Belle stori da leggere: Pubblicato da poco il nuovo dibro di Carmela Costanzo, detta Zelinda

Belle stori da leggere: Pubblicato da poco il nuovo dibro di Carmela Costanzo, detta Zelinda

Pubblicato da poco il libro “Oltre l’amore – Storie vere di grandi amori e sofferenze” di Carmela Costanzo, detta Zelinda, un cammino a ritroso nella storia, nella storia di noi, nella storia della nostra terra. Carmela Costanzo scava nella terra, così aspra e dura, che nel tempo ha assorbito lacrime, fatiche e dolori. Ma ha prodotto anche amori, eterni amori. “Storie vere” dice il titolo, storie che ritornano nella memoria, storie raccontate dalle donne la sera accanto al focolare o al braciere, che a malapena scaldava le misere case più simili a paggghjere che ad abitazioni umane. Storie che rischiano di essere dimenticate, sepolte per sempre dal tempo che inesorabilmente avanza, tutto modifica, tutto annulla, tutto cancella.

La signora Carmela, che ha visto il secolo passato (quello delle due guerre) e che vive il secolo presente (quello della rivoluzione tecnologica), racconta. Racconta il passato. Il passato di una famiglia (che poi è la sua famiglia) tipica del Sud d’Italia.

Un paesino della Calabria, dove si viveva di lavoro e di fatica, dove si nasceva e si moriva sulla terra, per la terra. Sudore, fatica, sofferenza. Amore. Questi sono i temi che noi incontriamo man mano che ci inoltriamo nella lettura, pagina dopo pagina. Temi che ritornano nella quotidianità della vita. La vita della povera gente che scorre sul tempo delle stagioni. Un tempo misurato sui lavori dei campi da fare, gli animali, la semina, il raccolto. Non tralascia nulla l’A. Racconta con semplicità d’immagini la vita di ogni giorno: i bisogni, le necessità. Il suo dire è quello usato dalla sua gente, fatto di spontaneità, parlare come si sente. Parlare come si sente, trasferire agli altri i propri sentimenti. Le proprie emozioni, scaturite dai fatti. Fatti reali che l’A. racconta con passione.

La copertina del libro “Oltre l’amore – Storie vere di grandi amori e sofferenze” di Carmela Costanzo

Ce li porta sotto gli occhi, ce li fa toccare con mano come se vissuti nel presente Non sono “paginette” di poco conto. Sono pagine intense. Piene piene. Diapositive che scorrono lente sul grande schermo della storia. Illuminano la mente. Entrano nel cuore in una narrazione che si snoda da un capo all’altro del gomitolo della vita di intere generazioni di una famiglia (la sua famiglia) segnata da mille lutti, da mille tragedie. Una famiglia che ha vissuto di lavoro, di onestà. Una famiglia più volte visitata dalla morte che si è presentata ad essa senza pietà. Una famiglia che ha combattuto sempre contro ogni avversità. E che lascia il testimone alla generazione che verrà Oggi, nell’era della digitalizzazione avanzata, della frettolosità della comunicazione che addirittura annulla le parole, oggi che più non si parla, oggi che la vita, i sentimenti, le emozioni sono solo virtuali figurativamente rappresentati da faccine colorate, stereotipate, preconfezionate, oggi, proprio oggi, è sommamente importante leggere questo libro per scuotere le coscienze di chi quelle sofferenze non le ha, per fortuna, sperimentate. Andare a piedi nudi per le strade, aspettare e pregare con fede, vivere il giorno da mattina a sera nelle ore tristi, nelle ore liete. Le feste, i matrimoni, i fidanzamenti.

I pianti, i dolori, le morti. Le messe, i funerali. È pieno di tristezze il libro della Costanzo. Non perché lei è di animo triste, o perché a lei piace descrivere la sofferenza, no. Ma perché la sofferenza, il dolore e la morte fanno parte della vita. Una vita semplice, povera, misera. Una vita fatta di fatiche, di continui lavori dove non sono mancate le gioie, la guerra, l’emigrazione. E soprattutto l’amore È l’amore che ha messo in mano alla Nostra la penna. La penna del racconto. Piccole cose. Fatti di ogni giorno. Fatti che hanno segnato la vita umile, laboriosa delle persone. I nonni, i bisnonni, i genitori. Fatti raccontati col cuore in mano. Fatti che diventano veri, parola dopo parola. Fatti che rimangono scolpiti nella memoria. Fatti che fanno piangere il cuore, che trabocca di emozioni, di amore. Di amore vissuto, che dà gioia. Di amore che porta alla morte. Di amore dei protagonisti di questa avvincente storia, che ti prende e ti emoziona La Costanzo ha fatto bene a scrivere, a raccontare.

Episodi della sua gente, limitati nello spazio e nel tempo, episodi veri. Episodi che hanno una immensa importanza nel capire la vita sociale di un tempo, lontano nella memoria che rischia di scomparire molto presto. Lei scrive e ricorda. Scrive per sé e per gli altri, ricorda a sé e agli altri. E lo fa con intensità di sentimenti che avvince e trascina il lettore dall’inizio alla fine. Alla fine, appuntata in una lettera d’amore. Di un amore che non avrà mai fine. Di un amore più grande della morte.

Pasquale De Luca

Pasquale De Luca

Docente di materie letterarie in quiescenza, poeta e autore di opere letterarie, presiede l'associazione culturale Onde Mediterranee, organizzatrice dell'omonimo premio internazionale di poesia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.