COVID-19: risvolti psicologici e comportamentali

COVID-19: risvolti psicologici e comportamentali

Il nuovo virus, responsabile della malattia respiratoria denominata COVID-19, ha stravolto in poco tempo le nostre abitudini di vita, le nostre relazioni sociali, le nostre certezze. In poco più di un mese l’Italia conta 86.414 contagiati, di cui 19.950 guariti e 9140 deceduti. Ci stiamo confrontando con una minaccia non facilmente identificabile, potrebbe essere ovunque e con tempi di incubazione lunghi. Questa situazione genera incertezza, disagio, ansia, paura, disorientamento.  

Il susseguirsi, poi, di misure di contenimento sempre più restrittive limitanti gli spostamenti delle persone, stanno inevitabilmente incidendo sulla salute psicologica dei cittadini.

La paura è una reazione fisiologica assolutamente normale, che si attiva di fronte a potenziali pericoli e spinge a proteggersi. Davanti ad una pandemia ogni persona ricerca spiegazioni plausibili, rassicurazioni, si informa attraverso i media, i social soprattutto.

Proprio quest’ultimi però, possono veicolare disinformazione con notizie sensazionali, complottistiche, vere e proprie fake news che alimentano un clima di isteria collettiva.

Proprio in Calabria, si sono verificati fenomeni di caccia all’untore, nomi e cognomi di singoli e ignari cittadini dati in pasto all’opinione pubblica perché sospettati di diffondere il contagio.

Dopo i primi provvedimenti del Governo, si è assistito a manifestazioni di panico, con supermercati e farmacie presi d’assalto per fare incetta di provviste alimentari, soluzioni idroalcoliche, guanti e mascherine. Comportamenti senz’altro coerenti di fronte ad una minaccia così grande. La nostra mente primordiale ci spinge istintivamente di accumulare più risorse possibili per fronteggiare un periodo la cui durata non è definita e neanche facilmente ipotizzabile.

Lo stato di allarme permanente ci porta altresì a percepire ogni minimo sintomo, come un segnale inequivocabile di infezione da Coronavirus. Da qui la ricerca ossessiva di informazioni più rassicuranti sul web, esponendoci facilmente ad altre informazioni ancora più allarmanti: un circolo vizioso senza fine.

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nel guidare i nostri comportamenti, influenzandoli ancora di più quando siamo pervasi da paure e incertezze. In questi momenti si riscopre l’identità sociale e di appartenenza al gruppo, un desiderio di mettersi a disposizione della collettività contribuendo a sostenere i propri simili. Sono frequenti le iniziative di raccolta fondi per l’acquisto di ausili da donare agli ospedali, aziende che decidono di riconvertire la produzione per offrire dispositivi di protezione individuale. Il senso di appartenenza sociale ci rende più resilienti di fronte ai limiti o ostacoli esterni.

In questa fase, dove vige l’obbligo di rimanere in casa, occorre però non mettere in quarantena anche le relazioni personali. La chiusura delle scuole e l’affermarsi delle nuove forme di lavoro intelligente, hanno costretto genitori e figli a interrompere momentaneamente le proprie abitudini di vita. Stare chiusi per molti giorni dentro casa può produrre una condizione di stress con precisi risvolti in termini psicologici.

Frustrazione, noia, isolamento, paura, rabbia, insonnia e difficoltà di concentrazione, sono soltanto alcune delle sensazioni che ognuno di noi sta sperimentando.

Come possiamo fronteggiare questa nuova condizione? Non vi è una regola uguale per tutti, ma si può iniziare accettando di riformulare la giornata secondo le proprie esigenze.

Di seguito alcuni suggerimenti:

  • ritagliare spazi e tempi per svolgere attività che coinvolgano tutta la famiglia, riscoprire il piacere di stare a tavola tutti insieme, di cucinare, di giocare o fare attività comune;
  • per quanto possibile fare attività fisica in casa (yoga, tapis roulant, step, esercizi fisici, ecc);
  • dedicarsi ad attività rilassanti, dedicarsi al proprio hobby;
  • condividere i propri vissuti personali e le emozioni che si provano rispetto a quanto sta accadendo;
  • valorizzare il rapporto di coppia attraverso reciproche attenzioni;
  • dedicarsi alla lettura di libri, riviste;
  • ridurre il tempo trascorso a guardare immagini ad alto contenuto emotivo alla TV;
  • ricercare informazioni da fonti affidabili un paio di volte al giorno;
  • trascorrere il giusto tempo in rete in modo utile e funzionale;

In presenza di bambini:

  • provare a spiegare in modo chiaro e con linguaggio comprensibile quello che sta accadendo;
  • ricostruire una nuova routine. I bambini hanno bisogno di regole e di stabilità entro cui imparare a stare;
  • giocare insieme a loro. Ricordiamo che per un bambino il gioco è occasione di apprendimento e di sviluppo tanto cognitivo quanto emotivo. Attraverso il gioco e il disegno si dà modo di esprimere e imparare a gestire le loro emozioni.
  • Non aver timore che i bambini sperimentino la noia: è una condizione un po’ spiacevole, ma fondamentale perché dà l’opportunità di far emergere i bisogni e alimenta l’esplorazione di sé e la scoperta di nuovi interessi e passioni;

 

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare i seguenti siti:

www.epicentro.iss.it Epidemiologia Istituto Superiore di Sanità
www.iss.it Istituto Superiore di Sanità
www.salute.gov.it/nuovocoronavirus Ministero Salute sul coronavirus
www.thelancet.com Rivista scientifica medica
www.psy.it Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e degli Ordini Regionali.
www.psicologicalabria.it Ordine degli Psicologi della Calabria

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Dr. Massimo Aiello

Psicologo-Psicoterapeuta
Spec. in terapia Cognitivo-Comportamentale
www.massimoaiello.it

Redazione

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