A colloquio con Luca Giuliano, presidente dell’Associazione Albergatori di Vibo Valentia

 

Luca Giuliano Pres. AAVV

 

La nuova associazione lavorerà a fianco delle istituzioni pubbliche

di Saverio Ciccarelli

Presentata la nuova legge regionale sui Distretti Turistici. I Distretti Turistici possono rappresentare la svolta

«Sarà una stagione turistica difficile»

Il turismo è la principale fonte di ricchezza per la nostra economia, non ci stancheremo mai di ricordarlo a tutti: agli amministratori pubblici, agli imprenditori e a tutti i cittadini che abitano il nostro magnifico comprensorio.
Il turismo, ormai da quasi cinquant’anni, ha rallentato l’emigrazione di massa di molta gente che è rimasta e si è messa in gioco per dare un futuro migliore a questa terra. Quasi tutti quelli che ci hanno provato, fra mille difficoltà, ci sono riusciti. Ancora oggi, con il fenomeno dei B&B, c’è gente che ci crede ed investe per sé e per i propri figli.

Abbiamo voluto porre qualche domanda ad un giovane imprenditore, Luca Giuliano, che ha tutti i titoli per parlarci di turismo perché rappresenta la nuova imprenditoria della Costa degli dei. L’opinione di un giovane è molto importante per vedere il fenomeno da un nuovo punto di vista e per capire come il turismo potrà evolversi. Le sue risposte, sincere e schiette, non sono del tutto scontate e possono costituire, senza dubbio, lo spunto per ulteriori analisi.

Lei è un giovane imprenditore turistico, figlio d’arte, e conosce bene la difficile realtà del nostro territorio. Quali pensa siano le principali criticità nel settore turistico privato?

Penso che la prima criticità da risolvere sta proprio nel fatto che i proprietari d’albergo debbono decidere se essere albergatori oppure imprenditori. Le sembrerà banale come osservazione ma non è così. Infatti, nel primo caso parliamo di veri professionisti del management alberghiero che hanno studiato e si sono formati per fare ciò; nel secondo caso, invece, si tratta di figure che si dedicano completamente alla gestione del loro patrimonio andando ad investire ove lo reputano più opportuno e debbono essersi formati per ciò; le due cose assieme non possono essere fatte. Vede, spesso e volentieri sento dire a miei colleghi che non si trova personale qualificato ma credo che la prima riflessione da fare sia su noi stessi, per capire se siamo realmente in grado di fare quello che facciamo, ovvero gestire e sviluppare un’attività alberghiera, oppure no. La globalizzazione, a mio avviso, è un fenomeno stupendo dal quale l’Italia e la Calabria hanno beneficiato notevolmente per quanto riguarda vari comparti dell’economia tra cui il turismo; è ovvio, però, che ci troviamo a competere con il mondo intero e sono perciò richieste competenze e capacità di management maggiori rispetto a 40 anni fa. Una seconda criticità, comune a tutta l’economia vibonese, è la scarsa concentrazione industriale che frena investimenti di grossa portata e conseguentemente la realizzazione di progetti ad alto valore aggiunto sul territorio (fatturato, occupazione). In ultimo, mi permetto di citare “l’ambizione”, che deriva dalla non consapevolezza delle proprie potenzialità.

E le criticità nel settore pubblico?

Guardi, parto proprio dall’ultima criticità citata per il privato, ovvero “l’ambizione” sia tra i dipendenti dei pubblici uffici che tra le giunte comunali e regionali. Ho l’impressione che si vive, ancora, l’acquisizione di un pubblico impiego come un punto di arrivo ed automaticamente si fornisce un livello di servizio alla comunità pessimo. Questo atteggiamento ha ripercussioni evidenti sulla dinamicità ed efficienza della pubblica amministrazione che limita fattivamente lo sviluppo economico di un territorio. Proprio recentemente un rapporto Istat quantificava l’inefficienza dei pubblici uffici in svariati miliardi di perdita sul PIL, ed un ulteriore rapporto di Eurostat posizionava la pubblica amministrazione italiana agli ultimi posti nella classifica europea. Il nostro territorio, la nostra Regione, sconta un ritardo enorme per mancati investimenti in: 1) Infrastrutture 2) Trasporti 3) Depurazione 4) Raccolta e smaltimento rifiuti 5) Manutenzione spazio pubblico 6) Ottimizzazione investimenti in promozione turistica. Questo è quello di cui il pubblico deve occuparsi, il resto deve essere demandato ai privati i quali sono preposti ad attivamente occuparsi dello sviluppo economico di un territorio tramite lo sviluppo delle loro aziende. Non deve essere il pubblico a creare posti di lavoro come l’attuale governo sembra voler fare; è una strada molto pericolosa, soprattutto in un territorio come il nostro che manca di ambizione e voglia di emergere.

