Capo Vaticano, Belvedere del Tempio di Nettuno: Una storia a dir poco paradossale!

WP_20150805_18_17_33_ProNella giornata di ieri è circolata notizia che l’accesso al Belvedere del Tempio di Nettuno a Capo Vaticano era ostruito da un nastro a strisce bianche e rosse e da un cartello che indicava la proprietà privata. Siamo tornati a controllare nella giornata di oggi e tale espediente per impedire il passaggio al pubblico è risultato assente, rimosso. Del nastro a strisce bianche e rosse è rimasta solo una piccolissima traccia. Del cartello nessuna traccia.

Il fatto accaduto ieri desta seri interrogativi ed una considerazione che preferisco anteporre ai primi.

Si tratta di una storia a dir poco paradossale, per utilizzare un aggettivo già impiegato per descrivere questa situazione.

Gli interrogativi si possono condensare in una sola domanda: Perchè ciò che dovrebbe essere un Bene di dominio pubblico, un belvedere a dir poco mozzafiato, con una vista veramente esclusiva sulla costa di Capo Vaticano e sulla spiaggetta Praia i focu, deve rimanere chiuso al pubblico, interdetto a cittadini e turisti?

La domanda assume la sua importanza e legittimità a partire dalle dichiarazioni del Prefetto di Vibo Valentia, Giovanni Bruno, che, nel corso del consiglio comunale aperto del 2 Febbraio scorso, invito i commissari a interessarsi e ad accelerare le procedure di riapertura del Belvedere del Tempio di Nettuno, perché, “la strada di accesso è rimasta abusivamente chiusa per anni”.

All’impulso del Prefetto, il Comune di Ricadi ha risposto con l’ordinanza, n.17 del 4 Maggio, del responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Ricadi, Pasquale Lagadari che ha disposto la rimozione del cancello che impediva l’accesso al Belvedere.

In seguito all’ordinanza, il cancello è stato rimosso e l’accesso è stato temporaneamente impedito affinché si svolgessero i lavori di  messa in sicurezza. Successivamente all’esecuzione dei primi importanti interventi, i turisti e i cittadini impazienti di godere della magnifica vista che offre il luogo, si sono subito recati presso il Belvedere, quasi come in pellegrinaggio verso un luogo sacro.

WP_20150724_19_24_56_ProPurtroppo però, la vicenda relativa alla riapertura non può dirsi conclusa poiché i proprietari del bar-ristorante che era attivo negli anni precedenti in quell’area, i quali avevano preso in consegna la cura del luogo, sono disposti a portare avanti le proprie ragioni in seno alla giustizia amministrativa. Pertanto, gli stessi hanno già presentato ricorso al TAR contro l’ordinanza che ha disposto la riapertura del Belvedere e il Comune di Ricadi si è costituito parte resistente, difeso dall’Avv. Domenico Colaci.

Come andrà a finire la vicenda? Noi vi informeremo tempestivamente sugli sviluppi, augurandoci che la situazione si risolva comunque a tutto vantaggio dell’interesse pubblico, affinché una bellezza naturale di inestimabile valore non rimanga ostaggio dell’interesse privato il quale, quandanche fosse legittimo, non dovrebbe cristallizzarsi nella mera difesa della proprietà e del proprio tornaconto, ma potrebbe indirizzarsi eticamente verso una condivisione dell’utilità collettiva che da quel Bene può scaturire.

Francesco Apriceno

Francesco Apriceno

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