Campus Eiréne, si parla di tossicodipendenza con Ambrosino

IMG_4478“In quel momento la mia unica madre, ed il mio unico padre erano rappresentati dalla droga” questa è la frase di Danilo, ex tossico dipendente che ha affiancato il dott. Ambrosino sociologo della comunità “Exodus” che ha sede a Santo Stefano d’Aspromonte. Durante la giornata del 25 Febbraio, la terza del Campus “Eiréne” si è tenuta una conferenza riguardante la tossicodipendenza presso l’Istituto per i servizi enogastronomici di Tropea. La presentazione dell’incontro è stata curata dalla prof.ssa Rovito che ha presentato il dott. Ambrosino, il quale prendendo parola ha iniziato a spiegare il progetto “Exodus”, progetto questo che ha lo scopo di aiutare tutti coloro che hanno problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti. Ambrosino ha spiegato “che le tappe attraverso cui si diventa tossicodipendenti sono diverse, si parte da un semplice spinello fino ad arrivare ad utilizzare droghe pesanti come: cocaina ed eroina. L’esperto ha poi raccontato il dramma della tossicodipendenza vissuta tra malattie come l’HIV , l’epatite e la spinta a compiere atti di delinquenza per potersi comprare la droga, rischiando di essere arrestati ed entrare in carcere. Ambrosino ha continuato il suo intervento: “Se noi siamo qui oggi è per farvi capire le scelte sbagliate che hanno portato i ragazzi a prendere strade sbagliate”. All’incontro hanno partecipato anche due ex tossicodipendenti, che vivono nella comunità Exodus di Santo Stefano d’Aspromonte, portando la loro testimonianza. Danilo, 37 anni, di Reggio Calabria, tossicodipendente dalla tenera età di 15 anni ha raccontato con molta emozione: “per il mancato rapporto con mio padre sono caduto nel giro delle droghe, ma questa non è stata la soluzione ai miei problemi, assolutamente il contrario, li ha aggravati”. Ha inoltre aggiunto che ”le droghe utilizzate oggi giorno sono prodotte chimicamente e quindi provocano assuefazione, perciò è più facile cadere in questo giro”. Riccardo, trentenne originario di Cosenza, ha spiegato:”All’età di 15 anni, nel corso di un evento di sensibilizzazione come questo, io mi trovavo dalla stessa parte vostra, ma non gli ho dato molta importanza, non ho saputo cogliere il messaggio ed ora mi ritrovo a raccontarvi la mia storia su come ho perso la mia libertà e la mia vita prima che io iniziassi a drogarmi”. Riccardo e Danilo hanno anche spiegato:”In comunità esistono regole rigide che servono a riportarci ad una vita normale” . Prima che finisse l’incontro i ragazzi hanno posto molte domande, le risposte sono state molto interessanti ed emozionanti, ma la cosa più bella e significativa è stata la frase del dott. Ambrosino: “Si può ballare senza ubriacarsi, si può vivere senza farsi spinelli e si può anche evitare la violenza”, questo ci fa capire che la vita è una sola e bisogna saper prendere le decisioni adatte in modo che si possano evitare scelte dannose per la nostra salute e per la nostra vita.

Noemi Letttieri, Mattia Cuturello, Francesca Colacchio, Maria Rosa Lorenzo

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