Don Antonio Gennaro lascia la parrocchia di Caria e Drapia

«Ci rincontreremo lungo le strade della nostra diocesi». Con queste brevi parole, spezzate dall’emozione, il sacerdote don Antonio Gennaro, a margine della santa messa domenicale, ha salutato i fedeli di Caria e Drapia. A partire da oggi, il giovane sacerdote spilingese, ricoprirà l’incarico di rettore del Seminario vescovile di Mileto; mentre la gestione della parrocchia di Caria e Drapia sarà affidata ai sacerdoti presenti nel territorio comunale, don Sergio Meligrana e don Michele De Vita, in attesa che il vescovo Luigi Renzo nomini il nuovo pastore a guida delle comunità. L’imminente trasferimento del parroco ha suscitato malcontento della popolazione, sfociato poi in una protesta pacifica nella sede episcopale per chiedere al presule il mantenimento di don Antonio Gennaro. Un tentativo, questo, risultato vano. Nel discorso di commiato il vice sindaco, Pino Rombolà, ha chiosato: «La tristezza, il dolore, il dispiacere ed anche la rabbia sono i sentimenti che, da quando è giunta la notizia del trasferimento, soffiano nella nostra comunità. Ma al contempo, il sentimento di riconoscenza ci ha caratterizzato. Con la bocca amara di dispiacere, con il cuore spezzato, sentiamo il dovere di esprimere tutta la nostra immensa ed incondizionata gratitudine ad un uomo che per undici anni ha totalmente dedicato la propria vita ed il suo apostolato alla nostra comunità».

Pino Rombolà, vice sindaco di Drapia

Una persona eclettica, di grande spessore umano e culturale, esempio di impegno religioso e vanto per le due comunità. E’ stato asserito: «In questi anni hai lasciato un segno ricco e profondo nelle coscienze di ciascuno di noi perché sei stato una guida morale e spirituale sicura ed affidabile, svolgendo il ministero sacerdotale in mezzo a noi, condividendo le gioie e le speranze, le sofferenze e le tribolazioni dei tuoi fratelli.  Sempre presente, non solo nelle manifestazioni religiose che si susseguono ogni anno, ma anche in tutte quelle in cui era richiesta la presenza del sacerdote. Nelle difficoltà, sia spirituali che materiali, ci hai insegnato a prodigarci per gli altri e ci hai insegnato che la carità deve essere al centro del nostro essere cristiani e questo insegnamento lo hai dimostrato in prima persona oltre che con le parole con i tuoi gesti, anche con l’aiuto materiale, a chi si trovava in situazioni di difficoltà». Nella chiosa  l’unanime ringraziamento «per averci fatto scoprire la presenza di Dio nelle cose quotidiane, insegnandoci a riflettere sulla realtà che viviamo, aiutandoci a comprendere la Parola di Dio ed infine a metterla in opera nei fatti».

 

 

Autore dell'articolo: Redazione

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