Le eccellenze calabresi a Cibus 2018

Ha avuto luogo a Parma dal 7 al 10 maggio, con la straordinaria partecipazione di Lidia Bastianich, in qualità di testimonial dei prodotti enogastronomici calabresi nel mondo, la 19° edizione del salone internazionale dell’alimentazione


La Regione Calabria è stata assiduamente presente all’interno della kermesse,organizzando la puntuale partecipazione attraverso il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, in collaborazione con Arsac, l’Azienda Regionale per lo Sviluppo in Agricoltura, con la rappresentaza di ben quarantacinque aziende, offrendo all’interno delle tre giornate dedicate le sue eccellenze all’interno del comparto agroalimentare. La presenza alla manifestazione di Parma costituisce una nuova importante occasione per la promozione del brand Rosso Calabria, finalizzato alla valorizzazione dei prodotti di qualità, dei territori e della cultura calabrese.

“Cibus rappresenta una vetrina internazionale prestigiosa per i prodotti agroalimentari calabresi – afferma il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio – per i quali è sempre più importante farsi conoscere all’estero- del resto la Calabria, patria della Dieta Mediterranea – sottolinea Oliverio – nonché la seconda produttrice di olio extravergine d’oliva in Italia, non poteva mancare ad un appuntamento così importante. Nella nostra regione c’è un rinnovato interesse per l’agricoltura e l’agroalimentare: molti giovani stanno tornando a lavorare la terra e a cimentarsi in nuove avventure imprenditoriali e noi come istituzione, anche attraverso la partecipazione a questo tipo di manifestazione, intendiamo supportarli”.

