campo anche strutture e gruppi di lavoro, affrontando problemi organizzativi e tecnici e anche per poter aderire agli importanti bandi pubblici che vengono messi a disposizione dalle politiche europee, statali e regionali.

Redazione Informa

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