Come affrontare l’aumento dei costi delle materie prime nei contratti pubblici

Come affrontare l’aumento dei costi delle materie prime nei contratti pubblici

Le misure di risposta al “caro materiali” e la situazione in Calabria

Negli ultimi due anni i prezzi delle materie prime sono aumentati in modo consistente, a causa della crisi pandemica e delle altre dinamiche che hanno portato alle forti spinte inflazionistiche oggi evidenti a livello internazionale.

Questa tendenza si riflette anche sul settore dell’edilizia, in cui i prezzi dei materiali hanno conosciuto rincari in continua crescita fin dalla seconda metà del 2020, complice anche – nel mercato italiano – l’aumento improvviso della domanda favorito dagli incentivi fiscali straordinari dedicati al comparto (primo fra tutti, il noto “Superbonus”).

L’aumento dei prezzi ha spinto il Governo nazionale ad adottare misure specifiche dedicate al settore degli appalti pubblici: le imprese si sono trovate a dover onorare contratti basati sui costi dei materiali esistenti al momento dell’offerta presentata all’amministrazione, che in alcuni casi sono più che raddoppiati nel giro di dodici mesi.

Il Governo è intervenuto sul punto tramite numerosi decreti-legge (poi convertiti in legge dal parlamento) con cui ha adottato misure di vario genere e non del tutto soddisfacenti per le imprese del settore.

Con i primi interventi ha stabilito un sistema di “compensazione” straordinario per i contratti in corso di esecuzione a luglio 2021, finanziato da un fondo statale, con cui gli appaltatori potevano chiedere al committente pubblico di coprire la differenza nei prezzi sulla base degli incrementi di costo individuate da un decreto ministeriale nei due semestri del 2021.

Un sistema simile è stato poi introdotto per i contratti affidati a seguito di procedura avviata dal 27 gennaio 2022 al 31 dicembre 2023.

Per questi contratti, sono previsti l’obbligo di inserimento di clausole di revisione dei prezzi nel e un sistema di compensazione simile a straordinario, ma con differenze in relazione alle soglie di variazione oltre cui si applica la compensazione (5% invece di 10%), nel limite alla compensazione (80% dell’eccedenza) e nella procedura di attivazione della stessa.

Un’ulteriore disciplina è stata introdotta dal decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50 (cd. “Decreto Aiuti”), in vigore dal 18 maggio scorso.

Una prima previsione riguarda i contratti pubblici per cui è stata presentata offerta entro il 31 dicembre 2021, per i quali gli importi degli stati di avanzamento lavori (SAL) per il 2022 sono determinati, indipendentemente da quanto previsto contrattualmente, sulla base dei prezzari regionali.

La norma prevedeva a tal fine che le Regioni aggiornassero obbligatoriamente i prezzari entro il 31 luglio 2022, pena l’intervento sostitutivo del Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili (MIMS) entro i successivi 15 giorni.

I prezzari avrebbero dovuto essere aggiornati sulla base di specifiche linee guida del Ministero, che però sono state pubblicate ufficialmente solo ad agosto.

Ciononostante, molte Regioni, tra cui la Calabria, hanno provveduto all’aggiornamento dei prezzari.

In particolare, la Regione Calabria ha emanato il prezzario aggiornato con delibera del 25 luglio 2022, sulla base delle analisi ed istruttorie formulate dall’Osservatorio Regionale Prezzi, come previsto dalla disciplina regionale (l.r. n. 8/2010).

Il provvedimento è denominato “Prezzario dei Lavori Pubblici della Calabria anno 2022” e comprende diversi documenti: nota metodologica, elenco prezzi elementari della manodopera, elenco prezzi elementari dei noli, elenco prezzi delle lavorazioni finite, analisi dei prezzi, raffronto percentuale tra i prezzi.

I prezzari aggiornati dovranno essere utilizzati come riferimento fino al 31 dicembre 2022 per la determinazione del costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni, ai fini della progettazione dei lavori pubblici, ma potranno essere utilizzati anche per i progetti approvati fino al 31 marzo 2023.

I maggiori importi accertati sulla base dei prezzi aggiornati vengono riconosciuti agli appaltatori nella misura del 90%, al netto dei ribassi d’asta.

Ulteriori novità dovrebbero discendere dalla nuova normativa generale italiana sui contratti pubblici, visto che il Governo con l. n. 78/2022 è stato delegato ad approvare entro il 30 marzo 2023 un nuovo codice della materia in sostituzione del vigente d.lgs. n. 50/2016.

Inoltre, è intervenuta anche la giurisprudenza amministrativa considerando viziati i valori presi come riferimento dal MIMS per le compensazioni “straordinarie”: gli (ennesimi) aggiornamenti della disciplina potrebbero dunque arrivare anche dai tribunali, oltre che dal legislatore.

di MICHELE RIZZO (avvocato – milano@michelerizzolaw.com)

Michele Rizzo

Michele Rizzo

L’Avv. Michele Rizzo, fondatore dell’omonimo studio legale con sede a Milano ed Atene, è coordinatore didattico-scientifico del Master in Appalti e Contratti Pubblici del Politecnico di Milano nonché dottorando di diritto pubblico presso l’European Law And Governance School di Atene. Esperto di amministrativo, collabora con Informa dal 2020 occupandosi della rubrica “Diritto ed affari”, dove commenta le principali novità giuridiche di interesse per l’economia locale (principalmente, nel settore del turismo, del real estate e dell'energia).

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