Secondo lei con quali azioni si possono rimuovere queste criticità?

Il primo passo è proprio quello di mettersi assieme su base territoriale, superi i confini comunali: l’Associazione Albergatori VV vuole infatti creare associazioni di categoria che esprimano direttivi competenti che realmente lavorino per il territorio. Il secondo passo è il mettersi assieme tra associazioni di categorie ed enti pubblici per creare un modello di governance efficiente che rappresenti gli interessi di tutti gli attori sul territorio. A tal proposito è importante rimarcare come, finalmente, esista uno strumento legislativo per fare ciò; questo strumento è la “Legge sui Distretti Turistici”. La legge rappresenta una grandissima opportunità per il territorio in quanto prevede il recepimento obbligatorio da parte della Regione delle proposte progettuali avanzate dai Distretti, obbligando l’ente ad inserirli nella sua progettualità triennale. Inoltre, questo strumento mette sia gli imprenditori, riuniti in associazioni, che gli enti comunali e diversi davanti alle proprie responsabilità. Ora non abbiamo più scuse per non agire. A questo punto è fondamentale che da parte di tutti, pubblico e privato, ci sia la consapevolezza che dalle parole si passi ai fatti e per fare ciò è necessario cominciare a lavorare, nel vero senso della parola. Ne approfitto per lanciare un’altra idea che però andrà sostenuta a livello parlamentare e che riguarda le attuali procedure che regolano gli investimenti edilizi. Attualmente, chi fa impresa si scontra con una inefficienza disarmante dei pubblici uffici, in particolare ASP ed uffici tecnici dei comuni, dai quali si deve passare per i vari titoli autorizzativi al fine della realizzazione di un’opera. Questo sistema crea delle dinamiche malsane dando troppo potere in mano a determinati soggetti che non hanno le competenze, sia tecniche che morali, per poterlo detenere. La problematica verrebbe risolta se venisse loro tolto il ruolo di “Autorizzatori” ed avessero solo quello di “controllori”.Sarà il professionista che firma il progetto a rispondere personalmente della validità legale dello stesso.

Quale differenza nota tra la nuova classe imprenditoriale turistica e quella che è stata pioniera del turismo nel nostro comprensorio?

Sicuramente, a chi circa 50 anni fa ha creduto nelle potenzialità turistiche del nostro territorio va detto bravo perché effettivamente ha creato le condizioni per lo sviluppo economico di una zona particolarmente povera. La parte negativa è che non sempre alla crescita economica, forse troppo rapida, è corrisposta una crescita culturale tale da consentire una gestione della prima in maniera che tutti potessero beneficiare in egual maniera del boom turistico e che la crescita fosse sostenibile. A volte ho l’impressione che questo successo clamoroso del fenomeno turistico vissuto negli anni 90 nel nostro territorio abbia abbagliato chi ne era protagonista e ne abbia paradossalmente rallentato la crescita. Ciò che è mancato è stata la voglia di formarsi e di progredire acquisendo competenze tecniche la cui mancanza non ha, evidentemente, permesso alla zona di fare il vero salto di qualità. Ancora oggi non abbiamo un vero prodotto turistico, dei veri professionisti del mondo alberghiero e ciò ci deve far riflettere. Allo stesso tempo, mi sembra che stia nascendo in questo momento una classe di albergatori che sia maggiormente consapevole della complessità del mercato, della necessità di non fermarsi mai, dell’importanza della formazione e del prendersi cura dei propri collaboratori, investendo sul loro benessere sul posto di lavoro e la loro formazione. Inoltre, fatto a mio avviso fondamentale per affrontare le sfide attuali, gode di un forte background accademico ed in più di un caso si è potuta formare professionalmente in importanti realtà dell’hotellerie internazionale. Questo le consente di portare oggi il corretto valore aggiunto sul territorio.

