Nasce l’Associazione Stelle del Faro

Per dare a tutti una possibilità di realizzarsi

Iniziativa partita dalle famiglie di ragazzi con disabilità

L’Associazione Stelle del faro rappresenta realmente una piccola luce nel buio del territorio ricadese, dove una persona adulta con disabilità non ha nessuna possibilità di realizzazione. Abbiamo intervistato il presidente dell’associazione, Francesco Lico, per capire meglio le finalità della stessa.

Presidente Lico, ci spieghi perché nasce l’Associazione Stelle del Faro.
L’Associazione Stelle del Faro nasce dall’esigenza di avere qui, a Ricadi, una struttura che si occupi delle persone con disabilità. Soprattutto di quelle persone che ormai, non frequentando più la scuola e i centri di riabilitazione, sono chiuse nelle proprie case. Sicuramente case confortevoli ma che non favoriscono l’inserimento nella società. Si tratta di giovani adulti che, in queste circostanze, sono destinati a un regresso e a una perdita delle capacità di autonomia acquisite in anni di scuola e di riabilitazione. Per questo motivo è nata l’associazione, per evitare che ciò accada. E in tal senso, devo ringraziare fortemente l’assessore alle politiche sociali e sanitarie del comune di Ricadi, la dottoressa Eleonora Pantano, che ha fatto da catalizzatore per la nascita dell’Associazione.

Chi sono i Soci fondatori dell’Associazione?
Stelle del faro è un’associazione di famiglie. I soci fondatori, infatti, sono rappresentati da nove famiglie molto attive. Ma il numero delle adesioni è in aumento. Nel nostro comune ci sono situazioni che nessuno conosce e, soprattutto, bisogni concreti che non possono più aspettare.

Come mai proprio Stelle del faro?
Stelle perché una delle nostre finalità statutali è quella di mettere in luce le necessità e i bisogni di queste famiglie e, soprattutto, dei ragazzi. Del faro perché qui a Ricadi c’è uno storico faro e, inoltre, la sede destinata al centro sarà la Casa del Guardiano del Faro.

Quali sono gli obiettivi che si prefigge l’associazione?
Gli obiettivi a breve termine sono quelli della socializzazione, dell’incontro e della solidarietà. Infatti abbiamo iniziato organizzando delle uscite serali, anche in collaborazione con i giovani della Parrocchia di San Nicolò e dell’Associazione Punto e a Capo. Tra le finalità a medio termine c’è, invece, quella di creare un centro diurno che dia ai nostri ragazzi la possibilità di trascorrere le giornate in modo positivo e costruttivo. Questo eviterà loro di perdere le capacità cognitive e di autonomia che verranno potenziate dalle diverse attività. Per iniziare, stiamo elaborando un progetto relativo all’attività fisica e sportiva proprio per potenziare e mantenere le capacità motorie che sono strettamente collegate a quelle intellettive. Tra gli obiettivi a lungo termine c’è quello di organizzare un Dopo di noi. Il più grande problema, e anche la più grande paura, è non avere certezza di chi si occuperà dei nostri figli quando noi non ci saremo.

Quale messaggio vuole lasciare ai nostri lettori?
Con grande piacere voglio lasciare questo messaggio ai lettori: la nostra associazione, fondandosi sul volontariato, ha bisogno soprattutto di volontari. Allora invito tutti i cittadini a farsi avanti, a mettersi in contatto con noi. Un modo intelligente per trascorrere il tempo libero è dedicarlo agli altri.

Autore dell'articolo: Carmelina Pontoriero

Carmelina Pontoriero
Collaboratrice per il bimestrale "Informa". Laureata in Scienze dell'Educazione. Molto attiva nel campo dell'associazionismo. Fa parte dei Volontari della Croce Rossa, del gruppo "Pedagogia della R-Esistenza" attivo presso l'UniCal e degli Amici di Pino Masciari

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