Addio al Maestro Antonio Sirignano

Commozione e partecipazione in città nel suo ricordo

di Pasquale De Luca

Pasquale De Luca

Il m° Antonio Sirignano è morto lunedì, 25 febbraio 2019, a Catanzaro circondato dall’affetto della moglie e dei figli.

Il mondo della musica piange la perdita del grande Maestro, insegnante, musicista, compositore, direttore d’orchestra. Egli lascia un vuoto incolmabile nel panorama artistico-culturale della Calabria, dell’Italia e del mondo intero. Uomo mite, molto colto, riservato, legato da profondo amore per la moglie e i propri figli, ha dato tutte le sue forze alla promozione e alla diffusione della musica, che scorreva fluida come sangue liquido nelle vene e inondava per intero la sua anima.

Io ho avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo in età avanzata, ma mi sono bastati pochi incontri per capire la grandezza dell’uomo in tutta la sua interezza. Schivo alle glorie volubili e passeggere della durata di un semplice applauso, ha lasciato un indelebile ricordo e filiale riconoscenza in chi gli è stato accanto durante i lunghi anni del suo insegnamento. Uomo mite, affettuoso, elegante, curato nella persona, ho riconosciuto in lui una forte personalità basata su un ampio e solido sostrato di approfondita cultura e di molteplici conoscenze musicali. Preciso e deciso, pacato nei modi, con pochi gesti, con poche parole trasmetteva agli altri, al pubblico che ascoltava, il suo empito passionale che coinvolgeva e travolgeva al suono magnificamente coordinato sotto la sua direzione. Egli ha amato molto Tropea, a cui era intimamente legato da lunghi anni di permanenza. Tropea non lo dimentica, lo ricorda con particolare gratitudine e con umano affetto.

Uomo di forti principi morali, di grande umanità, attaccato alla famiglia e agli affetti più cari, Antonio Sirignano è nato a Camposano (NA) nel 1935. Attratto fin da giovanissimo dalla musica, studiò oboe nel Conservatorio “San Pietro a Maiella” di Napoli. Appassionato anche di pianoforte, comincia ben presto la sua attività artistica, didattica e sociale.

Giunto in Calabria, a Tropea, come insegnante nella scuola media, inizia un percorso di aggregazione sociale e di promozione culturale dei giovani della nostra città che sfocia, nel 1969, nella fondazione del Complesso Bandistico Municipale “V. Bellini – Città di Tropea”, la “banda dei ragazzini” perché formata quasi esclusivamente da ragazzi, che ebbe numerosissimi successi in ogni parte d’Italia.

Docente e reggente, dal 1972, del Conservatorio di Vibo Valentia, diede impulso a questo istituto con iniziative didattiche strutturali che lo fecero crescere in qualità e cultura.

Artista di grande sensibilità e dal delicato tocco negli effetti strumentali, è maestro, compositore e direttore d’orchestra. Esprime la sua poliedrica cultura, fatta di armonia musicale, di nostalgia melodica e di struggente melanconia, nelle numerose composizioni caratterizzate da uno stile appassionatamente romantico e libero.

Amato e stimato dal pubblico e dagli allievi, è alla ricerca di sempre nuovi motivi compositivi.

Nato il 1° aprile del 1935 a Camposano, provincia di Napoli, giunse a Tropea nel 1966 come insegnante di oboe nella locale Scuola Media. Ma il suo dinamismo, la sua voglia di fare, il suo desiderio di integrarsi nella nuova realtà che lo ospita, la sua straordinaria vitalità e la sua indomabile passione per la musica lo spingono a raccogliere intorno a sé moltissimi ragazzi d’ogni età e di ogni condizione con cui fonda la banda cittadina “V. Bellini” Città di Tropea, con la quale riscuote innumerevoli successi in tutto il Meridione d’Italia, tanto che in città si parlò di “miracolo” tropeano. E proprio la banda di Tropea, detta la “banda dei ragazzini” o anche “‘a banda ‘i l’acqua” perché alla sua prima uscita cinquanta anni fa, il 19 marzo 1969, festa di san Giuseppe, c’è stato un forte acquazzone mettendo in forse la loro esibizione, è stata il fiore all’occhiello della sua intensa vita artistica tutta dedicata alla musica e alla formazione musicale di tantissimi giovani di Tropea e dei paesi vicini che in seguito hanno potuto trovare uno sbocco professionale. La banda, che nei tempi migliori ha contato oltre 60 elementi (67 per la precisione), tirata su con enorme sacrificio personale, quotidiano impegno e incommensurabile passione, ha segnato in maniera duratura un periodo della storia civile, culturale e sociale della nostra città. Nella quale, accanto a due forti personalità della vita pubblica cittadina degli anni ‘60 e ‘70, il prof. Franco De Lorenzo e il prof. Gaetano Vallone che lo hanno affiancato e incoraggiato in questa avventura, in piena umiltà si eleva alta la sua figura nel panorama artistico-culturale della città in piena crescita e sviluppo economico e sociale.

Da tutti è stato amato, rispettato, ricercato. Non si è mai tirato indietro, ma ha dato tutto se stesso con passione e abnegazione per favorire, promuovere e incentivare lo studio della musica prima nelle scuole medie statali poi al Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia a cui ha dato impulso come insegnante e come direttore reggente dal 1972 al 1989, anno in cui il Conservatorio ottiene la piena autonomia da quello già esistente di Reggio Calabria. Nel frattempo, però, come sempre infaticabile, nel 1978 fonda L’orchestra Lirico-sinfonica “Euterpe” e successivamente anche il Quartetto Classico di Fiati “I solisti calabresi”. Va in pensione nel 1997.

Tropea deve molto a lui. Non lo può dimenticare. Proprio per questo, nel mese di novembre 2018, abbiamo proposto all’Amministrazione Comunale della nostra città di conferire al grande Maestro la cittadinanza onoraria in considerazione degli “alti livelli morali, artistici, sociali e tenuto conto dell’attaccamento e dell’amore verso la città di Tropea del maestro, compositore e direttore d’orchestra Antonio Sirignano, che tanto ha dato alla nostra città nel campo artistico-musicale, per la sua promozione sociale e culturale”. Oggi, però, oggi che Lui non c’è più, pensiamo sia giusto e doveroso intitolare la nuova banda cittadina di prossima costituzione al Suo nome, perché il suo ricordo continui nel tempo e passi, insieme all’amore per la musica, di cuore in cuore, alle future generazioni, a perenne memoria.

 

Autore dell'articolo: Redazione

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