Gli avvocati delle famiglie Libertino e Lombardo chiedono la sospensione del personale

Sulla morte della giovane Tiziana Lombardo presso l’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, intervengono Francesco Ruffa e Giuseppe Catalano, avvocati delle famiglie Libertino e Lombardo

Pubblichiamo integralmente la nota dei due rappresentanti legali, nella quale è contenuto l’auspicio del signor Antonio Libertino che la direzione dell’Asp valuti la sospensione cautelativa del personale medico che ha seguito sua moglie durante il parto e nelle fasi successive

Le famiglie Libertino/Lombardo, specificano che: alla luce delle prime risultanze dell’autopsia eseguita il giorno 8 gennaio 2017, si precisa che, allo stato attuale, non è stato riscontrato alcun aneurisma dell’arteria splenica che, ad oggi, risulta solamente una delle possibilità diagnostiche da confermare con i successivi esami istologici valutati e confrontati unitamente all’esame di tutta la documentazione sanitaria sequestrata e già in possesso dell’A.G. procedente.  Piuttosto, ai fini di una corretta ed imparziale informazione, è doveroso mettere a conoscenza degli organi di stampa, considerato l’importantissimo e delicato ruolo che rivestono in questa fase, che l’esame autoptico ha evidenziato la lacerazione della milza; la presenza di un vaso beante, la sutura della arteria gastrica ed altre particolari e delicate condizioni chirurgiche allo stato ancora da valutare. Il sig. Libertino auspica che la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera di Vibo Valentia, considerata la gravità dei fatti accaduti, valuti (qualora lo ritenga opportuno) l’eventuale sospensione a tempo indeterminato, in via cautelativa, del personale medico presente al momento del parto della congiunta e nelle ore a cavallo del suo decesso, in quanto è convinto che il loro coinvolgimento in un’indagine così delicata, porterebbe gli stessi operatori a svolgere la propria professione privi della serenità necessaria, peculiarità imprescindibile per chi lavora nel campo sanitario.
Il sig. Libertino intende, comunque, ringraziare le due ostetriche presenti al momento del parto per la professionalità e l’umanità dimostrate, ma ci tiene a ribadire, vista la delicatezza dell’indagine in corso, che in questa fase non può escludere il coinvolgimento di tutto il personale che abbia operato nelle ore precedenti che hanno portato al decesso della congiunta. Ci tiene, inoltre, a ringraziare la Procura della Repubblica e la Questura di Vibo Valentia per la solerzia e la tempestività dimostrate nei minuti successivi al decesso e per tutto l’impegno finora profuso, con l’auspicio che possa farsi in tempi ristretti luce sul triste episodio. Essendo in corso le indagini della magistratura, né i nostri assistiti, né il nostro consulente di parte intendono rilasciare ulteriori dichiarazioni o precisazioni fino a data da destinarsi.

Autore dell'articolo: Redazione

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