Secondo lei il nome Costa degli Dei è sufficiente per identificare queste zone turistiche?

Sfatiamo un mito, un nome non è identificativo di nulla se dietro non esiste un vero prodotto turistico. Il problema qui non è capire se il nome corretto è Costa degli Dei o Costa delle Patate, ma la sfida è creare questo famoso prodotto turistico fatto di servizi innovativi e competitivi che ci facciano diventare Destinazione. È proprio ciò su cui, come Associazione albergatori VV, stiamo ponendo tutta la nostra attenzione ed energia in questo momento. È una sfida che non possiamo permetterci di perdere. Inoltre, sempre nell’ottica della competizione globale, forse parlare di sola Costa degli Dei è riduttivo se i nostri competitor sono intere regioni di altri Stati del Mondo. Ma questo è un tema che andremo ad approfondire meglio con l’aiuto di professionisti.

Come si prevede la prossima stagione turistica?

Sarà un anno più duro degli altri, in particolare per quanto riguarda i mercati a noi più vicini come quello tedesco. I nostri maggiori competitors, come la Turchia ed il nord Africa, stanno riacquistando la stabilità politica necessaria ad attrarre i flussi turistici che avevano perso negli ultimi 4 anni. Dal punto di vista tariffario, come potrà ben immaginare, non c’è partita. Queste destinazioni sono in grado di proporre gli stessi servizi nostri ad un quarto del prezzo. Questo credo ci debba porre di fronte ad una seria riflessione sul tipo di Destinazione che vogliamo diventare. A mio modesto avviso dovremmo puntare sulla qualità dell’esperienza che offriamo a chi sceglie di venire a farci visita. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare la sfida basata sul prezzo che, anche se inconsapevolmente, abbiamo intrapreso con destinazioni quali Tunisia, Turchia, Tailandia, Egitto. La Calabria gode attualmente di un appeal importante in alcuni dei migliori mercati al mondo (tra il 2014 e 2017 gli arrivi da Francia, Canada, Stati Uniti hanno fatto registrare, rispettivamente, i seguenti tassi di crescita +43%, +39%, +41% ed è un’opportunità da non lasciarsi scappare.

Quale presidente dell’associazione albergatori VV che appello lancia alle istituzioni locali e regionali?

La creazione di una forte associazione di categoria come la nostra, che opera su tutto il territorio provinciale e rappresenta il maggior comparto dell’economia provinciale, e forse regionale, può diventare un ottimo strumento per realizzare progetti fino ad ora neanche immaginati. Non lo dico perché sono io presidente, ma per la qualità delle persone che ne fanno parte, per le loro competenze tecniche e morali e per il tempo che mettono nel lavoro associativo. Il nostro obbiettivo è che attorno a noi si crei un entusiasmo che possa contagiare tutti e che ci spinga tutti assieme verso la realizzazione dei progetti che pocanzi citavo. Alle Istituzioni chiedo di non barricarsi dietro inutili logiche di potere, o sterili atteggiamenti di superbia o diffidenza, forse anche basate su pregresse esperienze negative avute con la categoria, ma che siano aperte alle nostre proposte ed al nostro aiuto concreto che già abbiamo proposto ad alcuni, come nel caso di Tropea alla quale giunta abbiamo presentato un piano di sviluppo quinquennale al quale speriamo diano particolare attenzione. È essenziale inoltre che l’associazione sia presente ai tavoli decisionale con posizione consultiva in maniera che possiamo dare la nostra opinione su investimenti strategici con finalità di sviluppo turistico in maniera che non vengano sperperate ingenti risorse inutilmente. Troppo spesso, infatti, somme ingenti di denaro vengono investite in operazioni totalmente inutili che nulla hanno portato in termini di ritorno economico. In questo senso va la richiesta fatta all’onorevole Mirabello per la creazione di un tavolo tecnico permanente dei Trasporti ai quali possano sedersi FS, Trenitalia, SACAL, Regione Calabria ed Associazione Albergatori VV. Il nostro atteggiamento non sarà mai di critica per partito preso o in via preventiva. Avremo sempre un atteggiamento collaborativo e propositivo perché il nostro obbiettivo non è altro che la crescita strutturale e complessiva del nostro territorio, della nostra Regione. Ma allo stesso tempo non avremo remore a far sentire, ed anche pesantemente, la nostra voce qualora l’atteggiamento di Comuni e Regione dovesse essere diverso dal nostro. L’associazione nasce con una sfida da vincere e sono sicuro che, tutti assieme, la vinceremo.