Il percorso calabro-gastronomico , protagonista di Cibus, ha preso avvio da quei cibi ”trendy” del terzo millennio indicati proprio dalla prestigiosa ristoratrice , nonché influencer, italo-americanana Lidia Bastianich. Così la ‘nduja di Spilinga, il cacio cavallo silano Dop, la liquirizia di Rossano Dop ed il bergamotto di Reggio Calabria Dop hanno stregato il palato dei visitatori facendosi promotori dell’apertura enogastronomica. Sulla rotta delle indicazioni della Bastianich si sono susseguite un ventaglio di ”calabresità” tra le quali non sono mancate: la famosa Cipolla rossa di Tropea Igp Calabria, la Patata della Sila Igp, l’olio extravergine d’oliva Igp (ultima preziosa certificazione ottenuta in ordine di tempo), l’ottimo Pecorino crotonese Dop, i fichi dottati del cosentino Dop e le clementine Igp (tutti prodotti già ben insiti nei mercati internazionali e nazionali, ma con ancora un grande potenziale di crescita). Sono ben 268 i prodotti agroalimentari calabresi inseriti nell’elenco Pat del Mipaaf, tra i quali spiccano il cedro, i peperoncini, i funghi, le olive, i sottoli, le marmellate, i latticini e la carne della pregiatissima “podolica” e di suino nero, il pesce, la pasta, il pane di segale, i dolci e altri prodotti da forno, i vini e le bibite. Lunedì 7 maggio alle 12 è stata proposta la Zuppa di fagioli con Olio Bruzio Dop e Liquirizia calabrese Dop. Nel primo pomeriggio è stata la volta della la Frittata ‘du scuru (di patate), con Patate della Sila Igp (cultivar Agria a pasta gialla), crema di peperoncino, basilico fresco e Olio Lametia Dop. Martedì 8 maggio la proposta invece ha esaltato la Pasta fave, pancetta e crema di pecorino con pasta formato calamaretti, fave fresche, Pancetta di Calabria Dop, Pecorino crotonese Dop e OIio Bruzio Dop , alle 15 ha seguito a ruota la Zuppa di ceci con baccalà, con ceci, baccalà e Olio Bruzio. Mercoledì 9 maggio protagonista indiscussa è stata la Struncatura con mollica e acciughe, pasta – tipica della zona della Piana di Gioia Tauro – realizzata con i residui di farina e crusca della molitura del grano, che conferiscono un particolarissimo aspetto ruvido e grossolano, che le permette di trattenere molto bene il condimento. In questo caso mollica di pane, acciughe, aglio di Papaglionti e Olio Lametia Dop, nel pomeriggio invece è toccato al Macco di San Nicola cioè una purea di fave con cicoria e Olio Crotonese Dop. Da lunedì a mercoledì si sono svolte anche tre degustazioni al giorno: dalle 10 alle 12 Buongiorno Calabria… Il dolce e il salato di una terra che ti aspetta; dalle 13 alle 15 Mezzogiorno in Calabria. Una tavola imbandita di identità, gusto e benessere; dalle 16 alle 17 Pomeriggio in Calabria. Tradizione, bontà e passione in un solo boccone. Le varie proposte fanno capo a produzioni che interessano tutte le zone della regione, e Cibus 2018, a ben vedere, è stato indubbiamente un trampolino ulteriore di lancio che ha permesso alla meravigliosa regione la possibilità di far conoscere non solo le eccelenze agroalimentari ma anche e soprattutto le numerose biodiversità presenti sul territorio. La caratteristica che ha accomunato le tre giornate è stata la semplicità, che , come un filo rosso ha unito e legato tradizione, gusto ed innovazione culinaria. La Calabria è storia, profumi, colori, paesaggi, cuori, è soprattutto regione d’amore, è il mare e il sole che splende dodici mesi l’anno, è regione varia e diversificata, e a Cibus 2018 i promotori regionali hanno egregiamente posto l’accento sulle numerose caratteristiche pregevoli di questa meravigliosa lingua di terreno stanziata tra Tirreno e Ionio. Secondo i dati Ismea più aggiornati, con un giro d’affari pari a 19 milioni di euro (+17% nel confronto tra 2015 e 2016), la Calabria è una delle regioni dove la produzione di Dop e Igp sta crescendo di più nel confronto con il resto d’Italia (meglio fanno solo Sicilia, Basilicata, Liguria e Umbria). Con 19.810 tonnellate la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp è la produzione principale del food. Nel wine, invece, la regione conta nove Ig, per un valore alla produzione di poco superiore ai sette milioni di euro. Tra i numerosi vini, il più rappresentativo è il Cirò Dop. Oltre che in tutta Italia, le eccellenze calabresi sono vendute in Europa (soprattutto in Germania), negli Stati Uniti e in Canada. Questi ultimi sono i mercati esteri su cui si sta incanalando di più l’attenzione per incrementare le quote di export. Da non tralasciare è soprattutto la proposta dell’olio calabrese, bisogna ricordare infatti che sono ben quattro quelli certificati, tra i quali spicca l’Olio Calabria Igp. Con una superficie di oliveti pari a 189.375 ettari e 215 milioni di piante, la Calabria è la seconda regione italiana per produzione di olio extravergine d’oliva dopo la Puglia e la terza in Europa. Inoltre, circa il 50% dell’olio extravergine d’oliva biologico commercializzato in Italia arriva proprio dalla Calabria (Fonte: Coldiretti). Negli stand G 033, G 035, J 031, J 035 e nell’agorà del padiglione C di Fiere di Parma, i sapori e i profumi della Calabria hanno fatto da protagonisti per catturare l’attenzione e sedurre i palati dei visitatori di Cibus 2018. I piatti sono stati preparati dalla chef Giovanna Martire e raccontati da Paolo Massobrio, Marco Gatti e Maurizio Pescari. Le degustazioni sono state magistralmente interpretate dall’esperta di cucina calabrese Anna Aloi. Presenti alla manifestazione le eccellenze del vibonese con le aziende calabresi che sono: Callà Vittorio, Padiglione 08 – Stand G 033, Callipo Gelateria SRL Padiglione 05 – Stand L 046, Callipo Giacinto Conserve Alimentari SPA, Padiglione 05 – Stand L 046, Chirico SRL, Padiglione 08 – Stand G 033, Colacchio Food SRL, Padiglione 06 – Stand D 022, Colacchio Food SRL, Padiglione 08 – Stand G 033, Distilleria F.lli Caffo SRL, Padiglione 05 – Stand L 004, Gruppo Soldano SRL, Padiglione 08 – Stand G 033, L’artigiano della Nduja SRL, Padiglione 03 – Stand C 071, Mediolat SRL, Padiglione 08 – Stand G 033, Salumificio F.lli Pugliese SNC, Padiglione 08 – Stand G 033 e Serfunghi di Calabretta Bruno Padiglione 08 – Stand G 033.Un’importante testimonianza la abbiamo raccolta dalle dichiarazioni dell’esperto del tempio dei sapori alimentari e del meglio delle creazioni culinarie, l’attivissimo calabrese di Serra San Bruno il prof. Cupone Alessandro, insegnante e chef all’Istituto Statale Professionale Alberghiero Adriano Olivetti di Monza, promotore di varie iniziative enogastronomiche nell’ambiente scolastico, gestore del ristorante Cascina Frutteto nel parco della Reggia di Monza, autore della progetto di produzione dell’Olio Ionio extravergine superiore che nasce nella meravigliosa cornice degli ulivi della media costa ionica calabrese. Cupone in occasione della chiusura del Salone Internazionale CIBUS di Parma, dichiara: “CIBUS sicuramente, con il successo di questa sua diciannovesima edizione, si laurea come più importante manifestazione della galassia degli alimenti.” – Lo Chef continua – “Il successo di questa edizione di CIBUS dimostra e sottolinea fortemente, specialmente come alleato a sconfigere la crisi che ha attanagliato quasi tutte le economie mondiali, di come siano importanti il comparto agro-alimentare e i suoi indotti. Alessando continuando dichiara: “Per noi Italiani è ancora più importante far conoscere sempre più le straordinarie e meravigliose qualità dei prodotti del Made in Italy, per l’economia italiana è una scommessa che ci aiuterà a sconfiggere l’ombra della crisi. Parlo dei dati Ismea più aggiornati, che assegnano alla Calabria un giro d’affari pari a 19 milioni di euro (+17% nel confronto tra 2015 e 2016), con la produzione di Dop e Igp in crescendo più del resto d’Italia. Non possiamo dimenticare la Rossa di Tropea, che con le sue dichiarate 19.810 tonnellate, dati della Regione Calabria, la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp che è la produzione principale del comparto food.” Ricordiamo anche la valenza sociale del CIBUS, infatti, alla chiusura di questa edizione, i volontari di Banco Alimentare hanno recuperato tra gli stand diverse tonnellate di cibo da destinare alle strutture caritative del territorio.Con questa chiusura della manifestazione la macchina organizzativa della importantissima manifestazione non si è spenta e ci da appuntamento a Cibus Connect dell’aprile 2019 e alla ventesima edizione di Cibus nel maggio del 2020. Tra cooking show, varie degustazioni e l’esaltazione dei preziosi Dop e Igp , indicatori di una attenta e scrupolosa ricerca di materie prime pregiate che si lega perfettamente all’amore per le pecificità territoriali, la regione che diede i natali alla Magna Grecia ha fatto breccia non solo nel palato dei moltissimi visitatori ma anche nel loro cuore.

Autore dell'articolo: Maria Vittoria Grillo

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