Il sistema viario è al collasso

Percorrere le strade provinciali è un’avventura

I cittadini si rivolgono al Prefetto di Vibo Valentia


Purtroppo, nostro malgrado, dobbiamo tornare sull’argomento viabilità, già trattato nel primo numero di questo periodico. Ai problemi atavici che caratterizzano le nostre arterie provinciali, già ampiamente esposte all’insicurezza, si aggiungono infatti le notizie poco piacevoli di questi giorni. Ogni giorno, infatti, gli avventori che per qualsiasi motivo percorrono le strade che collegano i nostri centri abitati devono districarsi tra buche, frane, smottamenti e tratti di strade chiuse al traffico, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri. Ultimo fatto di cronaca, in ordine di tempo, per fortuna senza conseguenze alle persone, è quello di domenica 22 aprile relativo a un masso di oltre un metro cubo di dimensione, che si è staccato da una scarpata rotolando giù e attraversando pericolosamente la Sp72, andando a finire in una proprietà privata nel comune di Tropea. Il grosso masso, dopo avere attraversato la sede stradale e divelto il guardrail, ha arrestato la sua corsa su una piazzola di calcestruzzo su cui era posizionato un serbatoio dell’acqua a servizio di una abitazione. Quest’ultimo evento va ad aggiungersi alle condizioni al limite della decenza della Sp22 nel tratto Spilinga-Ricadi-Tropea, alla ex Ss522 per Tropea, alla Sp23 interdetta al traffico da novembre nel tratto Joppolo-Coccorino, alla strada Zaccanopoli-Parghelia, chiusa al tratto nella variante di Fitili e sulla quale si registrano continui eventi franosi, oltre ai problemi sulle strade collinari per le frazioni di Zambrone.
Malgrado le promesse, le buche rimangono a rappresentare pericolose minacce per gli automobilisti e le arterie non sono state messe in sicurezza, nonostante il presidente della Provincia Andrea Niglia abbia annunciato l’utilizzo di 1,3 milioni di euro già autorizzati dalla Regione alla vigilia delle elezioni politiche, per rendere efficiente la rete stradale provinciale.
Pertanto, con l’estate è alle porte, alcuni cittadini hanno iniziano a perdere le speranze e, anche se in ordine sparso, hanno promosso delle petizioni per denunciare lo stato penoso delle arterie provinciali e contestualmente l’immobilismo sfacciato della classe politica a tutti i livelli e di tutte le stagioni. Tra i primi a rivolgersi al Prefetto di Vibo Valentia Guido Longo sono stati i cittadini di Joppolo attraverso una raccolta firme spontanea con la quale chiedono «un intervento presso l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia e la Regione Calabria, affinché questi Enti si adoperino ad aprire la Sp23 dopo averla messa, definitivamente, in sicurezza, nel tratto Joppolo-Coccorino, utilizzando anche le risorse finanziarie, rimaste, dell’Accordo di Programma Quadro n° 14 del 29 luglio 2002». Anche i cittadini di Ricadi hanno presentato una petizione al rappresentante territoriale del Governo in relazione al tratto Tropea-Ricadi-Spilinga della Sp22. I tanti sottoscrittori chiedono il rifacimento urgente del manto stradale «caratterizzato da numerosi dislivelli, dossi, avvallamenti, buche e da una segnaletica in molte parti inesistente. La guida sulla Sp22 è divenuta un esercizio virtuoso, e per chi la deve percorrere ogni giorno essa è una quotidiana avventura». L’amarezza e la rabbia dei cittadini si moltiplica quando si vedono fare lavori fatti male o comunque rimandabili, come ad esempio le rotatorie sulla ex Ss522. Insomma, non si fa peccato a pensare male. Si progetta giusto per prendere qualche finanziamento da spendere anche dove ciò non rappresenta una priorità anziché progettare ciò che serve davvero: la messa in sicurezza e la riapertura al traffico dell’esistente.

Autore dell'articolo: Ambrogio Scaramozzino

Ambrogio Scaramozzino
Direttore responsabile del portale JoppoloInforma.it, è responsabile della pagina di Joppolo sul bimestrale "Informa" ed è collaboratore storico della testata "Quotidiano del Sud".

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