Riguardo la legge sui “distretti turisti, zona a burocrazia zero e nautica da riporto” cosa ci può dire?

La legge in questione, a nostro avviso, può davvero essere rivoluzionaria per la Calabria sia da un punto di vista progettuale che mentale. È una legge, infatti, che responsabilizza gli attori, pubblici e privati, presenti sul territorio dandogli l’opportunità di essere i fautori del proprio destino; a questo punto nessun cittadino o amministratore locale ha più alcuna scusa che gli permetta di stare sotto ai pini a criticare senza mettersi in gioco, e questo lo trovo assolutamente rivoluzionario da un punto di vista della mentalità che può generare, in particolare in zone come la nostra dove pessimismo e poca produttività sono troppo presenti secondo i nostri gusti. Detto ciò, passiamo al tecnico: i distretti non sono altro che una zona territoriale delimitata secondo criteri che strategicamente si andranno volta per volta a scegliere che sarà capace ad esprimere un modello di governance pubblico-privata la quale vada ad individuare i progetti strategici necessari allo sviluppo di quell’area. Attenzione, quando parliamo di sviluppo non si intende solo quello economico ma parallelamente quello sociale e culturale. I progetti sviluppati dai distretti saranno poi, per legge, considerati come prioritari nella programmazione triennale della Regione Calabria. Inoltre, sempre tramite il distretto, sarà possibile accedere a finanziamenti europei diretti. Tutto ciò concerne la progettualità. Ma non è tutto in quanto i distretti sono anche zone a burocrazia 0, ovvero zone che permettono, sempre in ottica dello sviluppo territoriale, determinati vantaggi fiscali per le imprese in maniera che le stesse possano essere più competitive con un beneficio a cascata sui tassi occupazionali e salariali. Lo scorso 22 febbraio la nostra associazione ha promosso un evento molto partecipato al quale sono stati invitati circa 250 albergatori della provincia di VV e i sindaci di circa 18 comuni del vibonese, purtroppo presenti solo le amministrazioni di Tropea, Joppolo e Zambrone. Relatore principale dell’evento, con a tema la “Destinazione”, è stato uno dei massimi esperti nazionali, il dottor. Laterza, sullo sviluppo di modello di governance pubblico-privata. Siccome tempo da perdere non ne abbiamo, con la collaborazione di altre associazioni, abbiamo chiesto alla Camera di commercio di pubblicare un avviso pubblico per la manifestazione di interesse a partecipare al primo tavolo tecnico per la costituzione dei distretti sul nostro territorio. In quella riunione, speriamo molto partecipata sia da associazioni che da enti locali, dovremo cercare di individuare la corretta metodologia di lavoro per concretamente sviluppare i distretti e renderli operativi. Non possiamo assolutamente permetterci di sbagliare in questo momento così cruciale. Proprio a tal proposito abbiamo avuto una prima riunione operativa con alcuni funzionari della Camera di Commercio in maniera da cominciare a studiare bene l’argomento. Mi creda, sento grande entusiasmo attorno a questa legge e credo che ci siano finalmente le condizioni giuste per realizzare qualcosa di concreto.

Autore dell'articolo: Redazione

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