Erosione costiera: ultimo treno per evitare la tragedia?

Erosione costiera: ultimo treno per evitare la tragedia?

Necessario un coordinamento serio di amministrazioni locali e privati

Ci stiamo avvicinando lentamente al punto di non ritorno.

Le mareggiate che hanno colpito vari tratti della Costa degli Dei, portando con loro gravi danni per gli stabilimenti balneari e aggravando il fenomeno della riduzione dell’arenile, confermano un fenomeno in atto ormai da più di un trentennio, che si è andato aggravando negli ultimi anni.

Intervenire in maniera rapida, precisa e coordinata non è più un’opzione ma un’esigenza vitale per l’economia della Costa degli Dei e conseguentemente per quella di tutta la Regione e per il suo tessuto sociale.

È finito il tempo di nascondersi dietro ad un dito sostenendo che il problema dell’erosione costiera sia solamente di interesse dei privati che detengono attività commerciali sulla costa (alberghi, lidi balneari);

è evidente a tutti come la perdita delle nostre spiagge potrebbe segnare la fine della nostra economia già fragile che avrebbe a quel punto gravi difficoltà per risollevarsi, in particolare considerando il periodo storico che il mondo sta vivendo.

Questo passaggio di presa di coscienza da parte di imprese, cittadini, ed amministrazioni comunali, affinché il problema sia vissuto e metabolizzato come di interesse generale per la comunità, sarà fondamentale per poter concretamente ed in maniera unitaria poterlo risolvere.

Le amministrazioni regionali e provinciali che negli ultimi trent’anni si sono succedute hanno fallito in maniera irrevocabile a risolvere questa drammatica problematica, perlomeno lungo la Costa degli Dei.

Allo stesso tempo, però, dobbiamo riconoscere che anche l’iniziativa privata è stata molto passiva ed incapace di costituirsi in “Comitati” ad hoc che facessero operazioni lobbistiche per sollecitare i corretti interventi.

Ci fu un esperimento in questo senso, il Consorzio vibonese, che poi però si perse in un nulla di fatto a livello pratico.

È arrivato il momento di dimostrare che i tempi sono cambiati e così anche la capacità a fare rete, sia tra privati che tra pubblico e privato.

È arrivato il momento di rilanciare un potenziale consorzio Costa degli Dei in cui riunire le amministrazioni comunali della costa e tutti i portatori di interesse e tracciare assieme un iter tecnico-finanziario rapido ed efficace che porti alla realizzazione progettuale del famoso “master plan” della regione Calabria che, per quanto riguarda la costa in questione, giace inerme da molti anni, a parte qualche sporadico intervento.

A ciò, secondo gli esperti, andrebbe abbinato un intervento importante di pulizia e riqualificazione dei torrenti, in particolare del torrente Ruffa che per caratteristiche ha la forza di agire in maniera importante sul ripascimento delle spiagge lungo l’arco litorale Ricadi – Zambrone.

Un ulteriore periodo di immobilismo, o di mancata pianificazione ed azione congiunta tra tutti gli attori, potrebbe davvero rivelarsi fatale per la tutela delle nostre spiagge e, conseguentemente, per la nostra economia a forte trazione turistico-balneare.

Le risorse per investire ci sono, come dimostrano i vari interventi finanziati e realizzati, per diverse decine di milioni di euro, nell’alto tirreno cosentino. Interventi che si sono potuti realizzare grazie ad una corale azione politico-amministrativa tra i comuni costieri, e grazie alla stretta collaborazione tra pubblico e privato.

I tempi delle prime donne devono finire, al territorio non servono più grossi titoli sul giornale fini a sé stessi ma concreti progetti di sviluppo, sostenibile, del territorio.

di LUCA GIULIANO (Presidente Confartigianato Imprese Turismo Calabria)

Redazione Informa

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