Coronavirus: focus sull’imprenditoria turistica ricadese, attualmente la migliore politica locale

Coronavirus: focus sull’imprenditoria turistica ricadese, attualmente  la migliore politica locale

Una cronistoria dettata dai “forse” quella che sino a maggio ha prevalso sul turismo ricadese, volano economico comunale e limitrofo.

Una cascata di disdette di soggiorno, contratti con agenzie turistiche stracciati, caparre vacanziere da restituire e già impegnate in ammodernamenti strutturali.

Questa la tempesta in cui gli imprenditori turistici locali sono stati catapultati nel marasma di decreti statali e regionali, a volte in contrapposizione.

Solo a maggio, qualche spiraglio di luce si è cominciato ad intravedere con la possibilità di riaccendere le macchine del turismo. Quasi tutte, quindi, le strutture turistiche che riapriranno i battenti per la stagione 2020.

Ma non sarà una stagione di vacche grasse, e l’imprenditoria di settore questo lo sa. A non partire per le ferie, sarà infatti un italiano su due (55,2% fonte Sole24Ore).

Il 43,7% (circa 10,6 milioni di italiani) non partirà perché non potrà permettersi economicamente un soggiorno. Il 42,3% rimarrà invece a casa, scoraggiato dalle regole imposte con i vari dpcm e regolamenti.

Circa 1,5 milioni di italiani dichiara invece che resterà a casa perché, essendo stati messi in ferie forzate durante il lockdown, non hanno più periodi liberi.

Capo Vaticano

Uno tra i pochi aspetti positivi, risiede in un rinnovato spirito nazionalistico che vede il 90,2% dei vacanzieri decidere di soggiornare all’interno dei confini nazionali. Di questi, il 51,3% uscirà fuori regione mentre il 38,9% non varcherà i confini territoriali.

L’imprenditoria turistica nostrana, ha dato il meglio di sè.

Certo, il comparto turistico riaprirà in tutto il Paese ma, in un territorio in cui l’incertezza normativa abbandona maggiormente cittadini ed imprenditori, in cui l’apparato sanitario risulta spesso inadeguato anche per i soli residenti, assumersi l’onere di ospitare turisti con la grande incertezza di non sapere (al momento della stesura di questo articolo) quali saranno i protocolli attuativi in caso di persone contagiate dall’ormai celebre Covid-19, assume una rilevanza particolare.

La recente caduta amministrativa del Comune di Ricadi, avvenuta in piena emergenza pandemica e a ridosso della stagione estiva, non ha certo facilitato la scelta sulle riapertura venendo meno quella che è la massima autorità sanitaria locale, seppur sostituita da una figura amministrativa, quella del commissario, cui tempi ristretti tra insediamento e avvio stagionale potrebbero non dare risposte tempestive alle richieste dagli imprenditori turistici.

In queste condizioni, le regole del manuale del “buon imprenditore” suggerirebbero di limitare i costi a fronte di una prospettiva di introiti non certo lauta quindi di tenere chiuse le proprie strutture.

Con senso imprenditoriale e abnegazione, gli imprenditori locali hanno deciso di riaprire, di dare lavoro a migliaia di persone e a mantenere attiva, seppur singhiozzante, un’intera economia territoriale sobbarcandosi responsabilità non certo proprie della figura.

Simone Tocco

Simone Tocco

Consulente informatico e CEO di SunSet s.a.s. Laureato in Informatica presso l’Unical, ha accumulato esperienza come programmatore, sistemista/analista di rete, Web Marketer, Web Designer. Ha conseguito la certificazione Google Partner, Microsoft 4S e da qualche tempo ha ricevuto la nomina Europea come Digital Champion.

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