Intervista alla deputata Dalila Nesci

La parlamentare del M5S in esclusiva per Informa

Abbiamo parlato di Tropea, di Sanità, del mare e del Sud

Abbiamo deciso di dar voce ai parlamentari eletti nel nostro territorio, iniziando, per questo numero, dalla deputata Dalila Nesci, eletta nel Movimento Cinque Stelle, che a livello nazionale ha preso più voti. Nata a Tropea nel 1986, giornalista e laureata in Giurisprudenza presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si è contraddistinta durante il suo primo mandato per aver combattuto contro abusi e apparati che causano dipendenza dalla politica e nuova emigrazione, quella dei più giovani.
Attiva nel MeetUp di Reggio Calabria dal 2009, dove si è impegnata per il referendum contro il nucleare e per la gestione pubblica dell’acqua, da parlamentare della Repubblica e portavoce del M5S eletta in Calabria dal 2013 si è occupata di tutela del risparmio privato, lotta contro l’usura bancaria, scorrimento delle graduatorie delle Forze dell’ordine, gestione dei rifiuti in Calabria, protezione dei cittadini che aiutano la magistratura, iniziative antimafia e autonomia dell’informazione molto spesso manipolata e soprattutto di diritto alla Salute.

Prima del voto, nella tua Tropea, hai spiegato che potrai essere più presente sul nostro territorio, in che modo pensi di sfruttare questa opportunità?
Voglio contribuire alla formazione di una nuova classe politica locale. Nella scorsa campagna elettorale mi sono già mossa in questo senso, lanciando un progetto specifico con l’iniziativa “Parole guerriere” a Tropea. Ho iniziato, allora con la presenza del filosofo e poeta Marco Guzzi, da una visione alternativa della cosa pubblica, dall’idea di un riscatto collettivo possibile attraverso la condivisione di idee, saperi e speranze. In seguito sono partiti i seminari su argomenti concreti, intanto sulla gestione degli enti locali. Con interventi di esperti qualificati affronteremo alcune tematiche chiave per chi voglia impegnarsi in politica avendo come requisito primo l’onestà e lo spirito di servizio pubblico. Ci saranno incontri sulle possibilità di partecipazione democratica al governo cittadino, sull’organizzazione dei servizi sanitari, sulla comunicazione politica e su altri aspetti di rilievo. Credo che ogni politico debba lasciare un’eredità, un esempio, un séguito. Non si può restare a vita nelle istituzioni. Per questo, è bene aggregare e preparare, insieme, alle sfide del futuro; anche per combattere la corruzione e la criminalità organizzata, che causano lo spopolamento e l’impoverimento della nostra bellissima terra.

Quale potrebbe essere la soluzione ai problemi della sanità vibonese?
Servono risorse economiche, personale, snellimento e controllo delle procedure burocratiche. La sanità pubblica va tutelata e messa nelle condizioni di garantire il diritto alla salute, che la Costituzione tutela come fondamentale. Ho già presentato delle proposte di legge su queste priorità: una per ridefinire le norme sul commissariamento delle Regioni in Piano di rientro e per la ripartizione del Fondo sanitario secondo l’effettivo fabbisogno di cure a livello regionale; una per assumere al più presto le oltre 1.500 unità di personale, tra medici, infermieri e altri operatori, che servono per il rispetto della normativa europea sui turni e i riposi obbligatori; una per ridurre le aziende del Servizio sanitario calabrese e separare la gestione dei servizi ospedalieri da quella dei servizi territoriali, con grandi vantaggi in termini di risparmio e di risposta ai pazienti.

Hai già dato risalto in parlamento anche al problema relativo ai danni fatti dal mare sul nostro litorale. Come si può intervenire per dare delle risposte agli operatori turistici?
Qui c’è bisogno della volontà politica di invertire la tendenza. Con le interrogazioni presentate ho responsabilizzato il governo nazionale. Il nuovo esecutivo dovrà entrare nel merito. Tuttavia, serve in primo luogo una concertazione politica a tutti i livelli. Due sono le possibilità: o consideriamo il mare e le spiagge come una ricchezza, oppure si tira a campare come è sempre stato, con tutte le conseguenze in termini economici per gli operatori turistici, finora a lungo abbandonati.

Quali sono le ricette del Movimento per il rilancio del Sud?
Una banca pubblica per sostenere gli investimenti e la crescita; una misura di sollievo della povertà come il reddito di cittadinanza; la ripartizione del Fondo sanitario sulla base dei dati epidemiologici certificati; l’efficientamento dell’amministrazione pubblica attraverso la riorganizzazione anche tecnologica del sistema; strumenti e risorse reali per la lotta all’evasione, alla corruzione, alla criminalità e alla diffusa parzialità dell’amministrazione pubblica. Bisognerà poi ragionare sugli investimenti, più che mai necessari, per le infrastrutture, i trasporti e le agevolazioni fiscali. Non credo che ci aiutino troppo le attuali Zes, circoscritte a poche aree.

Autore dell'articolo: Francesco Barritta

Direttore responsabile del periodico Informa e del sito collegato, è stato collaboratore delle testate "Calabria Ora" dal 2007 al 2010 e "Gazzetta del Sud" dal 2010 al 2012. Ha inoltre diretto il mensile "Tropeaedintorni.it" dal 2010 al 2014, i periodici "TropeaInforma" e "DrapiaInforma" e ha scritto articoli per varie testate.

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